Nuova Pac, domande e risposte

2014-2020
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Affitti

Per chi resta senza titoli non rimane che la Riserva

A fine del 2013 è andato a scadenza con il mio affittuario un contratto di affitto di terreni.

La scadenza è stata ulteriormente accertata con una raccomandata con ricevuta di ritorno che ho mandato all’affittuario entro data 30 giugno 2013.

Volevo sapere: dopo questa data tutti i titoli Pac tornano in capo a me come figura di proprietario?

Posso quindi fare domanda titoli Pac per quest’anno (2014) visto che i terreni li condurrò io per almeno 2 anni?

La mia Organizzazione Professionale mi ha detto che avrò problemi a fare questa domanda in quanto il mio vecchio affittuario mi ha fatto perdere questi titoli già nel 2012 con eventuale suo impossessamento.

È possibile che abbia fatto questa manovra e come ha potuto farlo?

Nel caso fossero realmente andati persi è possibile ripristinarli in capo alla mia figura da subito? Come mi dovrei comportare per fare questo?

Il lettore ha stipulato un contratto di affitto di terra e titoli che è scaduto a fine 2013. In tal caso, i titoli tornano al proprietario.

Non è possibile un “impossessamento” da parte dell’affittuario. Infatti il trasferimento dei titoli deve essere effettuato mediante atto sottoscritto dalle parti e registrato.

I trasferimenti devono essere comunicati all’Agea (o agli Organismi pagatori regionali) entro dieci giorni dalla sottoscrizione. Quindi è impossibile un “impossessamento” dei titoli da parte dell’affittuario, senza il consenso scritto del proprietario.

Il lettore deve pretendere di vedere l’atto scritto con cui i titoli sono stati trasferiti definitivamente all’affittuario.

Comunque, oggi, il lettore si ritrova con la terra senza titoli. Cosa può fare?

Se il proprietario decide di diventare agricoltore nel 2014, può presentare una domanda di accesso ai titoli della Riserva nazionale come “nuovo agricoltore”.

Per “nuovo agricoltore” si intende una persona fisica o giuridica che non ha esercitato in nome e per conto proprio alcuna attività agricola nel corso dei cinque anni precedenti l’inizio della nuova attività agricola.

Il “nuovo agricoltore” riceverà i titoli dalla Riserva nazionale su tutti gli ettari ammissibili che detiene e che dichiara nella domanda di accesso alla riserva.

La superficie ammissibile per la domanda di accesso alla riserva nazionale, nel 2014, è qualsiasi superficie agricola, escluse le superfici destinate a vigneti, frutteti, vivai, bosco a breve rotazione, colture forestali e altri imboschimenti.

I nuovi titoli

2015, tre condizioni per l’assegnazione

Vorrei sapere i requisiti che un agricoltore deve avere per accedere ai nuovi titoli Pac 2015.

Io ho affittato i miei terreni fino a fine 2013. Nel 2014 li condurrò io perché gli stessi erano a scadenza contratto.

A fine 2014 li posso di nuovo affittare a un nuovo affittuario o mi conviene condurli ancora per tutto il 2015 al fine di non perdere o vedere comunque decurtati tutti i titoli che mi sono stati assegnati nel 2008?

Per l’assegnazione dei nuovi titoli 2015 verrà considerate la quantità titoli che ho avuto nel 2013 o nel 2014 o in entrambi gli anni?

Se si verranno considerate nel modo più assoluto le quantità in termini numerici dei titoli stessi o solo il fatto di avere fatto domanda dei titoli per gli anni 2013 e/o 2014?

Il quesito pone alcune domande molto importanti sulla nuova Pac 2014-2020 ed emerge la grande confusione sui contenuti su questa nuova riforma della Pac. Proviamo ad indicare gli elementi essenziali per fare un po’ di chiarezza, rispondendo al quesito del lettore.

I requisiti per l’assegnazione dei “nuovi titoli”, nel 2015, sono tre:

1) presentare una domanda di assegnazione di titoli entro il 15 maggio 2015;

2) essere agricoltore attivo;

3) aver presentato una domanda di aiuto per il 2013.

Agricoltore attivo. L’art. 9 del Reg. Ue 1307/2013 prevede che i pagamenti diretti saranno erogati ai soli agricoltori attivi, escludendo gli agricoltori “non attivi”.

La nuova Pac prevede la flessibilità e la sussidiarietà a livello di Stati membri nell’applicazione del concetto di “agricoltore attivo”.

Gli Stati membri possono escludere dai pagamenti diretti, i soggetti:

- le cui attività agricole sono una parte insignificante delle attività economiche complessive;

- il cui scopo sociale non consiste nell’esercizio di attività agricola.

L’Italia non ha ancora adottato la sua decisione sull’agricoltore attivo; occorre attendere le decisioni della Conferenza Stato-Regioni, che dovrebbe giungere entro aprile 2014.

Il requisito del 2013. L’art. 24 del Reg. Ue 1307/2013 prevede che gli agricoltori ottengono l’assegnazione dei “nuovi titoli”, solo se hanno presentato una domanda di aiuto nel 2013.

Il lettore, che non ha presentato la domanda di aiuto nel 2013, non possiede quindi il diritto all’assegnazione dei nuovi titoli nel 2015.

Rispetto al requisito del 2013, l’art. 24 del Reg. Ue 1307/2013 prevede quattro deroghe.

Gli Stati membri possono concedere titoli all’aiuto anche agli agricoltori che non hanno ricevuto pagamenti diretti per il 2013, se:

1) nel 2013 producevano ortofrutticoli, patate da consumo, patate da seme, piante ornamentali su una superficie minima;

2) nel 2013 coltivavano vigneti;

3) nel 2014 ricevono titoli da riserva;

4) presentano elementi di prova verificabili che nel 2013 hanno coltivato prodotti agricoli o allevato bestiame, purché che non abbiano mai avuto titoli in proprietà o in affitto.

Il lettore potrebbe rientrare nella deroga di coloro che ricevono titoli da riserva nel 2014, se è “nuovo agricoltore”, cioè se non ha esercitato attività agricola nel corso dei cinque anni precedenti. Se non può presentare la domanda alla riserva nazionale nel 2014, è escluso dall’assegnazione dei “nuovi titoli” nel 2015.

Ipotizziamo che il lettore abbia accesso alla riserva nazionale nel 2014. A questo punto possiede i requisiti per l’assegnazione dei nuovi titoli, nel 2015: agricoltore attivo e deroga la requisito del 2013.

Comunque deve presentare la domanda di assegnazione di titoli entro il 15 maggio 2015, di conseguenza nel 2015 deve condurre direttamente i terreni e non li può affittare.

Nel 2015, il numero dei titoli assegnati ad ogni agricoltore sarà pari al numero di ettari ammissibili dichiarati nella Domanda di aiuto per il 2015.

Il valore dei titoli dipenderà dai pagamenti percepiti o dal valore dei titoli detenuti dall’agricoltore nel 2014 (vedi Terra e Vita n. 5/2014).

Requisito del 2013

Il diritto si può acquistare

Sono un impiegato della provincia di Brindisi; quest’anno ho acquistato due terreni agricoli (uliveti) con relativi titoli per aiuti comunitari e quest’anno dovrei per la prima volta fare la domanda per ricevere gli stessi. Non sono titolare di partita Iva e non sono iscritto alla Camera di Commercio. Ho sentito che nella nuova Pac tra i requisiti per poter accedere ai pagamenti c’è l’aver ricevuto gli stessi nel 2013. Vorrei aggiungere che i vecchi proprietari ricevevano per questi terreni gli aiuti comunitari.

Se non ho capito male a partire dall’anno prossimo io sarei escluso dalla ricezione dei pagamenti?

Il lettore ha acquistato terreni agricoli e intende presentare una domanda Pac nel 2014, ma non ha il requisito aver presentato una domanda di aiuto per il 2013.

In primo luogo, occorre verificare se il lettore rientra nella condizione di agricoltore attivo. L’Italia non ha ancora adottato la sua decisione sull’agricoltore attivo; occorre attendere le decisioni della Conferenza Stato-Regioni, che dovrebbe giungere entro aprile 2014.

Inoltre l’agricoltore non ha il requisito aver presentato una domanda di aiuto per il 2013, tuttavia è già possessore di titoli che ha acquistato insieme ai terreni.

A questo punto, il lettore ha due soluzioni:

1) presentare una domanda alla riserva nazionale, come “nuovo agricoltore”, ma potrebbe non convenirgli, in quanto già possiede titoli;

2) utilizzare le clausole contrattuali nell’acquisto del terreno.

Infatti, in caso di vendita o affitto dell’azienda, il Reg. Ue 1307/2013 (art. 24, par. 8) prevede la possibilità, da parte del cedente, di trasferire il diritto a ricevere i titoli ad uno o più agricoltori. In altre parole, un agricoltore che acquista un’azienda, può acquistare anche il “requisito del 2013”, quindi il diritto a ricevere i titoli nel 2015

A tal fine il contratto di acquisto dei due terreni agricoli deve contenere una clausola di trasferimento del diritto a ricevere i titoli. In altre parole, con questa clausola contrattuale, il lettore acquisisce, oltre ai terreni e ai titoli, anche il “requisito del 2013”.

Dal padre al figlio

Successione anticipata L’unica soluzione

Un produttore anziano presenta regolarmente domanda nel 2013; nel 2014 decide di chiudere l’attività e gli subentra il figlio; i titoli del produttore “storico” vengono trasferiti a quello nuovo, per vendita.

Il nuovo produttore presenta domanda per la prima volta nel 2014 e richiede a pagamento i titoli storici ricevuti dal cedente e accesso alla riserva come nuovo agricoltore; nel 2015 il nuovo produttore potrà presentare la domanda unica in quanto ha utilizzato nel 2014 dei titoli storici? oppure non può presentarla perché nel 2013 non ha presentato la domanda?

I titoli del padre devono essere trasferiti al figlio per successione anticipata, non per vendita.

Attraverso il trasferimento per successione anticipata, il figlio eredita tutti i requisiti del padre, anche il “requisito del 2013”. In questo modo il figlio avrà accesso ai nuovi titoli nel 2015.

Riserva

Domanda nel 2013 e anche nel 2014

Un produttore, nel 2013, ha presentato domanda di accesso alla riserva, i cui titoli sono stati assegnati regolarmente. Se presenterà nuovamente la stessa domanda nel 2014, avrà diritto nel 2015 all’assegnazione dei titoli?

I requisiti per l’assegnazione dei “nuovi titoli”, nel 2015, sono tre:

1) presentare una domanda di assegnazione di titoli entro il 15 maggio 2015;

2) essere agricoltore attivo;

3) aver presentato una domanda di aiuto per il 2013.

Il lettore presenta tutti i requisiti per ottenere l’assegnazione dei “nuovi titoli”. Nel 2015, il numero dei titoli assegnati ad ogni agricoltore sarà pari al numero di ettari ammissibili dichiarati nella Domanda di aiuto per il 2015.

Il valore dei titoli dipenderà dai pagamenti percepiti o dal valore dei titoli detenuti dall’agricoltore nel 2014 (vedi Terra e Vita n. 5/2014).

La prima volta

Senza domanda 2013 Senza titoli nel 2015

Un agricoltore presenta per la prima volta la domanda Pac nel 2014, dopo aver acquistato titoli storici. Nel 2015, avrà diritto all’assegnazione dei titoli?

L’agricoltore non possiede il requisito di aver presentato una domanda di aiuto per il 2013. Quindi l’acquisto dei titoli nel 2014 e la presentazione della domanda nel 2014 non consente di accedere ai “nuovi titoli” nel 2015.

Calcolo Titoli

Manca il parere dello Stato-Regioni

Per il calcolo dei nuovi titoli è sicuro che l’Italia utilizzerà il criterio dei “pagamenti ricevuti” nel 2014 o c’è ancora qualche possibilità che si usi il criterio del portafoglio titoli al 15-5-2014 ?

Le notizie informali che trapelano dai decisori pubblici preannunciano che l’Italia utilizzerà il criterio dei “pagamenti ricevuti” nel 2014. Ma la decisione non è ufficiale e sarà adottata nei prossimi mesi (comunque non oltre il 1° agosto 2014) attraverso un decreto ministeriale, dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni.

Greening

Solo a chi possiede i titoli di base

Un’azienda riceve 10 titoli su 10 ettari nel 2015. Nel 2016 acquista altri 5 ettari senza titoli e coltiva quindi 15 ettari. Sui restanti 5 Ha non coperti da titoli avrà diritto alle altre componenti dei pagamenti diretti (greening, giovani, accoppiato, ecc.) oppure è indispensabile avere un titolo per ogni ettaro dichiarato nel 2016 per avere anche gli altri pagamenti?

Per avere anche gli altri pagamenti (greening, giovani), l’agricoltore deve possedere i titoli del pagamento di base, un titolo per ogni ettaro.

Solo i pagamenti accoppiati si possono riscuotere senza avere i titoli del pagamento di base.

Allegati

Nuova Pac, domande e risposte

There are 10 comments

  1. raffaello di nardo

    Sono proprietario di ha 4 terreni agricoli (3,5 seminativi) con relativi titoli donati nel giugno 2013 dai miei genitori;quest’anno ho ricevuto io per la prima volta gli aiuti comunitari (totale circa euro 1.600); non ho ancora la partita iva e alcuna iscrizione alla Camera commercio la domanda è: per gli obblighi di legge, non essendo agricoltore,svolgendo una attività diversa (impiegato in azienda privata), sono tenuto ad aprire la partita iva?? sono tenuto ad avere contabilità?? posso mantenere io i titoli e fittare i terreni per la lavorazione e conduzione??

    1. Luciano Boanini

      Per quanto riguarda il premio unico Pac fino al 2014 non è necessario detenere nè la partita Iva nè l’iscrizione al registro imprese in quanto il diritto le è stato trasferito in linea di diritto a seguito della donazione del 2013. Ovviamente non avendo nè iscrizione camerale né partita Iva non deve tenere alcuna contabilità. Le ricordo però quanto disposto dall’art.4 del DPR 633/1972: “Per esercizio di imprese si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa, nonché l’esercizio di attività, organizzate in forma d’impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’articolo 2195 del codice civile.”. Pertanto qualora dall’attività agricola (2135 c.c.) le ricavasse degli introiti Lei è soggetto all’apertura della P.iva.
      Dal 2015 in poi ci sarà la riforma della politica agricola comunitaria e ci saranno delle variazioni nelle norme di assegnazione dei diritti per cui non le posso confermare che l’esenzione di cui sopra debba essere garantita anche per gli anni futuri.
      In caso di affitto del fondo Lei non né avrebbe più la conduzione e quindi non avrebbe più alcun diritto di incassare in premio unico Pac.

      Luciano Boanini

  2. alberto pozzati

    buon giorno
    mio papà (ora scomparso ) ha ceduto in via definitiva i titoli del proprio terreno al suo affittuario . ora io come erede volevo rientrare in possesso sia dei terreni ( contratto affitto scade novembre 2016 ) sia , eventualmente , dei titoli.
    Nel caso di eventuale vendita il nuovo proprietario potrebbe riusufruire della nuova pac ?
    grazie per l’attenzione
    alberto

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      Il quesito necessita di una distinta valutazione relativamente agli effetti della vendita dei titoli Pac effettuata in via definitiva dal padre del nostro lettore e alle sorti del contratto di affitto terreni a suo tempo dallo stesso stipulato.
      Dal tenore del quesito è dato ragionevolmente ritenere che la vendita dei titoli Pac sia avvenuta in favore dello stesso soggetto indipendentemente dalla contestuale vigenza di un contratto di affitto e, pertanto, alcun diritto potrà essere esercitato sugli stessi.
      Abbiamo più volte precisato che la normativa vigente consente di “agganciare” i titoli su di un qualsiasi terreno purché il titolare della domanda si doti contestualmente di un valido titolo di possesso. La circostanza che la cessione dei titoli sia stata realizzata in favore dell’affittuario è quindi circostanza del tutto irrilevante.
      In particolare si deve precisare che il nostro lettore non potrà fruire dei crediti da sussidio che saranno riconosciuti nella nuova Pac considerato che gli stessi saranno riconosciuti in favore degli agricoltori attivi avuto riguardo all’entità del premi percepiti nell’anno 2014.
      Per quanto attiene al vigente contratto di affitto terreni, attesa la successione iure ereditatis ed il conseguente subentro del figlio nella medesima posizione giuridica del padre, questi potrà esercitare il diritto di formulare rituale disdetta, in conformità alle previsioni contrattuali ed alle vigenti disposizioni di legge qualora sia suo interesse ottenerne la piena e libera disponibilità.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

  3. jessica todeschi

    Salve, volevo chiedere un informazione. Mio padre ha un pezzo di terreno, ma adesso non è più in grado di intendere e di volere. Quindi mia madre è diventata la proprietaria del terreno facendo le veci di mio padre. Io adesso vorrei prendere in mano il terreno affittandoglielo. Quindi la mia domanda è. Tra parenti che vivono sotto lo stesso domicilio e residenza è possibile fare un contratto di affitto per il pezzo di terreno ?
    grazie in anticipo, attendo risposta

    1. Luca Andretta

      La madre della lettrice amministra il terreno agricolo per conto del padre. Ci si chiede quindi se la lettrice possa stipulare un contratto di affitto con la madre convivente per assumere la gestione del terreno.
      Poiché il padre è purtroppo affetto da infermità psicofisiche, è opportuno premettere che, secondo quanto previsto dall’art. 428 c.c., gli atti compiuti da persona incapace di intendere e volere possono essere annullati, se risulta un grave pregiudizio all’incapace. Qualora la persona incapace sia interdetta o inabilitata, i suoi beni saranno amministrati da un tutore o da un curatore (che può essere individuato anche nella persona del coniuge). Sempre secondo quanto previsto dal Codice Civile (art. 374 c.c.), alcuni atti di amministrazione, ad esempio la stipula di contratti di locazione ultranovennali, dovrebbero essere stipulati con l’autorizzazione del giudice tutelare competente (in mancanza della quale, potranno essere annullati).
      Nulla vieta la possibilità che famigliari conviventi stipulino un contratto avente ad oggetto la concessione di uso di un terreno, potendo le parti, ad esempio, dare vita ad un affitto di fondo rustico o a un comodato.
      Luca Andretta

  4. stefano

    Premetto che sono uno dei tre soci di una società agricola semplice nonchè proprietario di parte dei terreni utilizzati dalla predetta società per coltivazione. Per usufruire di tali terreni ho stipulato con la società un contratto di comodato d’uso gratuito, con scadenza nel sett. 2016.
    Nel 2016 per esigenze personali vorrei uscire dalla società e contestualmente non rinnovare il comodato in scadenza. Cosi facendo mi ritroverò nel maggio 2016 a fare domanda per le PAC ancora in nome delle società, ma di li a breve (sett. 2016) ad uscire dalla stessa.
    Il quesito,quindi, è: uscendo dalla società e non rinnovando il contratto di comodato in che modo potrò rientrare in possesso delle mie PAC (in qualità di proprietario delle terre) che sono a suo nome? Alla luce delle recente riforma PAC, per gli anni successivi come mi dovrò comportare?
    Grazie per l’attenzione

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      La riforma della Pac che entra in vigore con la domanda Unica che sarà presentata per la prima volta nel 2015 stabilisce un nuovo regime di gestione dei c.d. titoli. In particolare con la domanda Pac 2015 entro il 15 giugno 2015, si procede all’assegnazione dei titoli che potranno essere utilizzati fino al 2020 con riferimento alle superfici per le quali si è già ottenuto il premio Pac per il 2014 e soprattutto avuto riguardo all’entità degli aiuti percepiti.
      Il nuovo regime Pac prevede anche che il soggetto che può accedere agli aiuti debba dimostrare di essere agricoltore attivo.
      In Italia, sono considerati agricoltori attivi, coloro che possiedono uno dei seguenti requisiti:
      – iscrizione all’Inps, come Iap (Imprenditore Agricolo Professionale), Cd (Coltivatore Diretto), coloni o mezzadri;
      – titolari di partita Iva agricola e, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale Iva. Per le aziende con superfici prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate, è sufficiente il possesso della partita Iva in campo agricolo.
      Tutto ciò premesso è evidente che debba essere prima di tutto valutata la decisione del lettore a proposito della gestione e/o conduzione dei terreni di cui è proprietario, una volta uscito dalla società e una volta non rinnovato il contratto di comodato. Giacché potrebbe condurli direttamente e richiedere direttamente gli aiuti dal 2016 in avanti sempre che dimostri il possesso dei requisiti sopra indicati, ovvero darli in comodato o in affitto ad un altro agricoltore.
      In ogni caso appare opportuno che la questione venga affrontata sin dalla presentazione della domanda Pac 2015 in modo da creare i presupposti per consentire al nostro lettore di poter riavere, alla fine del comodato sia i titoli che il terreno. Inoltre sin d’ora si rileva che la società non potrà presentare la domanda Pac 2016 il 15 maggio 2016, utilizzando i terreni in forza del comodato che scade a settembre 2016 in quanto il piano colturale per la campagna 2016 non sarebbe veritiero e soprattutto reale.
      In definitiva la società deve presentare la domanda Pac 2015 utilizzando i terreni in comodato posseduti dal lettore in modo da ottenere una regolare e più conveniente assegnazione di titoli.
      Nel contempo è fondamentale che il lettore stipuli un atto integrativo del contratto di comodato attuale riducendo innanzitutto la durata portando la scadenza al 15 maggio 2016 e precisando le clausole aggiuntive con riferimento alla restituzione del terreno e dei titoli assegnati con la domanda Pac 2015.
      Infatti i contratti di affitto e/o comodato per la prossima campagna agraria 2015, e precisamente quelli stipulati tra il 16 maggio 2014 e il 15 maggio 2015, presentano delle specificità, visto che i titoli vecchi risultano scaduti il 31 dicembre 2014 e i titoli nuovi non sono ancora assegnati.
      Per risolvere tale situazione, il Reg. 639/2014 (art. 21) prevede precise norme sull’assegnazione dei titoli in presenza di contratti di affitto e comodato stipulati tra il 16 maggio 2014 e il 15 maggio 2015. Da qui la necessità per poter utilizzare tali norme di una stipula di un contratto integrativo dell’attuale contratto di comodato.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

      1. stefano

        la ringrazio moltissimo per la completa, competente ed esaustiva risposta.

        Per chiarezza e completezza non posso non chiederle: se non dovessi stipulare l’atto integrativo al contratto di comodato, con le rettifiche su esposte, prima del maggio 2015, a cosa andrei incontro?

        Un saluto e complimenti

        1. Fabio Giuseppe Lucchesi

          Ad integrazione di quanto già comunicato si conferma che le norme vigenti prevedono che la richiesta di assegnazione di nuovi titoli 2015 può essere fatta dai soggetti che posseggono i requisiti previsti e quindi nel caso in specie la Società dovrà presentare domanda di assegnazione entro il 15 giugno 2015 precisando comunque che dispone di una parte dei terreni in comodato come da documentazione da allegare.
          Ciò potrebbe portare Agea ad assegnare i nuovi titoli alla Società ma a iscriverli al vero proprietario dopo la scadenza del contratto di comodato che comunque per essere ritenuto valido deve essere registrato.
          In questo modo il problema potrà essere affrontato e risolto in occasione della presentazione della domanda Pac 2016 tenendo comunque presente che il nostro lettore per fare domanda deve essere comunque agricoltore attivo e che i terreni devono essere disponibili e inseriti nel piano colturale sin dal momento della presentazione della domanda. È evidente che ciò potrà portare ad una risoluzione anticipata del contratto di comodato con scadenza settembre 2016.

          Fabio Giuseppe Lucchesi

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