Oms e carni rosse / 3 – Il commento di Confagricoltura e Coldiretti

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Confagricoltura: “L’allarmismo sulle carni rosse non fa bene né ai consumatori né agli allevatori”. Coldiretti: “I consumi di carne negli Usa sono superiori del 60% a quelli in Italia. No al terrorismo alimentare, le carni italiane sono le più sane”

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Allarmismo inutile, terrorismo alimentare… Con parole come queste le organizzazioni professionali agricole italiane commentano la questione Oms / carni rosse.
Ecco le dichiarazioni di Confagricoltura e Coldiretti.

Confagricoltura

“Non ci sottraiamo al confronto, anzi lo sollecitiamo – sottolinea Confagricoltura – ma, sul settore della carne, riscontriamo un allarmismo inutile, con ripercussioni sui consumi che potrebbero essere peggiori del periodo della Bse. Si sta facendo una pericolosa caccia alle streghe”. I rapporti monografici dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC), osserva Confagricoltura, “si basano sull’identificazione degli agenti di rischio e non sulla valutazione del rischio. I risultati raggiunti (di cui peraltro ieri sono stati solo anticipati alcuni primi elementi), non devono quindi portare a conclusioni affrettate. Occorre attendere tutti i dettagli della complessa analisi e le sue indicazioni vanno comunque sottoposte dai governi e dalle agenzie sanitarie internazionali, a valutazioni del rischio. Tanto più che, come dichiarato dallo stesso direttore della AIRC, Christopher Wild, la carne rossa ha valore nutrizionale”.

“Il consumo di carni rosse e preparate costituisce un eventuale possibile rischio solo nel caso di consumi eccessivi o di prodotti trasformati di scarsa qualità – precisa ancora Confagricoltura -; circostanze che tradizionalmente non trovano riscontro nei consumi nazionali. Esempio valido può essere la classificazione data dalla AIRC sulle radiazioni solari; è classificata come agente di rischio elevato, senza che ciò pregiudichi per l’uomo l’esposizione ai raggi solari, che può essere effettuata con le dovute precauzioni”.

“Bisogna bilanciare al meglio i possibili rischi del consumo che, per la carne rossa, sono solo ipotetici, con i benefici nutrizionali che sono indiscutibili – conclude Confagricoltura -. Intanto i danni economici che si stanno creando al settore zootecnico nazionale sono enormi ed acuiscono le enormi difficoltà che già vivono le aziende del settore”.

Coldiretti

Le carni Made in Italy sono più sane, perché magre, non trattate con ormoni e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione “doc” che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali tanto da garantire agli italiani una longevità da primato con 84,6 anni per le donne e i 79,8 anni per gli uomini. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il rapporto Oms è stato eseguito su scala globale su abitudini alimentari molto diverse come quelle statunitensi che consumano il 60% di carne in più degli italiani.

Non si tiene peraltro conto – sottolinea la Coldiretti – che gli animali allevati in Italia non sono uguali a quelli allevati in altri Paesi e che i cibi sotto accusa come hot dog, bacon e affumicati non fanno parte della tradizione italiana. Il consumo di carne degli italiani con 78 kg a testa – precisa la Coldiretti – è ben al di sotto di quelli di Paesi come gli Stati Uniti, con 125 kg a persona, o dell’Australia, con 120 kg, ma anche della Francia, con 87 kg a testa.

E dal punto di vista qualitativo la carne italiana – continua la Coldiretti –  è meno grassa e la trasformazione in salumi avviene naturalmente solo con il sale senza l’uso dell’affumicatura messa sotto accusa dall’Oms.

Proprio quest’anno peraltro – precisa la Coldiretti – la carne è diventata la seconda voce del budget alimentare delle famiglie italiane dopo l’ortofrutta, con una rivoluzione epocale per le tavole nazionali che non era mai avvenuta in questo secolo. La spesa degli italiani per gli acquisti è scesa a 97 euro al mese per la carne che, con una incidenza del 22% sul totale, perde per la prima volta il primato, secondo l’analisi della Coldiretti. Una situazione che – continua la Coldiretti – preoccupa anche i pediatri, che proprio all’inizio di ottobre in occasione del IX Congresso Nazionale Fimp  (Federazione italiana medici pediatri) hanno tenuto a sfatare quei miti che spesso  impediscono alle famiglie di consumare serenamente la carne.

In un paese dove si sono ripetuti casi di malnutrizione dei bambini per l’eliminazione delle carni dai menu occorre evitare allarmismi e – conclude la Coldiretti – ricordare che la carne italiana è un alimento sicuro e prezioso anche per lo svezzamento dei bambini poiché a livello nutrizionale è un alimento ricco di nutrienti fondamentali nelle prime fasi della vita di un individuo nelle quantità suggerite dal modello della dieta mediterranea. In conclusione: “I consumi di carne negli Usa sono superiori del 60% a quelli in Italia. No al terrorismo alimentare, le carni italiane sono le più sane”.