Obiettivo fragola: estendere l’offerta con prodotti di qualità

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I fragolicoltori sempre più orientati all’allargamento del calendario produttivo

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“La fragolicoltura campana si è stabilizzata e il nuovo obiettivo dei produttori è di estendere il periodo produttivo con l’introduzione di nuove varietà e tecniche di coltivazione valide e in grado di precocizzare e/o ritardare i raccolti”. Sono le parole di Pietro Ciardiello, direttore della Coop. Sole che annovera 100 soci, di cui 50 dediti alla coltivazione di fragola, e produce e commercializza ogni anno circa 80.000 q di fragole, ottenuti su una superficie di circa 200 ettari nella provincia di Caserta, utilizzando piante fresche provenienti da Polonia e Spagna.
“Allargare il calendario produttivo”, prosegue Ciardiello, “significa introdurre in coltivazione nuove varietà che abbiano la stessa validità di quelle attualmente presenti, ma con maturazione anticipata o posticipata. La Coop. Sole ha in prova diverse nuove varietà che si stanno dimostrando valide e che, al momento, sono coltivate su superfici ancora limitate. Inoltre, per allargare le produzioni anche nel periodo estivo ci spostiamo in areali interni, anche fuori regione, in zone a più alta quota”.
Anche l’impiego di materiale di propagazione idoneo consente di anticipare i raccolti. “Per ottenere produzioni in autunno”, ci riferisce Antimo Pedata, consulente della OP GranfruttaZani per la provincia di Caserta, “si utilizzano le “cime radicate”. Diversamente, utilizzando piante “fresche”, l’inizio della raccolta comincia ai primi di febbraio”.
Le produzioni campane sono molto apprezzate sui mercati interni grazie all’ottimo sapore, alle certificazioni di processo e di prodotto e al controllo dei residui di agrofarmaci. La GDO italiana preferisce il prodotto nazionale, mentre i mercati esteri sono in gran parte appannaggio delle produzioni spagnole. “Per migliorare la qualità”, precisa Ciardiello, “preferiamo ridurre le densità d’impianto per ottenere un prodotto superiore. I nostri impianti realizzati con piante “fresche” hanno densità di piantagione inferiori del 15% rispetto a quelli tradizionali: 7 piante/mq a fronte delle 8 solitamente trapiantate”.

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