Pastazzo, da costo a risorsa per tutta la filiera agrumicola

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Un progetto promosso dal Distretto agrumi Sicilia e finanziato da Coca Cola Foundation per produrre biogas

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Attualmente il pastazzo, lo scarto umido della trasformazione degli agrumi, costituisce per le industrie di trasformazione un costo che, in parte, si riversa sul valore alla produzione: il 60% dei frutti conferiti alla trasformazione infatti diventa un rifiuto e smaltirlo costa 30 €/t. Delle oltre 340mila tonnellate di pastazzo prodotte mediamente ogni anno in Sicilia solo una parte trova impiego come ammendante in agricoltura e una minima quantità viene usata come mangime per animali, additivo per alimentazione umana o compost. Ma nessuna di queste soluzioni è stata sinora in grado di assorbire l’ingente quantitativo prodotto in regione.

Cercare di trasformare il residuo umido della lavorazione degli agrumi da rifiuto in risorsa attraverso la creazione di impianti a biomassa per la produzione di biogas sul territorio siciliano è l’obiettivo del progetto “Energia dagli agrumi. Un’opportunità per l’intera filiera”, promosso dal Distretto agrumi di Sicilia e finanziato da The Coca Cola Foundation che, grazie al coinvolgimento del dipartimento di Agricoltura, alimentazione e ambiente (Di3A) dell’Università di Catania e della cooperativa Empedocle, società specializzata nella realizzazione di impianti che producono energie da fonti rinnovabili, ha visto la realizzazione di un primo impianto pilota, presentato ad aprile scorso presso l’azienda agraria sperimentale dell’Ateneo.

Nel corso dei prossimi mesi i ricercatori studieranno la migliore composizione della miscela di alimentazione del biodigestore per massimizzare l’utilizzo del pastazzo di agrumi nella produzione di biogas. Per ragioni microbiologiche, al residuo della trasformazione degli agrumi dovranno essere uniti anche altri sottoprodotti come vinacce e sansa e colture in rotazione o secondi raccolti. L’impianto pilota è in grado di fornire 500 normal metri cubi di biogas ed attivare un generatore in grado di produrre 1 MW di energia elettrica, sufficiente per alimentare in media il consumo di 333 abitazioni. L’obiettivo è di estendere il progetto all’intera Regione: è stato, infatti, calcolato che per risolvere il problema dei residui agrumicoli in Sicilia basterebbero solo 20 digestori come quello realizzato.

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