DIFESA. Fine estate: la Mosca attacca frutta e olive

Ceratitis capitata sui frutti e Bactrocera oleae sulle olive
fitopatologia_moscaOlivo.jpg

La Mosca della frutta e la Mosca delle olive sono i fitofagi per i quali è necessario prestare attenzione fino alla raccolta. Conservare frutti infestati o commercializzarli può portare a risultati altamente negativi con ripercussioni igieniche, d’immagine ed economiche.

Prodotti per combattere la mosca(clicca per ingrandire)

La Ceratitis capitata infesta pomacee, drupacee, loti e frutti d’actinidia ecc. Sulle prime in generale viene in parte limitata con gli interventi insetticidi, applicati più volte, per il contenimento d’altri insetti carpofagi come Cidia, Carpocapsa, Piralide, ecc., mentre per i secondi, non soggetti ad interventi similari, la difesa diviene essenzialmente specifica e con pochi preparati disponibili.

Pomacee
Come indicato, gli interventi ripetuti con Clorpirifos e Fosmet per il contenimento di vari insetti svolgono attività anche nei confronti della Mosca della frutta. La problematica permane però legata ai periodi di sicurezza, per cui nell’imminenza della raccolta, per contenere le infestazioni, è necessario intervenire con preparati come Etofenprox, dotato di un periodo di carenza di 7 giorni.

Altri agrofarmaci che vengono applicati contro gli adulti per limitare la potenzialità d’ovideposizione sono il Piretro naturale, e il preparato indicato per il bio, a base del micete Beauveria bassiana, le cui spore, aderendo alla cuticola del fitofago, dopo la germinazione penetrano e si diffondono annientandolo.

Per tale prodotto, che agisce in funzione dello sviluppo del fungo, se in prossimità della raccolta sono necessari interventi abbattenti, è consigliato l’abbinamento al Piretro naturale. Fra le attenzioni da non sottovalutare permangono comunque i controlli delle catture sulle trappole attrattive per verificare il potenziale d’infestazione e la necessità della replica degli interventi, nonché le osservazioni inerenti le punture d’ovodeposizione.

Dove la raccolta è effettuata in due turni, al termine del primo stacco, gli interventi potranno essere eseguiti con solerzia, impiegando, sia per la lotta a Carpocapsa, Piralide, Tortricidi, ecc. preparati funzionali agli insetti da contenere ed all’epoca di raccolta.

Drupacee
Relativamente al pesco valgono le considerazioni sopra esposte poiché la difesa nei riguardi di Cidia e Piralide, è generalmente molto attiva anche a fine estate, ed eseguita, fra l’altro, con Clorpirifos, Fosmet, dotati d’efficacia contro la mosca. Anche in questo caso, avvicinandosi l’epoca di raccolta delle varietà tardive, in presenza di punture fertili è indicato l’impiego di Etofenprox.

Sulle susine la difesa da Cidia, effettuata con vari preparati fra cui Fosmet ed Etofenprox, vede per specifica registrazione contro la Mosca, l’applicazione del primo che in questo caso dispone di un periodo di sicurezza di 14 giorni. La sensibilità a Fosmet del susino cino-giapponese Obilnaja, ne sconsiglia l’impiego per evitare azioni fitotossiche.

Kaki
Questa coltura, anche se risulta infestata da vari fitofagi, dispone di pochi prodotti registrati ad ampio spettro d’azione in grado di limitare o contenere sufficientemente anche le infestazioni della Mosca della frutta. Per la lotta alla Sesia si tende a utilizzare l’azione di Nematodi entomopatogeni, e per quella alle Cocciniglie (Ceroplaste srusci, Planococco, ecc.) oli minerali. Per Ceratitis capitata i preparati applicabili sono Piretro naturale, Etofenprox e Spinosad distribuito in esca proteica, nonché il preparato con spore di Beauveria bassiana.

A prescindere dall’utilizzo basilare delle trappole attrattive di colore giallo (tipo Rebel)
innescate con trimedlure, o d’altro tipo, verificata la presenza d’adulti, la lotta può essere eseguita con nebulizzazioni di piretro naturale nell’intento di limitare la popolazione di detto dittero, di Beauveria bassiana, o Etofenprox, oppure con la tecnica innovativa della distribuzione di Spinosad con esca proteica attrattiva, (utilizzabile anche su fico, melograno, fico d’india ed agrumi).

La tecnica di distribuzione indica la miscela di 1-1,2 l/ha di formulato commerciale (allo 0,024%) in 4-15 litri d’acqua, sufficienti per un ettaro.
L’applicazione, da ripetersi ogni 7-10 giorni in funzione della presenza d’adulti, deve essere eseguita sulle parti esposte al sole del 50% delle piante, con una pompa a getto unico che interessi una banda limitata.

La capacità attrattiva di tale preparato, (dotato di 7 giorni di carenza), coinvolge maschi e femmine che in poche ore dall’alimentazione soccombono. Con questa e con le precedenti tecniche il risultato ottimale consiste nell’aver contenuto gli adulti, prima che il frutto sia divenuto recettivo.

L’attenzione deve essere elevata perché le generazioni di Ceratitis sulla frutta in genere, al Sud possono essere 6-7 e 2-4 al Nord, inoltre, le uova deposte da ogni femmina, possono raggiungere, in condizioni favorevoli, anche le 1000 unità.

Kiwi
Cold treatment(clicca per ingrandire)

I frutti di kiwi, specie al Centro e Sud Italia, spesso risultano infestati da Ceratitis. Questi, se non subiscono una precisa frigoconservazione, sono esposti a rischi di evidenziare le larve in commercializzazione e la diffusione dell’insetto. Relativamente all’esportazione oltreatlantico o dell’estremo oriente la problematica della Ceratitis viene risolta dal cold treatment a terra o in viaggio. Ciò, secondo severe metodologie di frigoconservazione, a valori costanti all’interno del frutto, come indicato in tabella , che risolvono il problema.

Quindi il prodotto frigoconservato a lungo contiene il problema, ma per quello commercializzato precocemente l’aspetto qualitativo e fitosanitario inducono alla difesa. Dove sono comuni le infestazioni vanno controllate le catture; sono possibili interventi con Etofenprox oppure, nei casi con limitati livelli d’infestazione, con Beauveria bassiana distribuito costantemente fino alla raccolta. Ciò in quanto questo preparato biologico non ha periodi di carenza.

Olivo

La specifica difesa da Bactrocera oleae, permane legata all’entità delle drupe infestate che (escludendo quelle da tavola dove la soglia di tolleranza è zero) si considera dell’8%. I mezzi per la difesa sono:
• pannelli trappola con Lambda
• cyalotrin (o altro) e feromone;
• oltre all’attrattivo a base di bicarbonato d’ammonio;
• esche proteiche attivate con Dimetoato o Deltametrina distribuite sulla parte esposta al sole a grandi gocce;
• esca attrattiva, di recente introduzione, in miscela con Spinosad, distribuita a 1-1,2 l/ha (con 4-15 litri d’acqua), sulla parte esposta al sole, con getto unico, su banda di limitata espansione e sul 50% delle piante. L’operazione deve essere ripetuta in funzione delle necessità, non superando i 5 interventi annui;
• interventi in pre-raccolta- con preparato di Beauveria bassiana;
• interventi con Dimetoato, o Fosmet, o Imidacloprid per la lotta diretta alle larve a un mese dalla raccolta, allorché i controlli sulle drupe indicano raggiunta la soglia d’intervento.


Pubblica un commento