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30 novembre 2009

Pac, un futuro legato al bilancio Ue

Politica Comunitaria: si lavora per disegnare il quadro di riferimento del periodo 2014-2018

Pac, un futuro legato al bilancio Ue

TAG:
normativa, PAC, politica agricola




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L’ultima riforma della Pac (Health check), approvata il 20 novembre 2008, ha definito il sostegno agricolo e le norme fino al 2013. Dopo aver acquisito le certezze fino al 2013, il dibattito è immediatamente ripreso per disegnare il futuro della Pac per il periodo 2014-2018. Cuore del dibattito è la definizione del bilancio dell’Unione europea, che dovrà rispondere a domande quali:
- quanta spesa per l’Europa dopo il 2013?
- quale contribuzione dei vari Stati membri al bilancio dell’Ue?
- quanta ripartizione della spesa per le diverse politiche comunitarie?
- quanta spesa per l’agricoltura?
 

La discussione sul bilancio sarà condotta dai capi di Governo e dai ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Ue, che notoriamente sono molto critici nei confronti della Pac e del suo rilevante peso nel bilancio comunitario (vedi grafico). C’è il rischio, quindi, che le scelte sul bilancio porti ad un ridimensionamento della spesa agricola.

 

UN PERIODO DI GRANDI SCELTE POLITICHE NELL’UNIONE
Il futuro della Pac dipenderà quindi dal dibattito sul futuro del bilancio dell’Unione europea, il quale a sua volta dipenderà dalle scelte dei nuovi organi decisionali che guideranno l’Ue nel prossimo quinquennio.

Proprio in queste ultime settimane sono in corso di definizione le cariche più importanti delle Istituzioni comunitarie (Tabb. 1,2 e 3).

A giugno scorso, i cittadini europei avevano eletto i membri del Parlamento europeo, che ha nominato al suo interno il Presidente nella persona dell’ex premier polacco Jerzy Buzek. A settembre 2009, era stato riconfermato José Manuel Barroso, Presidente della Commissione.

I primi di novembre 2009 hanno fatto segnare un’altra tappa importante, con la ratifica definitiva del Trattato di Lisbona. Il 19 novembre 2009, il Consiglio europeo ha nominato due importanti cariche: Herman Van Rompuy (premier belga), Presidente permanente dell’Ue, e Catherine Ashton (inglese), Alto Rappresentante della Politica Estera Comune.

Nelle prossime settimane, sarà nominata la nuova Commissione europea per il periodo 2010-2014; in questa sede conosceremo il nome del nuovo Commissario all’Agricoltura, visto che l’attuale Commissario Mariann Fischer Boel non sarà ricandidata.

Per l’agricoltura, ci saranno molte novità dal punto di vista politico. Con il Trattato di Lisbona, le future decisioni sulla Pac saranno adottate con la procedura della codecisione tra Consiglio e Parlamento europeo.

Per questo motivo, oltre al Consiglio e al Commissario all’Agricoltura, una responsabilità istituzionale fondamentale sarà affidata al Parlamento europeo, dove un’importante carica è data all’Italia a Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura, che sarà destinato a svolgere un ruolo decisivo per il futuro della Pac.


IL PERCORSO PER DEFINIRE LE PROSSIME RISORSE

(Clicca per ingrandire)


Mentre il quadro istituzionale dell’Ue si sta definendo, prosegue il percorso per stabilire il futuro del bilancio dell’Ue.

Tale percorso era iniziato il 12 settembre 2007, quando la Commissione aveva presentato una Comunicazione dal titolo “Riformare il bilancio, cambiare l’Europa: consultazione pubblica in vista della Revisione di Bilancio 2008/2009” (il cosiddetto Budget review).

Da questo documento ne era scaturita una consultazione pubblica che è stata sintetizzata nella conferenza del 13 novembre 2008 “Riformare il bilancio, cambiare l’Europa”, in cui la Commissione europea aveva raccomandato di concentrare la maggioranza delle spese dell'Ue su tre settori:
- crescita sostenibile e occupazione;
- clima ed energia, contesto in cui si potrebbe inscrivere la riforma della Pac;
- Europa nel mondo, come la politica di vicinato, la lotta contro la povertà, la gestione delle immigrazioni e la sicurezza.

Nelle ultime settimane, i servizi del Presidente della Commissione europea Barroso, hanno predisposto un progetto di comunicazione dallo stesso titolo “Riformare il bilancio, cambiare l'Europa”, costruito sulla base degli orientamenti politici che Barroso ha presentato per la sua ricandidatura alla guida dell’Esecutivo per i prossimi cinque anni.

Il progetto di comunicazione non dà indicazioni sul volume complessivo del bilancio e dei suoi principali elementi, ma identifica i nuovi capitoli di spesa che, se non sarà possibile ottenere un aumento del bilancio dell'Unione europea (cosa difficile nell’attuale contesto), dovranno essere finanziati con una significativa riduzione degli stanziamenti tradizionali (politica agricola e politica regionale).

 

DOVE SARÀ FINANZIATA LA PAC?
Il negoziato sul bilancio sarà molto difficile per il settore agricolo. Le critiche nei confronti della Pac continueranno, soprattutto per la spesa molto rilevante nel budget dell’Unione, pari al 43%. Inoltre l’Ue intende perseguire con maggiore decisione le altre politiche comunitarie, come la politica comune dell’ambiente, della ricerca e dell’innovazione, dell’immigrazione, la tutela dei consumatori, la politica estera, ma soprattutto dell’energia e del cambiamento climatico.

Le spinte a rafforzare le altre politiche comunitarie sono molto forti e richiedono risorse pubbliche comunitarie, che difficilmente potranno essere trovate con un aumento delle entrate.

Pertanto, si rischia che l’attenzione si concentrerà sulla riduzione della voce di bilancio che attualmente assorbe la maggior parte delle risorse, ovvero la Pac.

In base alle indicazioni che emergono dalle bozze del Documento di Barroso, non si comprende precisamente in quale capitolo di bilancio verrà finanziata la Pac.

Si dice che le spese per la Pac dovrebbero rientrare nel capitolo “clima ed energia” che tali spese dovrebbero essere “clima compatibili” e legate al conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a livello nazionale.

È evidente che la Pac come politica economica scompare definitivamente; in realtà, si tratta di un’evoluzione già presente nel quadro finanziario 2007-2013, in cui la Pac è inserita nel capitolo “Conservazione e gestione e delle risorse naturali”.

Gli obiettivi politici sono concentrati sulla realizzazione di un programma quadro europeo per l'energia e il clima, che comprende nuove misure rivolte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra.


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LE PROSPETTIVE

Sul fronte della spesa agricola il Documento di Barroso riconosce che è troppo presto definire i dettagli o la portata della futura riforma della Pac che, in ogni caso dovrà perseguire due obiettivi: fare fronte alle nuove sfide e concentrare le spese laddove queste portano a un maggiore “valore aggiunto”, attraverso una riduzione significativa della parte globale di budget Ue, destinato all’agricoltura, in modo da liberare le risorse per le nuove priorità dell’Unione stessa.
Il documento sancisce definitivamente la fine della politica dei mercati agricoli, affermando che i meccanismi d'intervento sul mercato potrebbero essere ancora ridotti per diventare una vera rete di sicurezza.

Per il sostegno del reddito agricolo, il documento spiega che i pagamenti diretti disaccoppiati potrebbero essere mantenuti, pur concentrandosi maggiormente sulla fornitura di beni pubblici (sicurezza e qualità alimentare, agricoltura sostenibile e cambiamento climatico).

I pagamenti diretti non sarebbero più pagati in funzione dei livelli di produzione storici, perché rappresentano un modello sempre più difficile da giustificare. Quindi è inevitabile la regionalizzazione.

Queste scelte dovrebbero implicare una riduzione dei pagamenti diretti e, a tal proposito, il documento accenna al cofinanziamento degli aiuti diretti con contributi nazionali.

In merito allo sviluppo rurale, il documento precisa che le nuove sfide potranno continuare a essere sostenute attraverso un aumento della modulazione obbligatoria degli aiuti diretti. Inoltre, lo sviluppo rurale potrà essere sviluppato come strumento per la diversificazione delle attività e l’offerta dell’occupazione nelle zone rurali, in modo che i fondi siano indirizzati verso le attività non agricole e ambientali.

Un’altra ipotesi ventilata dal documento è quella di inserire le spese per la Pac nelle nuove sfide legate ai cambiamenti climatici, attraverso la costituzione di un “terzo pilastro” della Pac, specificatamente legato alla problematica del cambiamento climatico, per indirizzare i fondi Ue in modo più mirato sulle misure atte a contrastare questo fenomeno.


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TANTI ARGOMENTI A DIFESA DELLA POLITICA AGRICOLA

Le critiche nei confronti della Pac sono molteplici. Contemporaneamente, si possono annoverare anche una serie di argomenti a favore della spesa agricola.

In primo luogo la Pac, negli ultimi cinque anni, si è profondamente rinnovata: gli interventi distorsivi sul mercato sono stati progressivamente smantellati e con il 2015 dovrebbe cadere anche l’ultimo baluardo della vecchia Pac: le quote latte. I pagamenti diretti sono stati disaccoppiati e, oggi, non si configurano come aiuto al reddito, ma sotto forma di aiuti subordinati alla tutela dell’ambiente, della qualità e del benessere degli animali.

La politica di sviluppo rurale sta assumendo sempre più un maggiore peso, considerando che metà della popolazione europea vive in zone rurali ed esse coprono il 90% del territorio dell’Ue.

A ciò si aggiungono gli effetti dell’agricoltura per le nuove sfide: la richiesta di biocarburanti, il contrasto ai cambiamenti climatici, l’aumento di domanda alimentare. L’agricoltura può tornare ad essere percepita come un settore strategico, su cui investire e, di conseguenza, il suo peso negoziale nella trattativa sul bilancio comunitario – se ben sfruttato – potrebbe decisamente migliorare.

In sintesi, per difendere la Pac dai suoi detrattori, ci sono oggi molti più argomenti che i politici soprattutto con il nuovo ruolo del Parlamento europeo potranno far fruttare a vantaggio della politica agricola. Il documento di Barroso non è positivo per la Pac, tuttavia siamo solamente all’inizio del dibattito.

 

DECISIVI 2010 E 2011
In merito al calendario, per il primo semestre 2010 è attesa la Comunicazione della Commissione riguardante le prossime prospettive finanziarie e quella sul futuro della Pac, cui farà seguito il periodo di consultazione pubblica nel secondo semestre 2010.

Nel corso del 2011 saranno presentate le Proposte legislative e, dopo circa un anno di negoziati, entro la fine del 2012, è prevista la definizione del relativo quadro giuridico (tab. 1).

Il 2010 e 2011 saranno quindi decisivi per il futuro dell’Europa e della Pac.


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Angelo Frascarelli - Terra e Vita n.47/2009




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