Olivo, la scelta varietale

Come sfruttare l’enorme biodiversità italiana Leggi l’articolo originale Olivo, la scelta varietale su Terra e Vita.

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Come sfruttare l’enorme biodiversità italiana

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La scelta varietale è alla base del successo dell’olivicoltura italiana e condiziona le scelte agronomiche, tecnologiche e commerciali. L’andamento talora anomalo del clima consente di osservare il comportamento agronomico dei diversi genotipi e via via di aggiustare il tiro nelle scelte varietali per i nuovi impianti in funzione degli obbiettivi prioritari. Per il biologico resistenza ai patogeni Nel caso di olivicoltura biologica, è particolarmente consigliato l’utilizzo di varietà resistenti ad avversità abiotiche e biotiche. Varietà rustiche manifestano una maggiore tolleranza a situazioni di stress dovute a fattori ambientali (es. basse temperature, siccità, vento, salinità, ecc.) che indeboliscono la pianta e la rendono anche più suscettibile ai parassiti; consentono inoltre di ottenere produzioni soddisfacenti in assenza di forti input nutritivi ed idrici. Tolleranza alla siccità nelle zone calde Pur essendo l’olivo una specie naturalmente predisposta alla siccità, il deficit idrico può compromettere l’efficienza del sistema biologico, limitando la fotosintesi, soprattutto se accompagnato da eccessi di temperatura e luminosità. Tolleranza al freddo nelle aree a rischio gelate Nelle aree al limite nord di coltivazione o ad elevate altitudini, dove il clima è più severo, la tolleranza al freddo ha un ruolo prioritario rispetto a produttività e resa in olio. Nel caso di nuovi impianti, si consiglia di indirizzarsi verso varietà autoctone, possibilmente collaudate a seguito di precedenti gelate. Cambiare varietà con l’innesto Nel caso di errori o ripensamenti, si può per cambiare varietà. In aprile, quando le piante sono in succhio e la corteccia si distacca facilmente, possono essere effettuati innesti a corona, i più utilizzati tra gli innesti a marza. L’oggetto, costituito da una porzione di ramo provvista di una o più gemme, viene inserito tra la corteccia ed il legno del soggetto dopo che ne è stata opportunamente preparata la parte basale. Tutti i particolari negli articoli pubblicati su Terra e Vita 15/2015 e Olivo e Olio 2/2015