Ok dall’Ue a misure per identificare piante dannose

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Perchè portatrici di malattie come la Xylella. Un sistema di meccanismi preventivi sul fronte della sorveglianza delle importazioni, del controllo e della risposta rapida, con piani di emergenza in caso di contagio

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Un sistema di meccanismi preventivi sul fronte della sorveglianza delle importazioni, del controllo e della risposta rapida, con piani di emergenza in caso di contagio. È questo il nocciolo delle nuove misure contro malattie delle piante, come quella causata da Xylella, alle quali l’Europarlamento ha dato il primo via libera formale. La Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha adottato l’accordo che era stato stretto lo scorso anno fra europarlamentari e Stati membri, con 28 voti a favore, 1 contrario e 6 astensioni. L’approvazione definitiva è attesa a fine ottobre con il voto in assemblea plenaria a Strasburgo.

Le nuove regole prevedono un sistema per identificare le piante potenzialmente pericolose provenienti da Paesi terzi, l’estensione del certificato di salute a tutte le piante provenienti dall’esterno dell’Ue e del passaporto per tutti i movimenti all’interno dell’Ue, l’obbligo per i 28 Paesi membri di prevedere controlli pluriannuali e il permesso di imporre le eradicazioni dove sia necessario.

Queste misure arrivano quattro anni dopo le prime segnalazioni di anomali disseccamenti riscontrati su olivi nel Salento, causati dal batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca ceppo Codiro, «verosimilmente giunto in Salento – sostiene Giovanni P. Martelli, docente dell’Università di Bari – in un’unica introduzione con materiale vegetale importato dal Centro America, come confermato da intercettazioni olandesi e francesi di piante di caffè infette da X. fastidiosa subsp. pauca provenienti da Costa Rica e Honduras».

Xilella fastidiosa è un batterio patogeno incluso nella lista EPPO A1 degli organismi da quarantena, ai quali si applica la Direttiva 2000/29/Ce «Misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità». Ma le maglie larghe dei controlli alle frontiere ne hanno consentito l’arrivo in Puglia, evento che le nuove misure vogliono scongiurare per altri organismi patogeni.