Ogm, decreto vieta il mais Mon 810

BIOTECH
AS_13_29_OGM

Non è ancora l’applicazione
della clausola di salvaguardia,
ma un passo deciso
verso quella direzione.
Il decreto che vieta le semine
di mais Mon 810 prodotto
da Monsanto firmato dai
ministri della Salute, Beatrice
Lorenzin, dell’Ambiente,
Andrea Orlando e delle
Politiche agricole Nunzia
De Girolamo, ribadisce a
chiare lettere che in Italia
non si possono coltivare
Ogm. In realtà a qualche
agricoltore era venuto il
dubbio dopo una recente
sentenza della Corte di giustizia
Ue in base alla quale
non è possibile per uno Stato
membro vietare la coltivazione
di varietà già autorizzate
da Bruxelles. Più
che un dubbio una certezza
per un coltivatore friulano
che, proprio in forza di
quella sentenza, ha seminato
il proprio campo con il
Mon 810.

Con questo decreto le cose
dovrebbero essere più
chiare. Almeno questo è
l’auspicio del ministro delle
Politiche agricole, Nunzia
De Girolamo. «Questo
provvedimento va a colmare
un vuoto normativo dovuto
alle recenti sentenze
della Corte di Giustizia europea
– sottolinea –. La nostra
agricoltura si basa sulla
biodiversità e sulla qualità
e su queste dobbiamo
continuare a puntare, senza
avventure che anche dal
punto di vista economico
non ci vedrebbero competitivi
».

Secondo il ministro delle
Politiche agricole, il decreto
«è solo il primo elemento,
quello più urgente,
di una serie di ulteriori iniziative,
con le quali verrà
definito un nuovo assetto
nella materia della coltivazione
di Ogm nel nostro
paese».

Il riferimento è proprio
all’applicazione della clausola
di salvaguardia che un
paese della Ue può invocare
per vietare le coltivazioni
Ogm in caso di pericoli
reali per l’uomo o l’ambiente.
Tale procedura è stata
adottata già da Francia (si
veda altro articolo in pagina),
Germania, Lussemburgo,
Ungheria, Grecia, Bulgaria,
Polonia, Austria.
Mentre sono cinque i paesi
che producono Ogm in Europa
per un totale di 129mila
ettari (+13%): capofila
la Spagna con oltre 116mila
ettari, seguita da Portogallo,
Repubblica Ceca,
Slovacchia e Romania.

«Con i ministri Lorenzin
e Orlando – aggiunge De
Girolamo – avevamo preso
un impegno preciso sugli
Ogm, considerate anche le
posizioni unitarie del Parlamento
e delle Regioni. Con
questo decreto vietiamo la
sola coltivazione del mais
Mon 810 in Italia, colmando
un vuoto normativo dovuto
alle recenti sentenze
della Corte di giustizia europea.
È un provvedimento
che tutela la nostra specificità,
che salvaguarda l’Italia
dall’omologazione».

Lo stop resterà in vigore
fino all’adozione delle misure
previste dal regolamento
comunitario
178/2002 che prevedono,
tra l’altro l’adozione di norme
per garantire la coesistenza
tra varietà tradizionali,
biotech e biologiche e
comunque per un periodo
di massimo diciotto mesi.
Il decreto sarà immediatamente
notificato alla Commissione
europea e agli altri
27 Stati membri dell’Unione
europea. Un passaggio
obbligato per evitare
contenziosi con Bruxelles.

Per il ministro dell’Ambiente,
Andrea Orlando, il
decreto «offre una prima
copertura giuridica a difesa
della nostra agrobiodiversità,
grande infrastruttura
economica del nostro paese,
ma rappresenta solo la
prima parte di un percorso
nel quale il sistema Italia
deve offrire una convinta
prova di unità e compattezza
e le Regioni devono dare
il loro immediato contributo
per la salvaguardia
delle nostre coltivazioni tradizionali e biologiche». A
livello europeo, invece, secondo
il ministro «bisogna
che il nostro paese si renda
protagonista di una seria discussione
sull’autonomia
dei singoli Stati sull’Ogm
».
Ed è questa l’idea sulla
quale Bruxelles sta cercando
consensi: autorizzare
l’import e le varietà Ogm
da coltivare ma poi lasciare
libertà di scelta ai singoli
stati. Una soluzione che
consentirebbe alla Ue di
non aprire contenziosi in
ambito Wto garantendo la
libera circolazione delle
merci e agli Stati membri
di evitare ricorsi e controricorsi
decidendo autonomamente
la via da seguire.


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