Oliveti tradizionali: oltre gli scuotitori

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Anche negli oliveti tradizionali I costi di raccolta possono essere contenuti selezionando le macchine più idonee. L’innovazione tecnologica procede verso le raccoglitrici che intervengono sulla chioma

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Varietà, ambiente, tecniche colturali, di trasformazione e conservazione: varie sono le caratteristiche intrinseche e non, in grado di influenzare la qualità degli oli ottenibili dalle produzioni olivicole. Tra le operazioni colturali che più influenzano i costi di produzione, possiamo annoverare la raccolta delle drupe che, assieme alla potatura, è in grado di incidere fino al 50% del costo totale. Oggi più che mai non è realistico immaginare un’olivicoltura che possa fare a meno delle macchine nella fase di raccolta; anzi, proprio negli ultimi anni, stiamo assistendo ad un rinnovato interesse per lo sviluppo di tecnologie sempre più innovative, in grado di influenzare anche quella che è la struttura tradizionale degli oliveti: basti pensare all’affermarsi sulla scena mondiale degli impianti ad altissima densità.

Evoluzione della raccolta

Eppure già nel dopoguerra si è assistito all’introduzione delle prime novità tecnologiche, quando dalla brucatura manuale effettuata ricorrendo a cesti e scale, si passò all’impiego dei teli, che per quanto strano possa sembrare, ha rappresentato quella che può essere definita come una tra le prime e più importanti innovazioni del settore.

Successivamente, tra gli anni ‘40 e ‘70 dello scorso secolo si cominciarono a sviluppare le vere e proprie tecnologie di raccolta che prevedevano l’utilizzo di scuotitori, del tronco prima, ed in un secondo tempo della chioma. Un’innovazione questa, che ha permesso di dar vita ad un sistema produttivo sicuramente più redditizio, che ha reso possibile, grazie anche alle attività di contoterzismo, il mantenimento e rafforzamento del legame tra olivicoltura e territorio. Questo processo ha assunto particolare rilevanza soprattutto nel sud Italia, dove la frammentazione aziendale e la piccola estensione de- gli appezzamenti hanno da sempre messo a dura prova la sopravvivenza di questa millenaria, e multifunzionale, coltura simbolo del bacino del Mediterraneo.

Effetti della meccanizzazione

Nell’ambito di progetti di ricerca applicata condotti presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, varie sperimentazioni sono state condotte al fine di verificare se, ad un livello più alto di meccanizzazione, corrisponda un analogo incremento nella qualità degli oli prodotti. In questa nota riportiamo alcuni risultati ottenuti nel confronto fra tre differenti sistemi di raccolta impiegati su impianti di Carolea variabili per età e densità di impianto, ma anche per le caratteristiche morfologiche degli alberi. I sistemi di raccolta testati consistevano in cantieri di raccolta a diverso livello di meccanizzazione e impiego di manodopera…

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