Ottimizzare l’uso del digestato per ridurre i costi

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Biogas fatto bene e sviluppo dell’azienda agro-energetica, tra innovazione ed efficienza

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Gli indirizzi di sviluppo rurale intrapresi con la nuova Pac sono volti a rispondere concretamente alle esigenze di sostenibilità dell’agricoltura in termini di reddittività economica, efficienza e razionalità nell’utilizzo dei fattori produttivi, riduzione degli impatti ambientali e miglioramento del presidio del territorio a vantaggio della comunità.

In termini di impatto ambientale e presidio del territorio, in particolare, a valle dell’accordo sul clima di COP21 è risultato chiaro come il comparto possa avere tutte le potenzialità per risultare strategico rispetto agli obiettivi posti per il contenimento delle emissioni.

Per cogliere a pieno queste opportunità e garantire uno sviluppo volto al miglioramento della competitività e sostenibilità del settore, è necessario aumentare l’efficienza di utilizzo e la produttività dei suoli attuando tecniche e tecnologie che consentano una gestione più sinergica dei cicli produttivi aziendali, stimolino il riciclo dei nutrienti e della sostanza organica e consentano un’ottimizzazione dei fattori produttivi.

 

Sinergie produttive

La produzione di energia rinnovabile, quando bene integrata nel tessuto produttivo di un’azienda agricola, può essere un fattore chiave da cui sviluppare e attivare sinergie fra i cicli produttivi a tutto vantaggio della competitività e della sostenibilità. Questo processo, inoltre, richiede e stimola nell’azienda un fondamentale sviluppo tecnologico, necessario al fine di ottenere efficienza economica e produttiva nell’utilizzo di tutte le risorse.

È il caso del BiogasFattoBene sviluppato dal Cib (Consorzio italiano biogas) grazie al quale l’azienda agricola o agro-zootecnica che sfrutta la digestione anaerobica come fattore integrato ai processi produttivi, valorizza la primaria vocazione alla produzione di alimenti di qualità potendo contare sulla creazione di un ciclo produttivo chiuso, “dalla terra alla terra”, basato sull’utilizzo efficiente del digestato e sull’applicazione di un sistema di intensificazione colturale sostenibile e conservazione del suolo e della sua fertilità (fig. 1).

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La completa integrazione dell’impianto biogas nell’azienda agricola o agro-zootecnica, infatti, non può prescindere dall’adozione di pratiche agronomiche conservative ed efficienti, a monte e a valle del digestore. Infatti, per attuare un sistema agricolo in cui coesistono produzioni alimentari ed energetiche grazie all’introduzione di doppi raccolti, alla strutturazione delle rotazioni e alla rimessa a coltura degli incolti, è necessario un corretto apporto e mantenimento di fertilità al suolo attraverso l’apporto continuo del digestato.

Per questi motivi si stanno diffondendo sempre di più soluzioni tecnologiche avanzate di precisione e conservative grazie alle quali attuare lavorazioni efficienti, garantire il corretto apporto di sostanza organica al terreno e nutrienti alle colture riducendo gli apporti fertilizzanti e utilizzare in maniera efficiente la risorsa idrica a tutto vantaggio dei costi di produzione e dell’ambiente.

 

Applicazioni di precision farming

Prendendo ad esempio il tema della distribuzione efficiente del digestato diverse aziende agricole stanno sperimentando direttamente diverse soluzioni con risultati molto soddisfacenti. Se con l’adozione di sistemi di distribuzione e interramento del digestato si ottengono già buoni risultati nella lavorazione del terreno (es.: sistemi ombelicali, botti o semoventi con interratori), i sistemi di precisione possono aumentare ulteriormente l’efficienza consentendo di localizzare la distribuzione del digestato sulla fascia lavorata e, successivamente, seminata sia per i primi che, soprattutto, per i secondi raccolti (es.: distribuzione digestato su strip-till e semina) (fig. 2).

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Il digestato, inoltre, può essere utilizzato in maniera efficiente anche in copertura ad esempio con l’adozione di sistemi di distribuzione in sarchiatura fino alla fertirrigazione a bassa pressione. Grazie all’adozione di questi ultimi sistemi, ad esempio, alcune aziende agricole hanno riscontrato un aumento produttivo, in termini di trinciato, del 10-15% rispetto ad appezzamenti tradizionali.

Tuttavia, ci sono ancora ampi margini di miglioramento poiché, se da una parte i sistemi più avanzati non sono ancora molto diffusi, dall’altra, l’adozione di sistemi di precisione richiede un buon livello di integrazione e capacità di interpolazione dei dati aziendali.

Infatti, se per un corretto utilizzo di base del digestato occorre conoscere la sua composizione chimica e l’analisi del terreno affinché sia possibile calcolare il piano di distribuzione, solo attraverso un’interpolazione con la mappatura della fertilità si potrà tenere conto, con l’utilizzo di adeguata meccanizzazione di precisione nella distribuzione, della variabilità di campo e ottenere un’ulteriore fase di ottimizzazione a tutto beneficio dell’ambiente e dei costi di lavorazione (fig. 3).

Fig3a

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L’ottimizzazione dell’utilizzo del digestato sulla base delle caratteristiche del terreno, tuttavia, è solo un fattore che concorre alla produzione efficiente e di qualità. Per ottenere un quadro completo e decisiona le, infatti, occorrerebbe raccogliere mappature ed interpolazioni di diverse informazioni che possano derivare dalla coltivazione (ad es.: indicatori dello stato fitosanitario della coltura, umidità del terreno, dati quanti-qualitativi di produzione). In questo modo, sovrapponendo ed elaborando adeguatamente tutte le informazioni, si possono individuare e mappare le criticità di anno in anno e ottenerne un quadro che consenta, grazie all’integrazione con meccanizzazione avanzata, di agire in maniera mirata, sfruttando al meglio tutti i fattori produttivi.

Più in generale, volendo analizzare anche sotto l’aspetto economico il valore dell’efficienza d’uso del digestato, una stima effettuata dal Cib in collaborazione con l’Università di Bologna presso un gruppo di aziende agricole associate, ha evidenziato come con l’utilizzo del digestato i costi di produzione della coltura di riferimento (mais) risultassero inferiori mediamente di circa 300 €/ha rispetto alla tecnica colturale tradizionale. Dallo stesso studio, inoltre, è stato possibile verificare come potessero esserci ulteriori margini di ottimizzazione prendendo ad esempio i casi più virtuosi e avanzati.

 

Sistema produttivo circolare

La presenza di un impianto biogas integrato in azienda stimola la creazione di un sistema produttivo circolare efficiente ma con potenzialità ancora inespresse. Per poter ulteriormente valorizzare il sistema è necessaria una conoscenza approfondita dell’azienda affinché si possa disporre degli elementi base per sviluppare sistemi di avanguardia a tutto vantaggio dei costi di produzione, della competitività aziendale e della sostenibilità ambientale.

Le aziende con biogas hanno tutte le potenzialità per poter sviluppare gestioni agronomiche avanzate e adottare misure efficienti da affiancare all’impianto.

Questi obiettivi sono in linea con quanto previsto dal Piano di sviluppo rurale, le cui misure potranno essere funzionali alla diffusione di pratiche innovative volte a migliorare la potenzialità complessiva dell’azienda agro-energetica.