Ortofrutta, mega aggregazione della filiera

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Accordo tra Apofruit, coop Terremerse e Op Pempacorer

Accordo fra tre grandi realtà del settore per rendere più efficienti i flussi di filiera dell’ortofrutta, soprattutto di quella emiliano romagnola. Si tratta del gruppo Apofruit, della cooperativa Terremerse e della Op Pempacorer. Obiettivi: «Non subire il mercato, dare continuità alla filiera, agganciare il segmento produttivo alla fase industriale», come ha annunciato il presidente di Terremerse Marco Casalini in occasione di un convegno tenutosi nei giorni scorsi a Faenza (Ra).

In sintesi le sinergie ricercate sono queste: Apofruit gestisce il fresco anche per Terremerse e Pempacorer gestisce il prodotto industriale anche per Apofruit. Spiega ancora Casalini: l’accordo prevede «l’integrazione in una unica gestione dell’intera produzione ortofrutticola, con Apofruit braccio operativo del fresco, Pempacorer braccio operativo del prodotto industriale, Terremerse che offre l’opportunità di utilizzare un modello di assistenza tecnica a 360 gradi».

L’intenzione del progetto è di aggregare e specializzare le strutture per contenere i costi attraverso economie di scala, ricercare nuovi mercati, innovare prodotti e processi, creare valore attraverso i marchi e a proporre alle aziende agricole un modello di assistenza tecnica per un’agricoltura sostenibile.

Al convegno il presidente di Apofruit Italia, Mirco Zanotti, ha precisato che non si tratta di una fusione ma di una aggregazione tra imprese specializzate. «Aggregazione che finirà per coinvolgere 4mila soci produttori, 332mila tonnellate di ortofrutta fresca e 250mila di prodotto per l’industria, per un fatturato complessivo di circa 330 milioni di euro».

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