Obiettivo per le serre una ventilazione superiore

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Un nuovo modello di tunnel con aperture laterali e al colmo

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Oggi le colture protette sono viste come un mezzo di produzione che consente di prendere e mantenere gli impegni con la Gdo, soprattutto riguardo le incertezze dovute ai cambiamenti climatici e alla difesa delle piante. Eventi meteorici imprevisti sempre più frequenti (temporali, grandinate, periodi prolungati di pioggia, ecc.) e i loro effetti sulle malattie e sui parassiti delle colture in pieno campo del sud Italia porteranno sempre di più gli imprenditori agricoli ad orientarsi verso le colture protette.

«Il Crea-Ort – ci riferisce Teodoro Cardi, Direttore dell’Istituto – ha realizzato un nuovo modello di tunnel serra, che sarà descritto dal ricercatore Luigi Santonicola, e ha in corso diverse attività che aumenteranno la diffusione delle colture protette e ne miglioreranno la qualità della produzione sia a livello del prodotto sia del processo produttivo».

La serricoltura del Sud Italia e dell’area mediterranea si trova oggi a dover scegliere la configurazione che permette di ottenere la massima approssimazione possibile al microclima interno ideale.

 

Nuovo modello

Il nuovo modello di serra sperimentato dal Crea-Ort tiene conto di tali esigenze. Attualmente le serre dell’Italia del Sud e del Mediterraneo sono strutture semplici che utilizzano il film plastico in polietilene per la copertura e sono caratterizzate dall’avere scarsa capacità di ventilazione naturale il che determina un microclima spesso non favorevole.

In queste strutture la ventilazione naturale è potenziata facendo in modo che una delle due dimensioni del corpo serricolo non sia più lunga di 40 m e migliorata creando delle finestre sulla zona alta dei frontali e/o elevando l’altezza alla gronda fino ai 3 m.

 

 

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