Orticoltura sempre più sostenibile

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Parla Nazzareno Acciarri, direttore del Crea-Ora di Monsampolo del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Tanti progetti su rispetto ambientale, coltivazione bio, valorizzazione della biodiversità, nuove cultivar

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Scoppiettante la raffica di progetti che contrassegna l’attività del Crea-Ora di  Monsampolo del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno:  20 quest’anno, 20 nel 2015, 64 citati nel sito internet.  Progetti numerosi, ma in generale influenzati da un denominatore comune: la ricerca della sostenibilità ambientale in orticoltura. Così almeno semplifica e riassume il direttore del centro, Nazzareno Acciarri.

Comunque, i filoni dell’attività dei cinque ricercatori del centro Crea di Monsampolo sono fondamentalmente questi: miglioramento genetico di varie ortive, con recupero e valorizzazione della biodiversità italiana di alcune specie (è stato recuperato un vasto germoplasma italiano, 300 accessioni solo per il pomodoro da mensa), ricerca sulla coltivazione biologica, studio dell’applicazione di alcune tecniche di post raccolta.

Di rilievo anche il fatto, sottolinea Acciarri, che la principale fonte di finanziamento (il 43%) delle attività del centro siano i progetti condotti assieme ai privati, soprattutto ditte sementiere. Tra queste emerge Clause France, con un progetto sul cavolfiore iniziato nel 1998 e che andrà avanti sino al 2020. Al secondo posto con il 38% i progetti Mipaaf.

Tra le colture oggetto del lavoro di miglioramento genetico ci sono pomodoro da mensa, cavolfiore, melanzana, indivie, lattughe, melone, carciofo;  i principali obiettivi sono resistenza a malattie (uno dei fattori della sostenibilità), forma, colore, contenuto di molecole bioattive.

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