Nuova Pac e valore dei titoli

I VOSTRI QUESITI
AS_13_36_paesaggio

PAGAMENTI A beneficio degli affittuari, non dei proprietari

Mio padre è un agricoltore in pensione; titolare di regolare partita Iva.

Ha un terreno di circa 10 ha che coltiva direttamente e dal quale percepisce un contributo di circa 3.000 euro.

Ha inoltre un’azienda di circa 50 ha a seminativi che 6 anni fa ha dato in affitto insieme alle quote possedute. Il contratto scade a ottobre 2014. L’affittuario non intende rinnovare l’affitto. Mio padre vorrebbe ricondurre l’azienda personalmente o darla in affitto ad altro conduttore. In questo caso come viene calcolato il contributo base della Pac per la coltivazione dell’estensione complessiva delle due aziende?

Mio padre inoltre non è iscritto Inps in quanto in pensione, ma ha una regolare partita Iva; ha comunque diritto a richiedere la Pac?

L’azienda di mio padre è cerealicola principalmente.

Grazie per le informazioni stiamo cercando di capire con le associazioni di categoria che gestiscono la contabilità, ma ancora non abbiamo ottenuto risposta. F.V. – email

Il lettore chiede se i proprietari sono tutelati nella nuova Pac. Questa domanda è conseguente al fatto che il padre del lettore perderà il valore dei titoli della Pac, dopo la conclusione di un contratto di affitto. Infatti il padre del lettore aveva dato in affitto terra e titoli, con un contratto che scade ad ottobre 2014. In tale data, i titoli tornano in possesso del proprietario, ma gli stessi titoli scadono il 31 dicembre 2014 (art. 21, par. 2, Reg. 1307/2013). Nella nuova Pac 2015-2020, i benefici di quei titoli andranno a vantaggio dell’affittuario e non del proprietario.

Questo fatto è coerente con gli obiettivi del sostegno della Pac, che è sempre stato rivolto agli agricoltori, cioè a coloro che esercitano l’attività agricola, non ai proprietari.

Acquisita questa situazione, nell’annata agraria 2014/2015, il padre del lettore deve analizzare con attenzione la nuova Pac 2015-2020, in quanto cambia il nuovo sistema di pagamenti diretti.

Valutiamo le due situazioni che sono state prefigurate nel quesito:

1) gestione diretta di tutta l’azienda di 60 ettari (ipotesi A);

2) gestione diretta di 10 ettari e stipula di un contratto di affitto con un altro conduttore, sulla superficie di 50 ettari, rientrati in possesso dal contratto di affitto che scade a ottobre 2014 (ipotesi B).

Nella prima situazione, suo padre nel 2015 riceverà 60 titoli, con un valore complessivo dei pagamenti diretti (pagamento di base e pagamento greening) che passerà da circa 3.852 euro nel 2015 a circa 9.817 euro nel 2019 (tab. 1).

Nella seconda situazione, suo padre nel 2015 riceverà 10 titoli, con un valore complessivo dei pagamenti diretti (pagamento di base e pagamento greening) che passerà da circa 2.367 euro nel 2015 a circa 2.392 euro nel 2019 (tab. 2).

Vediamo perché si generano questi pagamenti diretti.

Il nuovo regime dei pagamenti diretti prevede tre importanti innovazioni:

– spacchettamento in più tipologie, di cui il pagamento di base e il pagamento greening sono i più importanti;

– regionalizzazione;

– convergenza.

All’interno di questi criteri, gli Stati membri hanno un grande ruolo nell’applicazione del nuovo regime di pagamenti diretti. A tal proposito, l’Italia ha scelto di adottare il cosiddetto “modello irlandese” che fissa regole per il pagamento di base e per il pagamento greening.

Relativamente al pagamento di base, il modello “irlandese” prevede (art. 25, Reg. 1307/2013):

– i titoli di ogni agricoltore non potranno diminuire di oltre il 30% rispetto al suo valore unitario iniziale;

– all’anno di domanda 2019 nessun titolo avrà un valore unitario più basso del 60% del valore unitario nazionale al 2019;

– gli agricoltori che ricevono meno del 90% del valore unitario nazionale otterranno un aumento graduale, pari a un terzo della differenza tra il loro valore unitario iniziale e il 90% del valore unitario nazionale nel 2019.

Relativamente al pagamento greening, il modello “irlandese” prevede che gli Stati membri possano fissarlo a livello individuale ovvero il pagamento greening sarà calcolato per ogni agricoltore come percentuale del pagamento di base (art. 43, par. 9, comma 3, Reg. 1307/2013).

Di conseguenza, gli agricoltori che avranno un titolo del pagamento di base più elevato, avranno anche un pagamento greening più elevato.

Nel modello “irlandese” ci sono due parametri importanti: il valore unitario nazionale al 2019 (VUN) e il valore unitario iniziale (VUI).

Il valore unitario nazionale (VUN) è una sorta di media nazionale del pagamento di base, a cui gradualmente i pagamenti diretti devono convergere.

Il valore unitario iniziale (VUI) è il valore individuale di ogni singolo agricoltore, che si ottiene dalla seguente formula:

VUI = (x / y) * (A / B)

x = massimale nazionale del pagamento di base nel 2015;

y = importo dei pagamenti erogati a livello nazionale per il 2014.

A = pagamenti ricevuti dall’agricoltore per il 2014;

B = numero dei titoli (= numero ettari ammissibili) nel 2015 a livello nazionale.

Il rapporto (x / y) dipende dallo Stato membro ed è indipendente dalla situazione di ogni agricoltore.

L’Italia ha scelto il “modello irlandese”, con un pagamento di base di circa 58%; in tal caso, il rapporto (x / y) potrebbe assumere un valore di circa 57,2%; a ciò si aggiunge il pagamento greening al 30%.

Il rapporto (A/B), invece, dipende dalla situazione individuale di ogni agricoltore.

In sintesi, è rilevante sottolineare che il valore unitario iniziale tiene conto di due fattori:

– i pagamenti percepiti, riferiti all’anno 2014;

– il numero di ettari ammissibili riferiti all’anno 2015.

Il valore unitario iniziale non è il valore dei titoli nel 2015, ma è un valore di riferimento di ogni agricoltore che consente di determinare il valore dei titoli per ogni anno dal 2015 al 2020.

Se il VUI è inferiore al VUN, i pagamenti diretti aumenteranno dal 2015 al 2019 secondo le regole del modello “irlandese”; viceversa se il VUI è superiore al VUN dal 2015 al 2019 i pagamenti diretti diminuiranno secondo le regole del modello “irlandese”.

Dopo aver descritto l’applicazione della nuova Pac in Italia, passiamo ad esaminare le due ipotesi del quesito.

Gestione diretta di tutta l’azienda di 60 ha. In questo caso, i pagamenti diretti del 2014 – che sono maturati su 10 ettari – si “spalmano” sui 60 ettari di gestione diretta del 2015. Il VUI è molto basso (25,81 €/ha) e, in base al “modello irlandese”, deve raggiungere almeno il 60% del VUN entro il 2019. Per questo motivo, il valore complessivo dei pagamenti diretti (pagamento di base e pagamento greening) aumenterà gradualmente, passando da circa 3.852 euro nel 2015 a circa 9.817 euro nel 2019 (tab. 1).

Gestione diretta di 10 ha. In questo caso, i pagamenti diretti del 2014 – maturati su 10 ettari – si “spalmano” sugli stessi 10 ettari di gestione diretta del 2015. Il VUI è di 154,87 €/ha e, in base al “modello irlandese”, deve aumentare di un terzo della differenza tra il loro valore unitario iniziale e il 90% del valore unitario nazionale nel 2019. Per questo motivo, il valore complessivo dei pagamenti diretti (pagamento di base e pagamento greening) aumenterà leggermente, passando da circa 2.367 € nel 2015 a circa 2.392 € nel 2019 (tab. 2).

Infine, l’ultima parte del quesito: l’agricoltore non iscritto all’Inps, titolare di una pensione, ma in possesso di partita Iva ha diritto a ricevere i pagamenti Pac?

In Italia, sono considerati agricoltori attivi, coloro che possiedono uno dei seguenti requisiti:

– iscrizione all’Inps, come Iap (Imprenditore Agricolo Professionale), Cd (Coltivatore Diretto), coloni o mezzadri;

– titolari di partita Iva agricola e, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale Iva. Per le aziende con superfici prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate, è sufficiente il possesso della partita Iva in campo agricolo.

Questa definizione di “agricoltore attivo” è molto ampia e, di fatto, include quasi tutti gli attuali beneficiari della Pac, quindi anche l’agricoltore in questione, purché sia titolare di partita Iva agricola.

RISERVA NAZIONALE Valore dei titoli da Riserva uguale in tutta Italia

Sono un giovane nuovo agricoltore dell’Umbria che dovrebbe ottenere titoli da riserva nel 2015 per la prima volta.

Quali saranno i valori dei titoli Pac ottenuti da riserva nazionale nel 2015? Il valore è destinato a crescere fino al 2019 secondo la convergenza ‘‘modello irlandese’’ o no?

F.M. – email

Il valore dei titoli assegnati dalla riserva nazionale nella nuova Pac 2015-2020 è pari al valore medio nazionale.

Questo valore tiene conto del fatto che l’Italia ha applicato la regionalizzazione come “Italia regione unica”; pertanto il valore dei titoli assegnati dalla riserva nazionale è identico per tutta l’Italia, quindi un “nuovo” e “giovane” agricoltore in Umbria riceve lo stesso livello di titoli del resto d’Italia.

La media del valore nazionale è calcolata dividendo il massimale nazionale per il regime di pagamento di base (escluso l’importo della riserva nazionale) per il numero dei titoli assegnati in Italia.

Il valore di tali titoli non è soggetto al “modello irlandese”, in quanto il valore dei titoli della riserva è già fissato al valore medio nazionale.

Il valore medio nazionale, quindi il valore dei titoli da riserva, tuttavia, cambia ogni anno (seppure di poco) per tener conto della variazione del massimale nazionale.

Alle luce delle recenti scelte nazionali sulla Pac 2015-2020, è possibile fare una stima del valore dei titoli assegnati dalla riserva nazionale.

Per fare questo calcolo, bisogna tener conto di una serie di elementi:

– il massimale nazionale, previsto dal Reg. 1307/2013;

– il massimale nazionale per il pagamento di base, fissato dall’Italia al 58% del massimale nazionale;

– la percentuale della riserva nazionale, fissato dall’Italia al 3% del massimale nazionale, che incide per l’1,74% sul massimale del pagamento di base;

– il numero dei titoli assegnati in Italia, che si può stimare in circa 12 milioni, pari alla Sau ammissibile a livello nazionale (tab. 1).

Alla luce di questi calcoli, il valore dei titoli del pagamento di base, assegnati dalla riserva nazionale, varia da 185 €/ha nel 2015 a 176 €/ha nel 2020.

Inoltre bisogna tener conto che l’Italia ha scelto di calcolare il pagamento greening a livello individuale ovvero il pagamento greening sarà calcolato per ogni agricoltore come percentuale del pagamento di base (art. 43, par. 9, comma 3, Reg. 1307/2013).

Di conseguenza, gli agricoltori che avranno un titolo del pagamento di base più elevato, avranno anche un pagamento greening più elevato.

Alla luce di questa scelta, l’agricoltore che accede alla riserva nazionale riceve un pagamento greening che varia da 96 €/ha nel 2015 a 91 €/ha nel 2020. In totale, i pagamenti diretti per un agricoltore che accede alla riserva nazionale variano da 281 €/ha nel 2015 a 267 €/ha nel 2020.

Se l’agricoltore che presenta domanda alla riserva nazionale è anche un “giovane agricoltore” che si insedia per la prima volta, riceve anche il pagamento per i giovani agricoltori, pari a circa 45 €/ha per i primi cinque anni dall’insediamento, quindi dal 2015 al 2019. 

Allegati

Nuova Pac e valore dei titoli

There are 15 comments

  1. mario

    Un azienda di giovani imprenditori insediati nel 2012 e che hanno percepito titoli per euro 900 su una superficie di 25 ettari e si trovano in zona svantaggiata e per il 2015 hanno seminato tutto a foraggere perché l azienda e ad indirizzo zootecnico
    come cambieranno i titoli fino al 2019?
    Grazie

    1. Angelo Frascarelli

      Il quesito illustra il caso di un agricoltore che ha seminato 25 ettari di foraggere nel 2015. Di conseguenza, l’agricoltore potrà ricevere 25 titoli, il cui valore dipende dal meccanismo della nuova Pac, in particolare dalla convergenza.
      Vediamo nel dettaglio.
      La nuova Pac 2015-2020 è imperniata su titoli (o diritti) all’aiuto, ma non si tratta dei vecchi titoli in possesso degli agricoltori. Infatti i titoli storici sono scaduti il 31 dicembre 2014. Dal 2015, i vecchi titoli storici lasciano il posto ai nuovi titoli all’aiuto.
      I nuovi titoli saranno assegnati agli agricoltori attivi sulla base della domanda unica che presenteranno al 15 giugno 2015. Il numero dei diritti sarà pari al numero di ettari ammissibili, posseduti il 15 maggio 2015 e indicati nella Domanda 2015.
      Gli ettari ammissibili sono:
      – seminativi, compresi le coltivazioni in serra;
      – colture permanenti (frutteti, vigneti, oliveti, agrumeti, frutta a guscio, ecc.), compresi i vivai e il bosco ceduo a rotazione rapida;
      – prati permanenti e pascoli permanenti.
      Il quesito indica che tutta l’azienda è seminata a foraggere, le quali – essendo seminate, quindi foraggere avvicendate – rientrano nell’ambito dei seminativi e sono superfici agricole ammissibili.
      Il calcolo dei titoli del pagamento di base è influenzato da tre scelte effettuate a livello nazionale:
      – la percentuale del 58% del massimale nazionale attribuita al pagamento di base;
      – la regionalizzazione applicata a livello nazionale, con una regione unica nazionale;
      – la convergenza basata sul cosiddetto “modello irlandese”.
      Il modello di convergenza “irlandese” prevede un graduale passaggio dagli attuali valori dei titoli verso livelli più omogenei senza raggiungere un valore uniforme neanche nel 2019.
      Il valore dei “nuovi titoli” dipende dalla situazione individuale di ogni agricoltore e tiene conto di due fattori principali:
      – i pagamenti percepiti, riferiti all’anno 2014;
      – il numero di ettari ammissibili riferiti all’anno 2015.
      Il calcolo dei “nuovi titoli” è abbastanza complesso (vedi Terra e Vita n. 12/2015): gli agricoltori, che hanno un valore dei titoli superiore alla media nazionale, subiscono una riduzione, gradualmente tra il 2015 e il 2019, allo scopo di finanziare gli aumenti del valore dei titoli agli agricoltori che hanno un valore inferiore alla media nazionale.
      I nuovi titoli avranno un valore molto più basso dei vecchi titoli, in quanto sono relativi solo al pagamento di base, che rappresenta il 58% dei pagamenti diretti. Tuttavia, gli agricoltori che possiedono i titoli del pagamento di base possono accedere anche alle altre tipologie di pagamento (greening, giovani agricoltori, accoppiato).
      Il quesito indica di aver ricevuto pagamenti per un valore totale di 900 euro nel 2014, quindi un valore dei pagamenti diretti molto basso. Si tratta di un agricoltore in cui il valore dei titoli è inferiore alla media nazionale; in tal caso il valore dei titoli aumenta fino al 60% della media nazionale. L’agricoltore riceverà 25 “nuovi titoli” nel 2015 che aumentano fino al 60% della media nazionale (vedi tabelle e grafico). È possibile osservare che l’agricoltore riceverà circa 108 euro/ha nel 2019 per il pagamento di base, più circa 57 euro/ha per il pagamento greening.
      A ciò si aggiunge il pagamento per i giovani agricoltori, in quanto – come illustra il quesito – l’azienda è condotta da giovani agricoltori che si sono insediati nel 2012.
      Il pagamento per i giovani agricoltori è concesso per un periodo di cinque anni. Se l’insediamento è avvenuto prima del 2015, il periodo quinquennale viene ridotto del numero di anni trascorsi tra la data del primo insediamento e la data della prima domanda per aderire al regime del pagamento di base, ovvero il 2015.
      Nel caso in questione, i giovani agricoltori si sono insediati nel 2012, pertanto il relativo pagamento viene concesso per due anni (2015 e 2016).

      Angelo Frascarelli

  2. Mario

    Due giovani insediati dal 2012 possono percepire il premio supplementare del 25% sul pagamento base fino al 2017
    Il problema è che il socio amministratore ha superato i 40 anni e la circolare pur dicendo che per le società basta anche un solo socio che abbia i requisiti Dell età e Dell insediamento per usufruire di questo premio, non riusciamo ad inserire i dati del socio nella domanda unica perché in maniera automatica inserisce i dati Dell amministratore
    Potete dirmi come superare questo problema?

    1. Angelo Frascarelli

      Una società semplice di persone si considera ammissibile al “pagamento per i giovani agricoltori” se almeno un socio della società risponde ai requisiti individuali di “giovane agricoltore” (Circolare n. ACIU.142.2015 del 20 marzo 2015).
      Quindi, indipendentemente dall’età dell’amministratore, è sufficiente che un socio sia giovane agricoltore per ammettere la società al “pagamento per i giovani agricoltori”.
      Tuttavia il software per la presentazione della Domanda Unica può creare dei problemi, soprattutto in conseguenza della disastrosa gestione informatica di Agea.
      Infatti, il software della Domanda Unica importa le informazioni della società dall’Anagrafe Tributaria (Agenzia delle Entrate), che “pesca” i dati del legale rappresentante o dell’amministratore.
      Il problema sollevato dal lettore nasce dall’incongruenza del software rispetto al dettato della normativa.
      La società è ammissibile al “pagamento per i giovani agricoltori”; pertanto occorre fare una segnalazione ad Agea.

      Angelo Frascarelli

  3. gloria

    Siamo 4 sorelle che hanno avuto in eredità una proprietà di circa 8 ha di terreno coltivabile,dal 2012.dopo averlo gestito in qualche modo fino ad oggi,vorremmo darlo in affitto.Vorrei che lei gentilmente mi chiarisse se il contributo
    P.A.C. verrà erogato solo all’effettivo conducente del terreno al quale andremo ad affittare,e se,in toto,cioè tutto il contributo lo incassa questo affittuario.Altra domanda:alla scadenza dell’anno/i di affitto,io e le mie sorelle,essendoci ritornata la proprietà,riceveremo ancora i contributi PAC?Grazie

    1. Angelo Frascarelli

      Le 4 sorelle sono attualmente comproprietarie del terreno e hanno ricevuto l’assegnazione dei nuovi titoli 2015-2020.
      Da oggi, a valere sulla Domanda Pac 2016, le 4 sorelle intendono cedere in affitto la terra e i titoli ad un affittuario.
      L’operazione è fattibile, in quanto i titoli all’aiuto possono essere affittati con la terra; si tratta di un trasferimento temporaneo di titoli con un numero equivalente di ettari ammissibili.
      Dopo l’affitto di terra e titoli, chi riscuoterà i pagamenti diretti? Il conduttore della superficie agricola, quindi, l’affittuario.
      Infatti, i pagamenti diretti (contributi Pac) sono erogati a favore degli agricoltori che:
      – presentano la Domanda Unica di pagamento;
      – possiedono titoli all’aiuto (in proprietà o in affitto);
      – conducono un numero di ettari ammissibili pari al numero dei titoli;
      – sono agricoltori attivi.
      Sugli ettari oggetto della domanda di pagamento, l’agricoltore deve esercitare un’attività agricola minima e un’attività di mantenimento della superficie agricola.
      È evidente quindi che i pagamenti diretti spettano all’affittuario.
      Alla scadenza del contratto di affitto, le 4 sorelle comproprietarie ritornano in possesso della terra e dei titoli.
      Dopo il ritorno in possesso dei titoli, le 4 sorelle possono percepire i pagamenti diretti (contributi Pac), a condizione che svolgano attività agricola e che siano “agricoltore attivo”.
      L’agricoltore può dimostrare di essere “attivo” se rientra in una delle seguenti sei fattispecie:
      1. agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone); se un agricoltore non ha presentato domanda di aiuto per i pagamenti diretti nell’anno precedente, l’importo è ottenuto moltiplicando gli ettari ammissibili per il pagamento medio nazionale nell’anno precedente;
      2. iscrizione all’INPS, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) o colono o mezzadro;
      3. titolari di partita IVA attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, anche la dichiarazione annuale dell’IVA.
      4. i proventi totali ottenuti da attività agricole nel 2014 rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nel 2014;
      5. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nel 2014;
      6. l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola nell’oggetto sociale nel registro delle imprese o, nel caso di una persona fisica, esista una prova equivalente
      In sintesi, alla scadenza del contratto di affitto, le 4 sorelle comproprietarie possono percepire i pagamenti diretti (contributi Pac), ma va verificato – a quella data – il possesso del requisito di “agricoltore attivo”.

      Angelo Frascarelli

  4. Emanuele

    Salve
    Sono un agricoltore campano che produce principalmente tabacco; l’azienda è costituita da 5 ettari di cui 4 destinati alla coltivazione del tabacco ed il restante ettaro è coltivato a mais.
    Il valore dei pagamenti percepiti nel 2014 ammonta a circa € 2.500,00 e la superficie condotta nel 2015 è di 5 ha.
    Come varierà il valore dei titoli in funzione della nuova pac? Ed inoltre, nel caso di cessione dell’azienda ad un giovane agricoltore per un nuovo insediamento, i titoli verranno mantenuti?

    Grazie mille e complimenti per la professionalità

    Saluti

  5. Emanuele

    Mia madre faceva domanda per il premio olio, ma poi non l’ha più fatta quindi ha perso il diritto. L’anno scorso ho presentato domanda io (credo alla riserva nazionale) per 12000 metri quadri. Quando si saprà se riceverò qualcosa?

    1. Angelo Frascarelli

      L’istruttoria delle domande di accesso alla riserva nazionale è tuttora in corso (marzo 2016), da parte di Agea e degli Organismi pagatori.
      I titoli definitivi, con il numero e l’importo esatto del loro valore, saranno comunicati da Agea solamente al termine delle procedure di calcolo e di controllo di tutte le domande.
      La normativa comunitaria prevede che il termine ultimo per la comunicazione dei titoli definitivi è il 1° aprile 2016 (art. 18, Reg. 639/2014), sperando che Agea sia in grado di rispettare questa data.

      Angelo Frascarelli

  6. giacomo

    io possedevoper la campagna 2014 n 25 quote per 293,92 euro cad per un totale di 7348 euro.nel 2015 nella nuova pac ho preso dei terreni in affitto circa 50 ettari, e mi hanno assegnato in tutto 78 quote per 74 ,57euro per un totale di 5816 euro. vorrei sapere come mai con 50 ettari in piu prendo cosi poco.io sono in zona svantagiata e ho 55 anni . vi ringrazio anticipatamente per la vostra risposta

    1. Angelo Frascarelli

      Il lettore parla di “quote”, termine comune per indicare più precisamente i “titoli all’aiuto” della Pac.
      Nel 2015, con l’entrata in vigore della nuova Pac 2015-2020 sono stati assegnati nuovi titoli a tutti gli agricoltori.
      I titoli sono stati attribuiti:
      1. sulla base delle superfici dichiarate nella Domanda Unica 2015;
      2. sulla base dei pagamenti percepiti da ogni agricoltore nel 2014.
      Più precisamente, il valore dei titoli dipende dal VUI (Valore Unitario Iniziale), calcolato per ogni singolo agricoltore.
      Il VUI è determinato dal rapporto fra l’importo dei pagamenti diretti percepiti nel 2014 dall’agricoltore (A – importo di riferimento) e la superficie ammissibile (B) dichiarata dall’agricoltore nel 2015, moltiplicato per il coefficiente 0,630475.
      VUI = (A / B) * 0,630475
      In altre parole, i pagamenti percepiti dall’agricoltore nel 2014 si spalmano sugli ettari ammissibili nel 2015.
      Di conseguenza, l’importo di 7.348 euro dei pagamenti percepiti dal lettore nel 2014 si è spalmato sui 78 ettari che sono stati inseriti nel fascicolo aziendale del lettore nel 2015.
      È corretto, quindi, che il lettore abbia ricevuto l’assegnazione di 78 titoli di basso valore.
      Bisogna però precisare due importanti aspetti.
      Primo. Il valore dei titoli nella Pac 2015-2020 è molto diverso da quello della Pac precedente, per due ragioni:
      – i titoli riguardano solo il pagamento di base, pari al 58% del massimale nazionale;
      – il valore dei titoli cambierà tutti gli anni dal 2015 al 2020 per effetto del meccanismo della convergenza.
      Il valore dei titoli è considerevolmente inferiore a quelli posseduti in precedenza, ma bisogna tener conto che, oltre ai titoli del pagamento di base, l’agricoltore percepirà:
      – il pagamento greening, pari al 50,12% del pagamento di base;
      – il pagamento accoppiato, in funzione delle colture praticate e/o degli allevamenti.
      Secondo. Il valore effettivo dei titoli per ognuno dei sei anni di applicazione della Pac 2015-2020 è calcolato tenendo conto del principio della convergenza, in base al quale entro il 2019 tutti in titoli si devono avvicinare al un valore unitario uniforme (flat rate): infatti, l’Italia ha scelto di applicare il criterio di convergenza parziale sulla base del “modello irlandese”.
      Quindi il lettore potrà beneficiare di un aumento del valore dei titoli dal 2015 al 2019, come risulta dal Registro Nazionale dei titoli, consultabile sul SIAN (www.sian.it).

      Angelo Frascarelli

  7. simone

    Ho affittato terreni dal 2012 per circa 12 ha, prevedendo un canone di affitto onnicomprensivo, ma cedendo agli agricoltori i miei titoli Pac (delle richieste Pac si è sempre occupato il sindacato di questi coltivatori, chiedendomi soltanto copia del mio documento di identità). Ora alla scadenza naturale del contratto a novembre 2017, vorrei passare i miei terreni ad un altro agricoltore, ovviamente unitamente ai titoli Pac.
    I vecchi affittuari mi dicono ora però che i titoli Pac sono passati a loro DEFINITIVAMENTE e non possono essere restituiti. È vero? Cosa devo fare per rientrare in possesso dei titoli Pac relativi ai miei 12 ha di terreno di MIA proprietà? Se stipulo un contratto con il nuovo agricoltore a decorrenza Novembre 2017, posso far richiedere al nuovo agricoltore, che è un giovane e sta aprendo una nuova azienda agricola, già entro questo maggio 2017 , i titoli Pac per il 2018 relativi ai miei 12 Ha che gli affitterò da novembre prossimo venturo? Altrimenti cosa devo fare per riavere i titoli dai vecchi affittuari? È possibile che nel 2015 abbiano fatto richiesta di trasferimento definitivo dei titoli a mia insaputa?

    1. Angelo Frascarelli

      Il lettore ha ceduto in affitto i terreni e i titoli, con decorrenza dal 2012 fino a novembre 2017.
      Nel frattempo, il 1° gennaio 2015, è entrata in vigore, la riforma della Pac 2015-2020.
      Cosa prevede questa riforma?
      I “vecchi” titoli sono scaduti il 31 dicembre 2014, come prevede il Reg. 1307/2013. Pertanto i “vecchi” titoli, che sono stati affittati dal lettore (proprietario) all’affittuario, non esistono più; di conseguenza l’affittuario non può restituirli al proprietario.
      La normativa della Pac (Reg. 1307/2013) prevede che i “nuovi” titoli siano assegnati da Agea all’agricoltore che era in possesso dei terreni nel 2015, sulla base della domanda presentata al 15 giugno 2015. Di conseguenza, Agea ha assegnato i “nuovi” titoli all’affittuario.
      L’affittuario dichiara che non ridarà i “nuovi” titoli al proprietario. Difatti, non è obbligato a farlo. Tuttavia, l’affittuario potrebbe cedere di sua volontà i “nuovi” titoli al lettore (proprietario), ma non è obbligato a farlo.
      Nella vicenda segnalata dal lettore, va sottolineato che i pagamenti diretti della Pac sono destinati all’agricoltore che svolge l’attività agricola e non ai proprietari dei terreni.
      Il lettore quindi si trova in possesso del terreno senza titoli; in tale circostanza, può continuare ad affittare la terra, ma senza titoli.
      Il lettore chiede se può affittare i titoli ad un “giovane agricoltore”, che poi gli vende i titoli.
      Se l’affittuario è un “giovane agricoltore”, quest’ultimo può richiedere i titoli dalla riserva nazionale, entro il 15 maggio 2018.
      La condizione per l’accesso alla riserva nazionale come “giovane agricoltore” è triplice:
      – che si insedia per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda o che sia già insediata in un’azienda agricola nei cinque anni precedenti;
      – che non ha più di 40 anni, compiuti nell’anno di presentazione della domanda.
      – che è “agricoltore attivo”.
      Il “giovane agricoltore”, assegnatario dei titoli dalla riserva nazionale, può anche decidere di venderli al proprietario, al termine del contratto di affitto, ma non è assolutamente obbligato a farlo. Inoltre, il proprietario può ricevere i titoli solo se è “agricoltore attivo”.

      Angelo Frascarelli

  8. STEVE

    Buongiorno.
    Ho un’azienda agricola in affitto con scadenza il 31/12/2016.
    L’azienda è di circa 50/55 ha a seminativi che 5 anni fa ho dato in affitto. Il contratto scade a dicembre 2016. L’affittuario non intende rinnovare l’affitto. Vorrei ricondurre l’azienda personalmente (ho 38 anni) o darla in affitto a terzi e volevo capire se la Pac potevo riprenderla o rimaneva al vecchio affittuario fino al 2020.
    Grazie.

    1. Angelo Frascarelli

      Il lettore ha ceduto in affitto i terreni e i titoli, con un contratto di affitto di 5 anni, stipulato nel 2012, con scadenza il 31/12/2016.
      Il lettore intende condurre direttamente l’azienda o darla in affitto a terzi e chiede se può riprendere i titoli della Pac o se gli stessi rimangono all’affittuario.
      Occorre ricordare che, dopo l’avvio del contratto di affitto nel 2012, è entrata in vigore la riforma della Pac 2015-2020, con decorrenza dal 1° gennaio 2015.
      I “vecchi” titoli sono scaduti il 31 dicembre 2014, come prevede il Reg. 1307/2013. Pertanto i “vecchi” titoli, che sono stati affittati dal lettore (proprietario) all’affittuario, non esistono più; di conseguenza l’affittuario non può restituirli al proprietario.
      La normativa della Pac (Reg. 1307/2013) prevede che i “nuovi” titoli siano assegnati da Agea all’agricoltore che era in possesso dei terreni nel 2015, sulla base della domanda presentata al 15 giugno 2015. Di conseguenza, Agea ha assegnato i “nuovi” titoli all’affittuario.
      Dopo il 31/12/2016, il lettore quindi è tornato in possesso del terreno senza titoli; in tale circostanza, può affittare la terra a terzi, ma senza titoli.
      Oppure – come il lettore dichiara di voler fare – può condurre direttamente l’azienda, che tuttavia rimane senza titoli. In tal caso, il lettore può chiedere l’assegnazione dei titoli dalla riserva nazionale come “giovane agricoltore” (fattispecie A), avendo dichiarato di avere 38 anni.
      La condizione per l’accesso alla riserva nazionale come “giovane agricoltore” è triplice:
      – che si insedia per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda o che sia già insediata in un’azienda agricola nei cinque anni precedenti;
      – che non ha più di 40 anni, compiuti nell’anno di presentazione della domanda;
      – che è “agricoltore attivo” (per la definizione di “agricoltore attivo”, vedi Terra e Vita n. 2/2016).
      Se il lettore possiede i tre requisiti suddetti, l’accesso alla riserva nazionale come “giovane agricoltore” (fattispecie A) è garantita.

      Angelo Frascarelli

Pubblica un commento