Nuova Pac, domande e risposte

2014-2020
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Affitti

Per chi resta senza titoli non rimane che la Riserva

A fine del 2013 è andato a scadenza con il mio affittuario un contratto di affitto di terreni.

La scadenza è stata ulteriormente accertata con una raccomandata con ricevuta di ritorno che ho mandato all’affittuario entro data 30 giugno 2013.

Volevo sapere: dopo questa data tutti i titoli Pac tornano in capo a me come figura di proprietario?

Posso quindi fare domanda titoli Pac per quest’anno (2014) visto che i terreni li condurrò io per almeno 2 anni?

La mia Organizzazione Professionale mi ha detto che avrò problemi a fare questa domanda in quanto il mio vecchio affittuario mi ha fatto perdere questi titoli già nel 2012 con eventuale suo impossessamento.

È possibile che abbia fatto questa manovra e come ha potuto farlo?

Nel caso fossero realmente andati persi è possibile ripristinarli in capo alla mia figura da subito? Come mi dovrei comportare per fare questo?

Il lettore ha stipulato un contratto di affitto di terra e titoli che è scaduto a fine 2013. In tal caso, i titoli tornano al proprietario.

Non è possibile un “impossessamento” da parte dell’affittuario. Infatti il trasferimento dei titoli deve essere effettuato mediante atto sottoscritto dalle parti e registrato.

I trasferimenti devono essere comunicati all’Agea (o agli Organismi pagatori regionali) entro dieci giorni dalla sottoscrizione. Quindi è impossibile un “impossessamento” dei titoli da parte dell’affittuario, senza il consenso scritto del proprietario.

Il lettore deve pretendere di vedere l’atto scritto con cui i titoli sono stati trasferiti definitivamente all’affittuario.

Comunque, oggi, il lettore si ritrova con la terra senza titoli. Cosa può fare?

Se il proprietario decide di diventare agricoltore nel 2014, può presentare una domanda di accesso ai titoli della Riserva nazionale come “nuovo agricoltore”.

Per “nuovo agricoltore” si intende una persona fisica o giuridica che non ha esercitato in nome e per conto proprio alcuna attività agricola nel corso dei cinque anni precedenti l’inizio della nuova attività agricola.

Il “nuovo agricoltore” riceverà i titoli dalla Riserva nazionale su tutti gli ettari ammissibili che detiene e che dichiara nella domanda di accesso alla riserva.

La superficie ammissibile per la domanda di accesso alla riserva nazionale, nel 2014, è qualsiasi superficie agricola, escluse le superfici destinate a vigneti, frutteti, vivai, bosco a breve rotazione, colture forestali e altri imboschimenti.

I nuovi titoli

2015, tre condizioni per l’assegnazione

Vorrei sapere i requisiti che un agricoltore deve avere per accedere ai nuovi titoli Pac 2015.

Io ho affittato i miei terreni fino a fine 2013. Nel 2014 li condurrò io perché gli stessi erano a scadenza contratto.

A fine 2014 li posso di nuovo affittare a un nuovo affittuario o mi conviene condurli ancora per tutto il 2015 al fine di non perdere o vedere comunque decurtati tutti i titoli che mi sono stati assegnati nel 2008?

Per l’assegnazione dei nuovi titoli 2015 verrà considerate la quantità titoli che ho avuto nel 2013 o nel 2014 o in entrambi gli anni?

Se si verranno considerate nel modo più assoluto le quantità in termini numerici dei titoli stessi o solo il fatto di avere fatto domanda dei titoli per gli anni 2013 e/o 2014?

Il quesito pone alcune domande molto importanti sulla nuova Pac 2014-2020 ed emerge la grande confusione sui contenuti su questa nuova riforma della Pac. Proviamo ad indicare gli elementi essenziali per fare un po’ di chiarezza, rispondendo al quesito del lettore.

I requisiti per l’assegnazione dei “nuovi titoli”, nel 2015, sono tre:

1) presentare una domanda di assegnazione di titoli entro il 15 maggio 2015;

2) essere agricoltore attivo;

3) aver presentato una domanda di aiuto per il 2013.

Agricoltore attivo. L’art. 9 del Reg. Ue 1307/2013 prevede che i pagamenti diretti saranno erogati ai soli agricoltori attivi, escludendo gli agricoltori “non attivi”.

La nuova Pac prevede la flessibilità e la sussidiarietà a livello di Stati membri nell’applicazione del concetto di “agricoltore attivo”.

Gli Stati membri possono escludere dai pagamenti diretti, i soggetti:

– le cui attività agricole sono una parte insignificante delle attività economiche complessive;

– il cui scopo sociale non consiste nell’esercizio di attività agricola.

L’Italia non ha ancora adottato la sua decisione sull’agricoltore attivo; occorre attendere le decisioni della Conferenza Stato-Regioni, che dovrebbe giungere entro aprile 2014.

Il requisito del 2013. L’art. 24 del Reg. Ue 1307/2013 prevede che gli agricoltori ottengono l’assegnazione dei “nuovi titoli”, solo se hanno presentato una domanda di aiuto nel 2013.

Il lettore, che non ha presentato la domanda di aiuto nel 2013, non possiede quindi il diritto all’assegnazione dei nuovi titoli nel 2015.

Rispetto al requisito del 2013, l’art. 24 del Reg. Ue 1307/2013 prevede quattro deroghe.

Gli Stati membri possono concedere titoli all’aiuto anche agli agricoltori che non hanno ricevuto pagamenti diretti per il 2013, se:

1) nel 2013 producevano ortofrutticoli, patate da consumo, patate da seme, piante ornamentali su una superficie minima;

2) nel 2013 coltivavano vigneti;

3) nel 2014 ricevono titoli da riserva;

4) presentano elementi di prova verificabili che nel 2013 hanno coltivato prodotti agricoli o allevato bestiame, purché che non abbiano mai avuto titoli in proprietà o in affitto.

Il lettore potrebbe rientrare nella deroga di coloro che ricevono titoli da riserva nel 2014, se è “nuovo agricoltore”, cioè se non ha esercitato attività agricola nel corso dei cinque anni precedenti. Se non può presentare la domanda alla riserva nazionale nel 2014, è escluso dall’assegnazione dei “nuovi titoli” nel 2015.

Ipotizziamo che il lettore abbia accesso alla riserva nazionale nel 2014. A questo punto possiede i requisiti per l’assegnazione dei nuovi titoli, nel 2015: agricoltore attivo e deroga la requisito del 2013.

Comunque deve presentare la domanda di assegnazione di titoli entro il 15 maggio 2015, di conseguenza nel 2015 deve condurre direttamente i terreni e non li può affittare.

Nel 2015, il numero dei titoli assegnati ad ogni agricoltore sarà pari al numero di ettari ammissibili dichiarati nella Domanda di aiuto per il 2015.

Il valore dei titoli dipenderà dai pagamenti percepiti o dal valore dei titoli detenuti dall’agricoltore nel 2014 (vedi Terra e Vita n. 5/2014).

Requisito del 2013

Il diritto si può acquistare

Sono un impiegato della provincia di Brindisi; quest’anno ho acquistato due terreni agricoli (uliveti) con relativi titoli per aiuti comunitari e quest’anno dovrei per la prima volta fare la domanda per ricevere gli stessi. Non sono titolare di partita Iva e non sono iscritto alla Camera di Commercio. Ho sentito che nella nuova Pac tra i requisiti per poter accedere ai pagamenti c’è l’aver ricevuto gli stessi nel 2013. Vorrei aggiungere che i vecchi proprietari ricevevano per questi terreni gli aiuti comunitari.

Se non ho capito male a partire dall’anno prossimo io sarei escluso dalla ricezione dei pagamenti?

Il lettore ha acquistato terreni agricoli e intende presentare una domanda Pac nel 2014, ma non ha il requisito aver presentato una domanda di aiuto per il 2013.

In primo luogo, occorre verificare se il lettore rientra nella condizione di agricoltore attivo. L’Italia non ha ancora adottato la sua decisione sull’agricoltore attivo; occorre attendere le decisioni della Conferenza Stato-Regioni, che dovrebbe giungere entro aprile 2014.

Inoltre l’agricoltore non ha il requisito aver presentato una domanda di aiuto per il 2013, tuttavia è già possessore di titoli che ha acquistato insieme ai terreni.

A questo punto, il lettore ha due soluzioni:

1) presentare una domanda alla riserva nazionale, come “nuovo agricoltore”, ma potrebbe non convenirgli, in quanto già possiede titoli;

2) utilizzare le clausole contrattuali nell’acquisto del terreno.

Infatti, in caso di vendita o affitto dell’azienda, il Reg. Ue 1307/2013 (art. 24, par. 8) prevede la possibilità, da parte del cedente, di trasferire il diritto a ricevere i titoli ad uno o più agricoltori. In altre parole, un agricoltore che acquista un’azienda, può acquistare anche il “requisito del 2013”, quindi il diritto a ricevere i titoli nel 2015

A tal fine il contratto di acquisto dei due terreni agricoli deve contenere una clausola di trasferimento del diritto a ricevere i titoli. In altre parole, con questa clausola contrattuale, il lettore acquisisce, oltre ai terreni e ai titoli, anche il “requisito del 2013”.

Dal padre al figlio

Successione anticipata L’unica soluzione

Un produttore anziano presenta regolarmente domanda nel 2013; nel 2014 decide di chiudere l’attività e gli subentra il figlio; i titoli del produttore “storico” vengono trasferiti a quello nuovo, per vendita.

Il nuovo produttore presenta domanda per la prima volta nel 2014 e richiede a pagamento i titoli storici ricevuti dal cedente e accesso alla riserva come nuovo agricoltore; nel 2015 il nuovo produttore potrà presentare la domanda unica in quanto ha utilizzato nel 2014 dei titoli storici? oppure non può presentarla perché nel 2013 non ha presentato la domanda?

I titoli del padre devono essere trasferiti al figlio per successione anticipata, non per vendita.

Attraverso il trasferimento per successione anticipata, il figlio eredita tutti i requisiti del padre, anche il “requisito del 2013”. In questo modo il figlio avrà accesso ai nuovi titoli nel 2015.

Riserva

Domanda nel 2013 e anche nel 2014

Un produttore, nel 2013, ha presentato domanda di accesso alla riserva, i cui titoli sono stati assegnati regolarmente. Se presenterà nuovamente la stessa domanda nel 2014, avrà diritto nel 2015 all’assegnazione dei titoli?

I requisiti per l’assegnazione dei “nuovi titoli”, nel 2015, sono tre:

1) presentare una domanda di assegnazione di titoli entro il 15 maggio 2015;

2) essere agricoltore attivo;

3) aver presentato una domanda di aiuto per il 2013.

Il lettore presenta tutti i requisiti per ottenere l’assegnazione dei “nuovi titoli”. Nel 2015, il numero dei titoli assegnati ad ogni agricoltore sarà pari al numero di ettari ammissibili dichiarati nella Domanda di aiuto per il 2015.

Il valore dei titoli dipenderà dai pagamenti percepiti o dal valore dei titoli detenuti dall’agricoltore nel 2014 (vedi Terra e Vita n. 5/2014).

La prima volta

Senza domanda 2013 Senza titoli nel 2015

Un agricoltore presenta per la prima volta la domanda Pac nel 2014, dopo aver acquistato titoli storici. Nel 2015, avrà diritto all’assegnazione dei titoli?

L’agricoltore non possiede il requisito di aver presentato una domanda di aiuto per il 2013. Quindi l’acquisto dei titoli nel 2014 e la presentazione della domanda nel 2014 non consente di accedere ai “nuovi titoli” nel 2015.

Calcolo Titoli

Manca il parere dello Stato-Regioni

Per il calcolo dei nuovi titoli è sicuro che l’Italia utilizzerà il criterio dei “pagamenti ricevuti” nel 2014 o c’è ancora qualche possibilità che si usi il criterio del portafoglio titoli al 15-5-2014 ?

Le notizie informali che trapelano dai decisori pubblici preannunciano che l’Italia utilizzerà il criterio dei “pagamenti ricevuti” nel 2014. Ma la decisione non è ufficiale e sarà adottata nei prossimi mesi (comunque non oltre il 1° agosto 2014) attraverso un decreto ministeriale, dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni.

Greening

Solo a chi possiede i titoli di base

Un’azienda riceve 10 titoli su 10 ettari nel 2015. Nel 2016 acquista altri 5 ettari senza titoli e coltiva quindi 15 ettari. Sui restanti 5 Ha non coperti da titoli avrà diritto alle altre componenti dei pagamenti diretti (greening, giovani, accoppiato, ecc.) oppure è indispensabile avere un titolo per ogni ettaro dichiarato nel 2016 per avere anche gli altri pagamenti?

Per avere anche gli altri pagamenti (greening, giovani), l’agricoltore deve possedere i titoli del pagamento di base, un titolo per ogni ettaro.

Solo i pagamenti accoppiati si possono riscuotere senza avere i titoli del pagamento di base.

Allegati

Nuova Pac, domande e risposte

There are 60 comments

  1. raffaello di nardo

    Sono proprietario di ha 4 terreni agricoli (3,5 seminativi) con relativi titoli donati nel giugno 2013 dai miei genitori;quest’anno ho ricevuto io per la prima volta gli aiuti comunitari (totale circa euro 1.600); non ho ancora la partita iva e alcuna iscrizione alla Camera commercio la domanda è: per gli obblighi di legge, non essendo agricoltore,svolgendo una attività diversa (impiegato in azienda privata), sono tenuto ad aprire la partita iva?? sono tenuto ad avere contabilità?? posso mantenere io i titoli e fittare i terreni per la lavorazione e conduzione??

    1. Luciano Boanini

      Per quanto riguarda il premio unico Pac fino al 2014 non è necessario detenere nè la partita Iva nè l’iscrizione al registro imprese in quanto il diritto le è stato trasferito in linea di diritto a seguito della donazione del 2013. Ovviamente non avendo nè iscrizione camerale né partita Iva non deve tenere alcuna contabilità. Le ricordo però quanto disposto dall’art.4 del DPR 633/1972: “Per esercizio di imprese si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa, nonché l’esercizio di attività, organizzate in forma d’impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’articolo 2195 del codice civile.”. Pertanto qualora dall’attività agricola (2135 c.c.) le ricavasse degli introiti Lei è soggetto all’apertura della P.iva.
      Dal 2015 in poi ci sarà la riforma della politica agricola comunitaria e ci saranno delle variazioni nelle norme di assegnazione dei diritti per cui non le posso confermare che l’esenzione di cui sopra debba essere garantita anche per gli anni futuri.
      In caso di affitto del fondo Lei non né avrebbe più la conduzione e quindi non avrebbe più alcun diritto di incassare in premio unico Pac.

      Luciano Boanini

  2. alberto pozzati

    buon giorno
    mio papà (ora scomparso ) ha ceduto in via definitiva i titoli del proprio terreno al suo affittuario . ora io come erede volevo rientrare in possesso sia dei terreni ( contratto affitto scade novembre 2016 ) sia , eventualmente , dei titoli.
    Nel caso di eventuale vendita il nuovo proprietario potrebbe riusufruire della nuova pac ?
    grazie per l’attenzione
    alberto

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      Il quesito necessita di una distinta valutazione relativamente agli effetti della vendita dei titoli Pac effettuata in via definitiva dal padre del nostro lettore e alle sorti del contratto di affitto terreni a suo tempo dallo stesso stipulato.
      Dal tenore del quesito è dato ragionevolmente ritenere che la vendita dei titoli Pac sia avvenuta in favore dello stesso soggetto indipendentemente dalla contestuale vigenza di un contratto di affitto e, pertanto, alcun diritto potrà essere esercitato sugli stessi.
      Abbiamo più volte precisato che la normativa vigente consente di “agganciare” i titoli su di un qualsiasi terreno purché il titolare della domanda si doti contestualmente di un valido titolo di possesso. La circostanza che la cessione dei titoli sia stata realizzata in favore dell’affittuario è quindi circostanza del tutto irrilevante.
      In particolare si deve precisare che il nostro lettore non potrà fruire dei crediti da sussidio che saranno riconosciuti nella nuova Pac considerato che gli stessi saranno riconosciuti in favore degli agricoltori attivi avuto riguardo all’entità del premi percepiti nell’anno 2014.
      Per quanto attiene al vigente contratto di affitto terreni, attesa la successione iure ereditatis ed il conseguente subentro del figlio nella medesima posizione giuridica del padre, questi potrà esercitare il diritto di formulare rituale disdetta, in conformità alle previsioni contrattuali ed alle vigenti disposizioni di legge qualora sia suo interesse ottenerne la piena e libera disponibilità.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

  3. jessica todeschi

    Salve, volevo chiedere un informazione. Mio padre ha un pezzo di terreno, ma adesso non è più in grado di intendere e di volere. Quindi mia madre è diventata la proprietaria del terreno facendo le veci di mio padre. Io adesso vorrei prendere in mano il terreno affittandoglielo. Quindi la mia domanda è. Tra parenti che vivono sotto lo stesso domicilio e residenza è possibile fare un contratto di affitto per il pezzo di terreno ?
    grazie in anticipo, attendo risposta

    1. Luca Andretta

      La madre della lettrice amministra il terreno agricolo per conto del padre. Ci si chiede quindi se la lettrice possa stipulare un contratto di affitto con la madre convivente per assumere la gestione del terreno.
      Poiché il padre è purtroppo affetto da infermità psicofisiche, è opportuno premettere che, secondo quanto previsto dall’art. 428 c.c., gli atti compiuti da persona incapace di intendere e volere possono essere annullati, se risulta un grave pregiudizio all’incapace. Qualora la persona incapace sia interdetta o inabilitata, i suoi beni saranno amministrati da un tutore o da un curatore (che può essere individuato anche nella persona del coniuge). Sempre secondo quanto previsto dal Codice Civile (art. 374 c.c.), alcuni atti di amministrazione, ad esempio la stipula di contratti di locazione ultranovennali, dovrebbero essere stipulati con l’autorizzazione del giudice tutelare competente (in mancanza della quale, potranno essere annullati).
      Nulla vieta la possibilità che famigliari conviventi stipulino un contratto avente ad oggetto la concessione di uso di un terreno, potendo le parti, ad esempio, dare vita ad un affitto di fondo rustico o a un comodato.

      Luca Andretta

  4. stefano

    Premetto che sono uno dei tre soci di una società agricola semplice nonchè proprietario di parte dei terreni utilizzati dalla predetta società per coltivazione. Per usufruire di tali terreni ho stipulato con la società un contratto di comodato d’uso gratuito, con scadenza nel sett. 2016.
    Nel 2016 per esigenze personali vorrei uscire dalla società e contestualmente non rinnovare il comodato in scadenza. Cosi facendo mi ritroverò nel maggio 2016 a fare domanda per le PAC ancora in nome delle società, ma di li a breve (sett. 2016) ad uscire dalla stessa.
    Il quesito,quindi, è: uscendo dalla società e non rinnovando il contratto di comodato in che modo potrò rientrare in possesso delle mie PAC (in qualità di proprietario delle terre) che sono a suo nome? Alla luce delle recente riforma PAC, per gli anni successivi come mi dovrò comportare?
    Grazie per l’attenzione

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      La riforma della Pac che entra in vigore con la domanda Unica che sarà presentata per la prima volta nel 2015 stabilisce un nuovo regime di gestione dei c.d. titoli. In particolare con la domanda Pac 2015 entro il 15 giugno 2015, si procede all’assegnazione dei titoli che potranno essere utilizzati fino al 2020 con riferimento alle superfici per le quali si è già ottenuto il premio Pac per il 2014 e soprattutto avuto riguardo all’entità degli aiuti percepiti.
      Il nuovo regime Pac prevede anche che il soggetto che può accedere agli aiuti debba dimostrare di essere agricoltore attivo.
      In Italia, sono considerati agricoltori attivi, coloro che possiedono uno dei seguenti requisiti:
      – iscrizione all’Inps, come Iap (Imprenditore Agricolo Professionale), Cd (Coltivatore Diretto), coloni o mezzadri;
      – titolari di partita Iva agricola e, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale Iva. Per le aziende con superfici prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate, è sufficiente il possesso della partita Iva in campo agricolo.
      Tutto ciò premesso è evidente che debba essere prima di tutto valutata la decisione del lettore a proposito della gestione e/o conduzione dei terreni di cui è proprietario, una volta uscito dalla società e una volta non rinnovato il contratto di comodato. Giacché potrebbe condurli direttamente e richiedere direttamente gli aiuti dal 2016 in avanti sempre che dimostri il possesso dei requisiti sopra indicati, ovvero darli in comodato o in affitto ad un altro agricoltore.
      In ogni caso appare opportuno che la questione venga affrontata sin dalla presentazione della domanda Pac 2015 in modo da creare i presupposti per consentire al nostro lettore di poter riavere, alla fine del comodato sia i titoli che il terreno. Inoltre sin d’ora si rileva che la società non potrà presentare la domanda Pac 2016 il 15 maggio 2016, utilizzando i terreni in forza del comodato che scade a settembre 2016 in quanto il piano colturale per la campagna 2016 non sarebbe veritiero e soprattutto reale.
      In definitiva la società deve presentare la domanda Pac 2015 utilizzando i terreni in comodato posseduti dal lettore in modo da ottenere una regolare e più conveniente assegnazione di titoli.
      Nel contempo è fondamentale che il lettore stipuli un atto integrativo del contratto di comodato attuale riducendo innanzitutto la durata portando la scadenza al 15 maggio 2016 e precisando le clausole aggiuntive con riferimento alla restituzione del terreno e dei titoli assegnati con la domanda Pac 2015.
      Infatti i contratti di affitto e/o comodato per la prossima campagna agraria 2015, e precisamente quelli stipulati tra il 16 maggio 2014 e il 15 maggio 2015, presentano delle specificità, visto che i titoli vecchi risultano scaduti il 31 dicembre 2014 e i titoli nuovi non sono ancora assegnati.
      Per risolvere tale situazione, il Reg. 639/2014 (art. 21) prevede precise norme sull’assegnazione dei titoli in presenza di contratti di affitto e comodato stipulati tra il 16 maggio 2014 e il 15 maggio 2015. Da qui la necessità per poter utilizzare tali norme di una stipula di un contratto integrativo dell’attuale contratto di comodato.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

      1. stefano

        la ringrazio moltissimo per la completa, competente ed esaustiva risposta.

        Per chiarezza e completezza non posso non chiederle: se non dovessi stipulare l’atto integrativo al contratto di comodato, con le rettifiche su esposte, prima del maggio 2015, a cosa andrei incontro?

        Un saluto e complimenti

        1. Fabio Giuseppe Lucchesi

          Ad integrazione di quanto già comunicato si conferma che le norme vigenti prevedono che la richiesta di assegnazione di nuovi titoli 2015 può essere fatta dai soggetti che posseggono i requisiti previsti e quindi nel caso in specie la Società dovrà presentare domanda di assegnazione entro il 15 giugno 2015 precisando comunque che dispone di una parte dei terreni in comodato come da documentazione da allegare.
          Ciò potrebbe portare Agea ad assegnare i nuovi titoli alla Società ma a iscriverli al vero proprietario dopo la scadenza del contratto di comodato che comunque per essere ritenuto valido deve essere registrato.
          In questo modo il problema potrà essere affrontato e risolto in occasione della presentazione della domanda Pac 2016 tenendo comunque presente che il nostro lettore per fare domanda deve essere comunque agricoltore attivo e che i terreni devono essere disponibili e inseriti nel piano colturale sin dal momento della presentazione della domanda. È evidente che ciò potrà portare ad una risoluzione anticipata del contratto di comodato con scadenza settembre 2016.

          Fabio Giuseppe Lucchesi

  5. Pietro

    Una società semplice agricola ha acquistato a novembre 2014 dei terreni da un coltivatore che conserva per il 2015 ancora la conduzione in affitto di alcuni etteri e per i quali farà domanda entro giugno. La società semplice è di nuova costituzione. Non ha mai presentato domanda PAC. Può Acquisire i titoli dal coltivatore non avendo presentato domanda nel 2013, ma avendo acquistato per atto notarile sia i titoli che il diritto del 2013?. Questa società semplice è costituita da due soci uno coltivatore diretto con picolla quota che ha sempre avuto titoli pac e l’altro non coltivatore che riveste anche la carica di amministratore.

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      Il caso prospettato può rientrare nella casistica prevista dalla regolamentazione comunitaria e in particolare dall’articolo 24 del Regolamento 1307/2013 recepito dalla normativa nazionale e da ultimo dalla circolare Agea 139 del 15 marzo 2015.
      Tuttavia in considerazione del fatto che il quesito potrebbe non contenere tutti gli elementi necessari per una esaustiva valutazione, si riporta di seguito la normativa applicativa di riferimento nella quale il lettore potrà individuare la propria problematica. La circolare Agea precisa infatti che essere attribuiti titoli, ai sensi dell’art. 24, paragrafo 8, del Reg. (UE) n. 1307/2013, agli agricoltori che ricevono il diritto all’attribuzione dei titoli dalle persone fisiche o giuridiche le quali soddisfano i requisiti stabiliti dal paragrafo 1 del medesimo art. 24, a seguito di vendita o affitto dell’azienda o di parte di essa, con un contratto firmato anteriormente alla data di scadenza per la presentazione della domanda unica 2015.
      Con la fattispecie in questione, il cedente trasferisce al cessionario, mediante vendita o affitto dell’azienda, il diritto a ricevere titoli e tale diritto può essere trasferito dal cedente, con più trasferimenti parziali dell’azienda, a più agricoltori.
      Ai fini dell’applicabilità della norma in esame, in caso di cessione parziale dell’azienda, si precisa che l’art. 4, paragrafo 1, lett. b), del Reg. (UE) n. 1307/2013 definisce l’azienda come “tutte le unità usate per attività agricole e gestite da un agricoltore, situate nel territorio di uno stesso Stato membro”. L’azienda costituisce un complesso di beni organizzato per l’esercizio di un’impresa e ai fini della configurabilità di una cessione parziale dell’azienda è necessario che il trasferimento abbia ad oggetto un insieme di beni tra loro funzionalmente connessi e dotati di autonomia organizzativa, di per sé potenzialmente idonei a essere utilizzati per l’esercizio dell’impresa. Pertanto, i beni ceduti devono costituire un complesso organico ed essere tra loro legati da un nesso funzionale, o “organizzazione”, rendendo gli stessi idonei allo svolgimento di un’attività di impresa. Tale complesso di beni non deve necessariamente ricomprendere delle superfici.
      Ad esempio, la cessione di stalla, animali e beni strumentali connessi all’attività di allevamento costituisce cessione parziale di azienda.
      In caso di vendita o affitto di tutta l’azienda, il cedente perde totalmente il diritto a ricevere titoli.
      Al trasferimento eseguito ai sensi dell’art. 24, paragrafo 8, del Reg. (UE) n. 1307/2013 si applica la clausola del guadagno insperato di cui all’art. 10 del DM 18 novembre 2014 n. 6513.
      La fattispecie in esame, in particolare, consente la prima attribuzione dei titoli in favore:
      a) dell’agricoltore che ha percepito pagamenti per l’anno di domanda 2014 come definiti all’art. 5, comma 1, lettera a), del DM modificativo e integrativo 26 febbraio 2015 n. 1420, ma che non ha presentato domanda unica 2013: attraverso il trasferimento, il cessionario acquista dal cedente il diritto a ricevere titoli ed il valore dei nuovi titoli che gli saranno attribuiti è calcolato tenendo conto dell’importo individuale per l’anno di domanda 2014 sopra indicato;
      b) dell’agricoltore che non ha percepito pagamenti per l’anno di domanda 2014 come definiti all’art. 5, comma 1, lettera a), del DM modificativo ed integrativo 26 febbraio 2015 n. 1420 e non ha presentato domanda unica 2013: attraverso il trasferimento, il cessionario acquista dal cedente il diritto a ricevere titoli ed il valore dei nuovi titoli che gli saranno attribuiti è calcolato applicando il meccanismo della convergenza del valore dei titoli stabilito dall’art. 8 del DM 18 novembre 2014 n. 6513 e specificato dall’art. 7 del DM modificativo e integrativo 26 febbraio 2015 n. 1420.
      In nessun caso il trasferimento eseguito a norma dell’art. 24, paragrafo 8, del Reg. (UE) n.1307/2013 trasferisce al cessionario l’importo individuale percepito dal cedente per l’anno di domanda 2014 come definito all’art. 5, comma 1, lettera a), del DM modificativo e integrativo 26 febbraio 2015 n. 1420. Infatti, il trasferimento ha ad oggetto esclusivamente il diritto a ricevere titoli.
      Ai fini dell’applicazione della norma in questione sia il cedente sia il cessionario devono essere agricoltori in attività, ai sensi dell’art. 9 del Reg. (UE) n. 1307/2009, dell’art. 3 del DM 18 novembre 2014 n. 6513 e dell’art. 1 del DM modificativo ed integrativo 26 febbraio 2015 n. 1420.
      In definitiva quindi la domanda di prima assegnazione dei nuovi titoli (entro il 15 giugno 2015) deve essere presentata dal proprietario del terreno, cioè dal venditore. La domanda deve riportare le seguenti informazioni:
      I dettagli del contratto di acquisto
      Il numero di ettari ammissibili ceduti
      Le generalità dell’agricoltore al quale si dà la terra
      I nuovi diritti passano alla società acquirente
      Al proprietario vengono assegnati i nuovi diritti all’aiuto, che poi immediatamente vengono trasferiti all’acquirente.
      Attenzione: scrivere bene la clausola
      La volontà a trasferire sia il terreno sia i corrispondenti “diritti o titoli da ricevere” (attenzione: bisogna scrivere proprio così) va prevista espressamente come clausola nel contratto di vendita.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

  6. GIOVANNI

    con contratto di comodato del 02/05/2014 mio zio,deceduto il 1/05/2015,mi ha trasferito sia i terreni che i titoli pac fino al 2020, che si sono aggiunti ai terreni e titoli pac di mia proprietà.I titoli provenienti da mio zio sono titoli in affitto temporaneo.A questo punto mi chiedo cosa succede con la riforma ,quali adempimenti fare .Specifico che leggendo la normativa ho accertato di essere agricoltore attivo
    grazie

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      La situazione prospettata dal lettore rientrerebbe nella più generale prospettazione prevista dalla normativa comunitaria prevista per le cessioni a qualsiasi titolo come affitto, vendita, comodato registrato ecc. per cui vi è trasferimento di terreno e diritto a ottenere i nuovi titoli della Pac 2015. Ma nel caso cui si riferisce il lettore vi è il fatto che non si conosce la durata del comodato e che lo zio cedente non può effettuare la domanda titoli 2015 entro il 15 giugno 2015. Inoltre occorre conoscere se il lettore è anche erede dei terreni appartenuti allo zio in quanto in tal caso potrebbe presentare la richiesta di assegnazione titoli in qualità di erede.
      Inoltre sarebbe opportuno chiarire cosa si intende per titoli in affitto temporaneo o se rientrano nel contratto di comodato riferito ai terreni. In ogni caso i vecchi titoli sono stati cancellati il 31 dicembre 2014 e quindi “l’affitto temporaneo” deve intendersi riferito al diritto a richiedere i nuovi titoli Pac 2015.
      In relazione a quanto sopra prospettato si ritiene che al momento sia possibile presentare la domanda assegnazione titoli 2015 precisando che la richiesta viene fatta dal lettore in quanto il cedente è deceduto, presentando la relativa documentazione.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

  7. Parrotta

    Salve, mia mamma intestataria, del terreno con titoli, ha sempre percepito i soldi (2000€). Adesso all’ufficio dove rinnoviamo annualmente la pratica gli è stato richiesto di aprire una P.Iva divendanto agricoltore attivo. Se questo non avviene, gli è stato detto, che perderà i soldi. Aggiungo che mia mamma percepisce una pensione di 700€ al mese. La mia domanda è: in questo caso a mia mamma conviene aprire una p.Iva senza il rischio di subire detrazioni sulla pensione? Qualse soluzione è possibile adottare per non perdere i soldi “agricoli”?

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      Il quesito non si riferisce direttamente alle problematiche scaturite dall’attuazione della nuova Pac ma piuttosto a questioni inerenti il sistema pensionistico e in particolare il regime di cui gode la madre del nostro lettore. Per poter rispondere in maniera esaustiva occorre quindi conoscere il regime pensionistico di cui fruisce e in particolare le condizioni per il pagamento dell’assegno e del suo mantenimento. In ogni caso l’ammontare della pensione fa ritenere che si tratti del trattamento minimo che non dovrebbe essere soggetto a particolari vincoli. L’apertura di una partita IVA da parte di un soggetto in pensione anche nel caso delle pensioni minime non dovrebbe comportare alcuna limitazione in quanto le conseguenze riguardano solo il regime fiscale cui sono sottoposti i redditi provenienti dalla pensione e dalla gestione dell’attività connessa alla partita IVA. A tal proposito si ricorda che già negli anni scorsi la Signora pensionata gestiva fiscalmente sia la pensione che gli aiuti e i ricavi dalla produzione agricola per cui l’apertura di una partita IVA agricola non dovrebbe comportare grosse differenza. Inoltre si fa rilevare che se vi era una situazione di incompatibilità o di conflitto, essa sarebbe emerse e avrebbe comportato conseguenze negative, anche negli anni precedenti.
      In definitiva si ritiene che si possa, anzi si debba, procedere all’apertura della partita IVA facendosi assistere nell’individuazione esatta del codice di attività che deve essere agricolo, senza temere conseguenze sulla pensione.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

  8. Emanuela

    Sono socia di una società semplice agricola sorta nel 2006 ed iscritta all’Inps come Iap; la società non ha mai avuto titoli assegnati o acquistati. Ho letto che per poter accedere all’assegnazione dei titoli occorrono dei requisiti:

    A) L´agricoltore ha avuto diritto ai pagamenti diretti per l’anno 2013 ai sensi del regolamento(CE) n.73/2009;

    B) L´agricoltore non ha percepito pagamenti diretti per l´anno 2013 e produceva ortofrutticoli, patate da consumo, patate da seme o piante ornamentali su una superficie minima di 5000 mq oppure coltivava vigneti [per vino presumo];

    C) L´agricoltore, nell’anno 2014, ha avuto assegnati diritti all´aiuto dalla riserva nazionale nell´ambito del regime di pagamento unico a norma dell´articolo 41 del regolamento (CE) n.73/2009;

    D) L´agricoltore non ha mai avuto, in proprietà o in affitto, diritti all’aiuto ai sensi del regolamento (CE) 73/2009 o del regolamento (CE) n. 1782/2003, ed è in grado di documentare che, al 15 maggio 2013, esercitava attività di produzione, allevamento o coltivazione di prodotti agricoli, anche attraverso la raccolta, la mungitura, l’allevamento e la custodia di animali per fini agricoli, mediante:
    a) coltivazione di prodotti agricoli;
    b) produzione di prodotti agricoli;
    c) allevamento, mungitura e custodia di animali per fini agricoli.

    La società produce uva da tavola dal 2006. Le chiedo a quale caso di deroga può rientrare? Non so se possa rientrare nella fattispecie B) o D)?

    Pongo un’altra domanda che non c’entra con il caso che ho prospettato, se una persona inizia l’attività agricola nel 2015, può chiedere l’assegnazione dei titoli mediante domanda unica 2015?
    Grazie della cortese attenzione.

    1. Angelo Frascarelli

      Risposta al primo quesito

      Il lettore ha interpretato molto opportunamente la normativa di riferimento.
      La società semplice presenta queste caratteristiche, rilevanti ai fini della nuova Pac:
      – non ha percepito pagamenti diretti per l´anno 2013;
      – coltivava vite per uva da tavola nel 2013.
      Agea etichetta questa società come “non avente diritto” all’assegnazione dei titoli, perché nel 2013 non era ancora presente nel sistema dei pagamenti diretti.
      Tuttavia, la società può risolvere il problema perché rientra nella fattispecie B, in quanto “l´agricoltore non ha percepito pagamenti diretti per l´anno 2013 e produceva ortofrutticoli… su una superficie minima di 5000 mq”. Infatti l’uva da tavola rientra negli ortofrutticoli.
      Questa situazione deve essere risolta in fase di ricognizione preventiva, entro il 15 giugno 2015, come prevede la Circolare Agea n. ACIU.2015.139 del 20 marzo 2015.
      L’esercizio di attività di produzione di ortofrutticoli, su una superficie minima complessiva di cinquemila metri quadri alla data del 15 maggio 2013, deve essere dimostrata, mediante l’inserimento nel fascicolo aziendale di idonea documentazione: documenti di origine contabile/fiscale attestanti il passaggio del prodotto agricolo dall’agricoltore ad un qualunque soggetto terzo. Si menzionano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, fatture di vendita, bolle di trasporto del prodotto, documentazione attestante la consegna del prodotto alla trasformazione.
      Non è richiesta la prova di una produzione minima.
      La produzione dei suddetti prodotti agricoli deve essere stata realizzata su una superficie minima complessiva di cinquemila metri quadri. Tale requisito è verificato accertando la presenza nel fascicolo aziendale dell’agricoltore, alla data del 15 maggio 2013, di superfici agricole ammissibili coerenti per macrosuso GIS con la produzione realizzata dall’agricoltore. Dette superfici devono inoltre avere un valido titolo di conduzione. Qualora non sia possibile eseguire il controllo secondo detta modalità, l’agricoltore provvede all’inserimento nel fascicolo aziendale di copia del documento attestante il titolo di conduzione (proprietà, affitto, comodato ecc.) delle superfici in questione.

      Angelo Frascarelli

      Altro quesito

      Pongo un’altra domanda che non c’entra con il caso che ho prospettato. Se una persona inizia l’attività agricola nel 2015, può chiedere l’assegnazione dei titoli mediante domanda unica 2015?

      Risposta altro quesito

      Un agricoltore, che inizia l’attività agricola nel 2015 (definito “nuovo agricoltore”), può chiedere l’assegnazione dei titoli mediante la Domanda Unica 2015, facendo una richiesta di accesso alla riserva nazionale.
      L’art. 28, paragrafo 4, del Reg. 639/2014 stabilisce che sono considerati agricoltori che iniziano a esercitare l’attività agricola soltanto quelli che hanno iniziato la loro attività agricola nell’anno civile 2013 o in qualsiasi anno successivo e che presentano domanda di pagamento di base non oltre due anni dopo l’anno civile nel quale hanno iniziato a esercitare l’attività agricola.
      L’art. 30 del Reg. 1307/2013 precisa che il “nuovo agricoltore” è la persona fisica o giuridica che, nel corso dei cinque anni precedenti l’inizio dell’attività agricola, non ha praticato in nome e per conto proprio alcuna attività agricola, né ha esercitato il controllo su una persona giuridica dedita ad un’attività agricola. Nel caso delle persone giuridiche, la persona o le persone fisiche che esercitano il controllo sulla persona giuridica non devono avere praticato in nome e per conto proprio alcuna attività agricola, né avere esercitato il controllo su una persona giuridica dedita a un’attività agricola nel corso dei cinque anni precedenti l’inizio dell’attività agricola della persona giuridica.
      Il valore dei titoli assegnati alla riserva nazionale è pari al valore unitario nazionale dei titoli nell’anno di assegnazione, corrispondente a circa 185 euro/ha. L’agricoltore che riceve i titoli dalla riserva nazionale può accedere anche al pagamento greening, pari a circa 95 euro/ha. In totale, il “nuovo agricoltore” che accede alla riserva nazionale riceve circa 280 euro/ha di pagamenti diretti.

      Angelo Frascarelli

  9. Giugno Vincenzo

    Mio padre ha 35 ettari di terra. Nella precedente Pac aveva 19 titoli e ha percepito 5.900 euro. Situazione di superficie maggiore dei titoli. A luglio 2015 vorrebbe affittare, per un anno, 3 ettari di terra senza cedere in affitto i titoli. si può fare? mio padre subirà una decurtazione in mancanza dei 3 ettari oppure un vantaggio!

    1. Gabriele Chiodini

      Con la domanda per la nuova Pac i titoli vengono assegnati su tutta la superficie e, così come con la vecchia Pac, anche con la nuova non è preclusa la possibilità di affittare il terreno senza titoli. Dal momento che la domanda Pac verrà effettuata prima del 15 giugno 2015 e l’affitto si realizzerà a luglio, il proprietario si troverà nella situazione di aver già fissato e abbinato i titoli prima dell’inizio del contratto di affitto, senza dar luogo all’attivazione della clausola del guadagno insperato (visto che per l’assegnazione e l’attivazione è necessario il possesso al 15 maggio 2015). Quindi, il proprietario realizzerà la domanda su tutta la superficie e, successivamente, affitterà il terreno beneficiando comunque dei titoli su di essa abbinati.
      Eventualmente, il problema sorge con la domanda 2016, poiché è necessario il possesso del terreno al momento dell’abbinamento del terreno, che in questo caso risulterebbe affittato.
      Infine, dal momento che il valore unitario iniziale (VUI) dei titoli della nuova Pac si calcola dividendo il valore dei pagamenti percepiti dall’agricoltore nel 2014 sulla superficie ammissibile del 2015, al proprietario saranno assegnati titoli con un VUI più basso del valore unitario nazionale (media nazionale e regionale). In base ai criteri della convergenza parziale, che mirano ad una maggior omogeneità del valore dei titoli a livello nazionale, dopo la riduzione del 2015 (per il passaggio al nuovo sistema di titoli) fino al 2019 il proprietario vedrà aumentare il valore dei propri pagamenti diretti.

      Gabriele Chiodini

  10. carlo

    Salve, se possibile, vorrei avere informazioni in ordine alla possibilità di poter intraprendere la conduzione di terreni agricoli ulivetati.
    Mi spiego, quale proprietario di cinque ettari di uliveto allo stato concesso in comodato d’uso, avendo deciso di essere posto in pensione quale impiegato, chiedo se posso intraprendere l’attività agricola conducendo direttamente i miei terreni e se potro’ godere degli incentivi alla produzione di olio di oliva. Sento parlare di titoli legati ad attività imprenditoriale agricola che non consentirebbero l’accesso a soggetti non esercenti l’attività agricola in via continuativa e prioritaria. Ringrazio anticipatamente chi mi vorrà dare chiarimenti.

    1. Luciano Boanini

      La conduzione dell’oliveto non è sicuramente un’attività agricole tra le più facili. Infatti l’olivo deve essere potato, adeguatamente concimato e trattato e poi è necessario provvedere alla raccolta delle olive che devono essere frante. Un’attività quindi in cui il costo delle prestazioni di opera è il più rilevante anche se parte delle operazioni di cui sopra possano essere meccanizzate. In queste tipiche attività il differenziale economico può essere dato soltanto dal diverso valore aggiunto in cui lei vende l’olio extravergine di oliva prodotto. In altri termini la diversità di costi tra un produttore e l’altro al massimo può aggirarsi nel 20-25% mentre i ricavi possono variare anche del 200%. Quindi lei prima di intraprendere un’attività imprenditoriale in questo settore valuti molto bene il mercato, il tipo di prodotto (il formato, la confezione, il capacità) e valuti il reddito realizzabile, poi strutturi la sua impresa.
      Quanto alla voce dei contributi debbo ridimensionare le sue aspettative: infatti l’incentivo alla produzione con la riforma della Pac è stato inserito nel PUA (Premio Unico aziendale) e quindi fa parte della Pac che annualmente viene corrisposta. Se Lei non ha alcuna contribuzione Pac in essere può verificare tramite un tecnico o un esperto di un’associazione di categoria la possibilità di accedere alla riserva Regionale (o Nazionale). Ma stiamo parlando di cifre molto modeste soprattutto dopo gli ultimi tagli alla politica agricola comunitaria.
      Nel quesito lei fa riferimento a contribuzioni che verrebbero o meno prestati in virtù della qualifica di agricoltore a tempo pieno. Se Lei è pensionato e quindi non ha altra attività lavorativa potrebbe continuare la contribuzione quale coltivatore diretto del fondo e quindi acquisire il titolo necessario per poter accedere alle misure di contribuzione dei Piani di sviluppo rurale o dei Por in essere. Non conoscendo da quale territorio ci scrive non posso scendere nel dettaglio ma le consiglio di verificare sul sito del dipartimento di agricoltura della sua Regione le agevolazioni e i bandi aperti in questo momento.

      Luciano Boanini

  11. luca

    ripropongo il messaggio postato il 6-6-15 che evidentemente nn era stato registrato aggiungendo una domanda che ritengo utile per tutti.

    sono un coltivatore diretto che possiede circa 43 ettari in zona montana superiore ai 600 metri.Di questi circa 10 sono seminativo il resto prato pascolo acquistati nel 2012.Ad oggi a causa di una vertenza legale ormai lunghissima col comune non ho potuto ricostruire l’abitazione aziendale con tutti i danni connessi ma sopratutto non ho nemmeno potuto avviare l’attività di allevamento essendo distante dall’azienda parecchi chilometri e ho dovuto optare per soluzioni momentanee.Sè già che la parte a pascolo subirà una decurtazione sui diritti attribuiti.Tuttavia essendo intenzionato a sviluppare l’attività di allevamento volevo sapere se posso acquisire i diritti mancanti su tale area o se la decurtazione non è sanabile.
    Volevo inoltre chiedervi lumi sul terzo punto dell’adeguamento dei contributi ovvero laddove si preveda una progressiva compensazione fra il vui e il 90% del valore medio al 2019.Tale valore va considerato in aggiunta a quello minimo a tale data (ovvero il 60% al 2019) o alternativo?Dal tenore della norma si direbbe aggiuntivo visto che si basa sulla media al 2019 e quindi nn computabile ante tale data
    Vi ringrazione per la risposta
    Luca

  12. nica campanelli

    Essendo proprietario di circa 10 ettari di terreno sui quali mia madre deteneva i titoli e presentava regolare domanda, ho acquistato detti titoli nel 2014 (= atto di acquisto di titoli senza terra), presentando a mio nome domanda di aiuti, che è stata regolarmente evasa. Lo scorso anno quindi ho ricevuto in pagamento diretto a mio nome la somma stabilita. Quest’anno, nel presentare la domanda presso il patronato di zona, mi hanno detto che occorreva una ricognizione preventiva, essendo stata presentata nel 2013 la domanda da mia madre e non da me. Tuttavia lei ed io stesso, nonostante fossi stato percettore diretto nel 2014, risultavamo sconosciuti al sistema. Ho presentato comunque nel termine la domanda ma non mi è stato chiarito se ho o meno diritto al pagamento. Ciò significa che perderò i titoli per sempre? Mi sembra francamente una macroscopica ingiustizia. Potreste aiutarmi a chiarire la situazione per cortesia? Grazie’.

    1. Angelo Frascarelli

      I titoli sono attribuiti agli agricoltori che presentano contemporaneamente tutte le seguenti quattro condizioni:
      1. che siano agricoltori attivi;
      2. dispongano di superfici ammissibili per una dimensione minima di 5000 metri quadrati;
      3. che presentino domanda di assegnazione dei titoli nel 2015;
      4. che abbiano avuto diritto a percepire pagamenti in relazione ad una domanda di aiuto presentata nel 2013.
      Pertanto, gli agricoltori ottengono l’assegnazione dei nuovi titoli, se hanno presentato una domanda di aiuto per il 2013.
      Il lettore non ha presentato una domanda di aiuto per il 2013, pertanto è escluso dall’assegnazione dei nuovi titoli.
      Ci si può domandare se il lettore possa invocare la successione anticipata, visto che la madre possiede il “requisito 2013” ovvero ha presentato una domanda di aiuto per il 2013.
      Ma anche questa possibilità è preclusa.
      Infatti il Reg. 639/2014 e la Circolare Agea n. ACIU.2015.236 del 14 maggio 2015 precisano che il “requisito 2013” può essere trasferito solo insieme all’azienda o parte di essa, e deve avere ad oggetto obbligatoriamente superfici ammissibili nel limite minimo di 5.000 metri quadrati.
      Nel caso in questione, l’azienda è già di proprietà del lettore (figlio), mentre che il “requisito 2013” è in capo alla madre che non può trasferirlo insieme alla terra. Se la terra fosse stata di proprietà della madre, la successione anticipata avrebbe risolto il problema.
      In sintesi, il lettore non ha i requisiti per l’assegnazione dei nuovi titoli.
      Si poteva risolvere questo problema in tre modi.
      La prima modalità era di fare una società semplice tra madre e figlio (prima del 15 maggio 2015), con un atto di fusione delle due ditte individuali, in modo che ognuno conferiva alla società i relativi diritti: la madre conferiva il “requisito 2013” e il figlio conferiva i “pagamenti percepiti” nel 2014.
      La seconda modalità era quella di acquisire il “requisito 2013” da un altro agricoltore, che possiede tale requisito, tramite un contratto di affitto di almeno 5.000 metri quadrati di superficie ammissibile. Infatti, il “requisito 2013” si può acquisire con la terra, ai sensi dell’art. 24, paragrafo 8, del Reg. 1307/2013. Anche questa possibilità andava perfezionata con un contratto di affitto prima del 15 maggio 2015.
      L’ultima modalità era quella di presentare una domanda alla riserva nazionale, se il lettore è un “giovane” o un “nuovo agricoltore”. Questa possibilità andava perseguita con la Domanda Unica, con scadenza al 15 giugno 2015.
      Al momento attuale (luglio 2015), non si intravvede alcuna soluzione; il lettore non ha i requisiti e pertanto è escluso dall’assegnazione dei nuovi titoli.

      Angelo Frascarelli

  13. Fabio Barbieri

    Vorrei sottoporre un quesito: Agricoltore morto a gennaio 2015, aveva presentato regolare DU nel 2013 e nel 2014, nel 2014 aveva percepito 6.000 € di aiuti diretti. Tramite ricognizione preventiva, successione mortis causa, è stato effettuato il passaggio del diritto e dell’importo alla moglie. Che requisiti deve avere per essere considerata agricoltore attivo? E’ sufficiente indicare in DU 2015 che non possiede P.Iva e che l’importo annuo dei pagamenti diretti ottenuti nel 2014 (che sarebbe quello ricevuto dal marito, cioè i 6.000 €) è pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole (lei percepisce solamente reddito da pensione)? Facendo solo questo inciderebbe sui Titoli ottenuti? Mi è stato detto (anche se non ho trovato alcun riscontro normativo) che così facendo potrebbe ottenere al massimo un importo di € 1.250 (a fronte di un importo indicativamente stimato in quasi 6.000 €). Oppure è necessario che apra una Partita Iva, ed eventualmente entro che data? Ed infine, nel caso non fosse necessaria l’apertura della P.Iva, se il suo importo continua ad essere oltre i 5.000 € (essendo in zona svantaggiata) sarà possibile continuare ad invocare anche nella DU 2016 e successive la deroga del “5%” oppure come dovrà comportarsi?
    Ringrazio anticipatamente chi vorrà aiutarmi a chiarire questi dubbi.

    1. Angelo Frascarelli

      Un agricoltore ha ben sei possibilità per dimostrare di essere agricoltore attivo:
      1. pagamenti diretti percepiti nell’anno precedente (2014) sotto una certa soglia di (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone);
      2. iscrizione all’INPS, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) o colono o mezzadro;
      3. titolari di partita IVA, attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014;
      4. proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente (2014) pari ad almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente (2014);
      5. importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente (2014);
      6. la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola.
      Se l’agricoltore non rientra in nessuna di queste casistiche, non è agricoltore attivo.
      L’agricoltore in questione (moglie del de cuius) percepisce solo un reddito da pensione, quindi dovrebbe rientrare in almeno due delle suddette fattispecie:
      – importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
      – proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente (2014) pari ad almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente.
      Quindi non avrà problemi a dimostrare di essere agricoltore attivo.
      Il lettore chiede un chiarimento in merito ad una delle sei possibilità di dimostrare l’agricoltore attivo: l’importo annuo dei pagamenti diretti è pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente (2014).
      A tal fine, si precisa quanto segue.
      L’importo dei pagamenti diretti corrisponde all’importo totale dei pagamenti diretti a cui l’agricoltore aveva diritto a norma del Reg. 73/2009 per il 2014, senza tener conto delle riduzioni ed esclusioni ai fini della condizionalità o dei recuperi.
      Se un agricoltore non ha presentato domanda di aiuto per i pagamenti diretti nel 2014 (è il caso del quesito), l’importo è calcolato con la media nazionale dei pagamenti diretti. Più precisamente, l’importo è ottenuto moltiplicando il numero di ettari ammissibili dichiarati dall’agricoltore nel 2015 per il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro nel 2014.
      Il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro è stabilito dividendo il massimale nazionale per il 2014 (Allegato VIII del Reg. 73/2009) per il numero totale di ettari ammissibili dichiarati per tale anno nello Stato membro.
      Il valore medio nazionale del sostegno diretto per ettaro è determinato da AGEA. Per l’Italia è circa di 320 euro/ha.
      La verifica dei proventi derivanti dallo svolgimento di attività non agricole è eseguita sulla base dei dati reddituali dichiarati dagli agricoltori e coerenti con quelli dichiarati ai fini fiscali. In altre parole, Agea prenderà in considerazione la denuncia dei redditi del richiedente.
      Se l’agricoltore rientra in questa fattispecie (importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente), non ha la necessità di possedere la Partita Iva. Pertanto, l’agricoltore in questione (moglie del de cuius) non necessita del possesso della Partita Iva.

      Angelo Frascarelli

  14. manaresi evro

    A novembre 2015 dovrei prendere in affitto 7ha di terreno, attualmente sono in affitto ad un altro agricoltore a cui
    sono intestati i titoli pac (terreno in affitto dal 2010 al 2o15). Come mi devo comportare per avere intestati a me i
    titoli pac, se ne posso avere diritto. Sono agricoltore dal 1990 con 14 ha di terreno ed ho presentato domanda
    pac regolarmente .
    distinti saluti e complimenti.

    1. Angelo Frascarelli

      I titoli sono stati assegnati agli agricoltori che hanno presentano una domanda di assegnazione entro il 15 giugno 2015.
      Il numero di titoli, assegnato ad ogni agricoltore, è pari agli ettari ammissibili che detiene alla data del 15 maggio 2015 (la data di possesso dei terreni non è stata prorogata al 15 giugno 2015).
      Nel caso in questione, pertanto, i titoli sono stati assegnati al vecchio affittuario (cioè a colui che aveva in affitto i terreni al 15 maggio 2015 e che ha presentato la domanda al 15 giugno 2015).
      Il titolo all’aiuto è un diritto soggettivo, configurabile come un diritto di proprietà che si può trasferire o alienare in tutte le forme consentite: successione, affitto, vendita, ecc.
      Un aspetto importante da sottolineare è il fatto che la proprietà del titolo è disgiunta dalla terra che lo ha generato; infatti i titoli possono essere utilizzati abbinandoli su qualsiasi particella di terreno, indipendentemente da quella che lo ha generato.
      Nel caso in questione, il vecchio affittuario non ha alcun obbligo di cedere i titoli al nuovo affittuario.
      Tuttavia, il vecchio affittuario può cedere i titoli – di sua spontanea volontà – al nuovo affittuario. In tal caso deve farlo con un atto di vendita di titoli senza terra.
      Infatti, ai sensi dell’art. 34 del Reg. 1307/2013, i titoli possono essere trasferiti da un agricoltore ad un altro agricoltore, purché il cessionario (ossia il ricevente) sia agricoltore attivo.
      I titoli possono essere trasferiti in qualsiasi momento dell’anno.
      La vendita dei titoli deve essere sempre effettuata mediante atto scritto e registrato.
      Il trasferimento dei titoli deve essere comunicato, da parte del cedente all’Organismo pagatore competente, producendo la documentazione richiesta. Il trasferimento viene comunicato, a sua volta, dall’Organismo pagatore ad Agea coordinamento per la convalida e il necessario aggiornamento del Registro nazionale dei titoli, entri i 5 giorni successivi.

      Angelo Frascarelli

    1. Luciano Boanini

      I requisiti per l’assegnazione dei “nuovi titoli”, nel 2015, sono tre:1) presentare una domanda di assegnazione di titoli (termine già scaduto); 2) essere agricoltore attivo; 3) aver presentato una domanda di aiuto per il 2013. A partire dall’anno 2015 potranno presentare domanda della Pac, per un importo superiore ai 1.250 Euro di contributo, solo i soggetti in possesso dei requisiti necessari per essere considerati dall’art. 9 del Reg. Ue 1307/2013 agricoltori “attivi” e cioè:
      1) soggetti iscritti all’lnps gestione agricola sia come coltivatori diretti che come imprenditori agricoli
      professionali ;
      2) soggetti con partita Iva agricola e presentazione dichiarazione Iva (tenuta contabilità) anche se
      soggetti con volume d’affari Iva inferiore a 7.000 Euro annui.
      Il requisito da Lei indicato (Registro imprese detenuto dalle Cciaa) non è espressamente previsto nella normativa Pac ma è comunque obbligatorio per le aziende agricole con volume di affari superiore e 7.000 Euro annui e comunque se si svolgono attività per le quali è obbligatorio.
      Luciano Boanini

  15. saverio

    Premetto che sono socio di una società agricola semplice (da ormai tantissimi anni) e che con tale società è stata presentata nei termini la domanda PAC 2015.
    Come sapete, ad oggi i titoli PAC non sono ancora stati assegnati (e non si sa quando lo saranno).
    Ora la società di cui sopra, per problematiche tra soci, sarà scissa in modo che entrambe le società di nuova formazione non vedano, tra le altre, andare perduti i titoli PAC che saranno assegnati a seguito della domanda 2015.
    Alla luce di quanto sopra riportato, la mia domanda è la seguente: si può fare la scissione (che deve necessariamente essere fatto entro novembre) anche se le PAC 2015 non sono state ancora assegnate? bisognerà prevedere un articolo specifico all’interno dell’atto di scissione in merito ad un assegnazione PAC tardiva?
    Un saluto

    1. Angelo Frascarelli

      Dopo la formulazione del quesito da parte del lettore, è intervenuta una novità: il 5 ottobre 2015, Agea ha comunicato ad ogni agricoltore il portafoglio provvisorio dei titoli.
      I titoli provvisori sono stati attribuiti:
      1. sulla base delle superfici dichiarate in domanda unica 2015;
      2. in favore di tutti i titolari di domanda unica, indipendentemente dal possesso del requisito di agricoltore attivo;
      3. al lordo delle eventuali decurtazioni dovute all’applicazione del “guadagno insperato”.
      La comunicazione dei titoli provvisori rende più agevole il trasferimento dei titoli, anche se il processo di assegnazione definitiva dei titoli non è ancora completo.
      Procediamo con ordine.
      I titoli possono essere trasferiti da un agricoltore ad un altro in varie forme: successione, fusione, scissione, affitto, compravendita.
      In tutti i casi, il trasferimento può essere totale (tutti i titoli nel portafoglio) o parziale (un numero limitato di titoli).
      Il lettore, quindi, può tranquillamente effettuare oggi le operazioni di scioglimento della società, con un atto di scissione che riporta l’indicazione del trasferimento dei titoli ai soci. Infatti, ai sensi dell’art. 34 del Reg. 1307/2013, i titoli possono essere trasferiti da un agricoltore ad un altro agricoltore, purché il cessionario (ossia il ricevente) sia agricoltore attivo.
      I titoli possono essere trasferiti in qualsiasi momento dell’anno. L’atto di scissione deve essere sempre effettuato mediante atto scritto e registrato.
      Il trasferimento dei titoli deve essere comunicato all’Organismo pagatore competente, producendo la documentazione richiesta (in particolare l’atto di scissione). Il trasferimento viene comunicato, a sua volta, dall’Organismo pagatore ad “Agea coordinamento” per la convalida e il necessario aggiornamento del Registro nazionale dei titoli, entri i 5 giorni successivi.
      L’unico problema è che, al momento attuale (ottobre 2015), i titoli sono ancora provvisori e presentano diverse omissioni di calcolo: accesso alla riserva nazionale, calcolo dei titoli speciali, esito controlli amministrativi, ecc.
      Per questa ragione, Agea – con Circolare n. ACUI.2015.435 del 5 ottobre 2015 – ha precisato che i titoli calcolati e assegnati sono provvisori, in quanto possono essere soggetti a variazione nel numero e/o nel valore, all’esito dei controlli previsti dalla normativa regolamentare e nazionale ancora in corso.
      Ai sensi dell’art. 18 del Reg. 639/2014, i titoli definitivi saranno calcolati entro il 1° aprile 2016.
      Conseguentemente, qualora i titoli provvisori siano oggetto di atto di trasferimento, Agea non si assume la responsabilità se il numero e il valore dei titoli potrà subire della variazioni entro il 1° aprile 2016.
      Inoltre, la presenza di anomalie in capo all’agricoltore cedente (nel nostro caso è la società), segnalata da un apposito indicatore nel registro dei titoli provvisori (rilevabile su http://www.sian.it), è ostativa del trasferimento dei titoli provvisori assegnati.
      In conclusione, la società può effettuare le operazioni di scissione e comunicare il trasferimento dei titoli provvisori dalla società ai soci, sotto forma di scissione, ad eccezione del caso in cui i titoli provvisori della società presentino un’anomalia.
      Si consigli di precisare nell’atto di scissione che il valore dei titoli è provvisorio e il cedente (la società) e i cessionari (i soci) sono consapevoli che i titoli potrebbero variare nel numero e/o nel valore, in fase di calcolo e di assegnazione dei titoli definitivi entro il 1° aprile 2016.

      Angelo Frascarelli

  16. Anna

    Mia madre ha presentato domanda Unica il 25 Marzo 2013 ai fini dell’erogazione contributo-grano, decedeva il 03 maggio 2013. Il sindacato ha inviato la sua domanda all’Agea proprio il giorno della sua morte, dal Coordinamento Agea mi viene detto che non si può procedere al pagamento della domanda poiché la stessa è stata inviata dopo il decesso del richiedente l’aiuto. Il sindacato sostiene che ha inviato la domanda nei tempi il 03/05/2013 e cioè entro i termini previsti cioè il 15/05/2013, ma la domanda la mia mamma l’aveva sottoscritta il 25/03/2013, chi è responsabile?

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      È indispensabile premettere che le procedure dettate dall’Area coordinamento di Agea, in applicazione delle disposizioni regolamentari a livello comunitario, impongono che il Caa – centro di assistenza in agricoltura –, al quale il produttore ha conferito mandato per la presentazione di una domanda unica di pagamento, acquisisca preventivamente la firma della singola domanda e solo successivamente provveda al rilascio informatico della stessa.
      Su tale doverosa premessa, può dirsi oggi consolidato l’orientamento inteso a ritenere giuridicamente “inesistente”, e quindi non utilmente liquidabile da parte del singolo organismo pagatore, la domanda priva di sottoscrizione.
      Deve tuttavia rilevarsi che l’invio da parte del Caa della domanda priva di sottoscrizione non appare aver determinato in via diretta una condizione di pregiudizio per il produttore e per i suoi eredi i quali, successivamente al decesso dell’intestataria della domanda, avvenuto il 3 maggio 2013, avrebbero dovuto informare della circostanza il Caa e procedere entro il termine ultimo di presentazione (15 maggio 2013) alla regolarizzazione della stessa evidenziando, ove del caso, la sussistenza di una evidente causa di forza maggiore data, appunto, dal decesso dell’originaria intestataria.
      Per completezza si vuole porre in evidenza che, sulla base delle disposizioni vigenti, il termine ultimo per la chiusura del procedimento amministrativo nella fattispecie risultava fissato al 30 giugno 2014 ma, da quanto è dato comprendere sulla base degli elementi forniti, gli eredi sembrerebbero rimasti totalmente inerti.
      Dal tenore del quesito è inoltre ragionevole ritenere che la madre del nostro lettore abbia sottoscritto il mandato al Caa per la presentazione della domanda ma non la domanda stessa quale decisiva circostanza che non appare configurare, come detto, una diretta responsabilità del Caa anche in ragione della totale inerzia degli eredi.
      Fabio Giuseppe Lucchesi

    1. Angelo Frascarelli

      I titoli della Pac 2015-2020 sono stati assegnati agli agricoltori attivi sulla base della superficie ammissibile, in possesso da ogni agricoltore il 15 maggio 2015.
      Il numero dei titoli assegnati è pari al numero di ettari ammissibili al 15 maggio 2015.
      Si sottolinea che la prima e unica assegnazione dei nuovi titoli è avvenuta solamente il 15 maggio 2015. Dopo la prima assegnazione nel 2015, gli anni successivi l’agricoltore potrà avere nuovi titoli solo in due modalità:
      – trasferimento: affitto o compravendita di titoli (in qualunque anno);
      – assegnazione dalla riserva nazionale (in qualunque anno).
      Il lettore intende acquistare altri ettari di terra.
      Una modalità per avere i titoli è di acquistare sia la terra sia i relativi titoli. Tuttavia è da precisare che il venditore potrebbe non disporre dei titoli e, comunque, non è obbligato a vendere i titoli insieme alla terra.
      Il lettore potrebbe anche acquistare la terra da un agricoltore e i titoli da un altro agricoltore.
      L’acquisto dei titoli è possibile a valere dalla Domanda Unica 2016; infatti, ai sensi dell’art. 34 del Reg. 1307/2013, i titoli possono essere trasferiti da un agricoltore ad un altro agricoltore, purché l’acquirente sia agricoltore attivo. I titoli possono essere trasferiti in qualsiasi momento dell’anno.
      Un’altra modalità per ottenere i titoli è di presentare domanda di accesso alla riserva nazionale. Questa strada è possibile solamente se il lettore rientra nella categoria dei “giovani agricoltori” o dei “nuovi agricoltori” (vedi Terra e Vita n. 24/2015).

      Angelo Frascarelli

  17. fiorina

    Buonasera. Per motivi di salute, non ho potuto presentare domanda pac 2015, pur avendone diritto. Ho la possibilità di presentarla nel 2016 o mi sono preclusa qualsiasi chance fino al 2020?
    Grazie
    Fiorina

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      In primo luogo sarebbe opportuno conoscere le motivazioni concrete che hanno impedito al nostro lettore di presentare la domanda di aiuto, nonché le cause e la durata dei motivi di salute nonché se della circostanza sia stata tempestivamente informato il competente Caa in considerazione del grave pregiudizio determinato dalla mancata presentazione della domanda.
      Ciò premesso è appena il caso di precisare in via pregiudiziale che a far data dal 31 dicembre 2014 i titoli relativi alla programmazione 2007 / 2014 sono stati definitivamente ritirati dal relativo registro titoli detenuto da Agea.
      Con circolare. UMU.2015. del 5 giugno 2015 l’Agea ha quindi fissato al 10 luglio 2015 il termine ultimo per la presentazione delle domande uniche di pagamento e per la fissazione dei nuovi titoli disponendo espressamente che eventuali domande pervenute oltre tale termine sono da considerarsi irricevibili.
      La mancata presentazione della domanda non consente quindi la fissazione dei titoli relativi alla programmazione 2015 / 2020 con conseguente impossibilità di presentare ulteriori domande di premio.
      Laddove la questione non possa rientrare nelle ipotesi di c.d. forza maggiore non ritengo agevole per il nostro lettore poter avanzare eventuali tardive richieste di fissazione dei titoli.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

  18. bruno

    salve
    io ho una domanda pac con premio di 1781 euro nel 2014.
    Sono studente universitario quindi non ho alcun altro introito o reddito.
    Mi sono recato a maggio 2015 per fare la domanda al mio CAA e mi è stato detto che potevo o aprire partita iva oppure partecipare al regime piccolo agricoltore.
    Ho scelto di aderire al piccolo agricoltore.
    in questi giorni il CAA mi ha chiamato dicendomi che avevano sbagliato per essere agricoltore attivo e per pagarmi il premio 2015 sono obbligato ad aprire partita iva, addirittura retroattiva.
    Così ho deciso di informarmi un pò da me leggendo ed ho visto l’opzione del superare il 5% delle entrate da attività non agricole anche se non ho partita iva.

    Io risulto ancora in famiglia e quindi personalmente non ho alcun reddito.
    volevo capire se secondo voi sono obbligato ad aprire questa benedetta partita iva perchè ho capito male o anche se non ho partita iva posso essere pagato???

    1. Angelo Frascarelli

      Il presente quesito è quasi identico a quello precedente e valgono le stesse conclusioni.
      Il lettore può utilizzare la deroga “l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nel 2014”, senza essere obbligato ad aprire la Partita Iva.
      L’utilizzo della deroga è valida anche per gli anni successivi al 2015.
      Inoltre va sottolineato che l’apertura retroattiva della Partita Iva non avrebbe risolto il problema. Infatti, il Decreto ministeriale n. 6513 del 18 novembre 2014 e successive modificazioni prevede che la Partita Iva doveva essere attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014.
      L’apertura “retroattiva” viene rilevata facilmente da Agea (tramite sistemi informatici) e non risolve il problema.

      Angelo Frascarelli

  19. bruno

    salve io sono studente universitario…..ho un premio in titoli di 1700 euro in zona non svantaggiata….sono obbligato ad avere partita iva???? avevo letto che si poteva utilizzare la deroga del minimo 5% delle attività agricole rispetto alle altre attività. Ma non avendo altre attività e non facendo modelli unici o 730 cosa potrebbero usare come riferimento?
    fatemi sapere per piacere una soluzione perchè rischio di perdere il mio premio dato che la mia associazione non riesce a darmi informazioni utili

    1. Angelo Frascarelli

      Il quesito riguarda il requisito di “agricoltore attivo”, senza il quale l’agricoltore non può ricevere l’assegnazione dei titoli e non può ottenere il pagamento degli aiuti comunitari.
      Il lettore può certamente utilizzare la deroga, senza essere obbligato ad avere la Partita Iva. Inoltre non deve preoccuparsi se non ha presentato la denuncia dei redditi. Se il lettore non ha altri redditi extra-agricoli, rientra nella definizione di “agricoltore attivo”.
      Per chiarire i termini della risposta, illustriamo gli elementi della normativa di riferimento.
      Il Reg. 1307/2013 (art. 9) prevede che non vengano concessi pagamenti diretti a beneficiari che non siano “agricoltori attivi”.
      L’agricoltore può dimostrare di essere “attivo” se rientra in una delle seguenti sei fattispecie:
      1. agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone); se un agricoltore non ha presentato domanda di aiuto per i pagamenti diretti nell’anno precedente, l’importo è ottenuto moltiplicando gli ettari ammissibili per il pagamento medio nazionale nell’anno precedente;
      2. iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro;
      3. titolari di partita Iva attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, anche la dichiarazione annuale dell’Iva;
      4. i proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente;
      5. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
      6. l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola nell’oggetto sociale nel registro delle imprese o, nel caso di una persona fisica, esista una prova equivalente.
      Il lettore (studente universitario) non ha redditi extra-agricoli, per cui rientra in due deroghe:
      • i proventi totali ottenuti da attività agricole nel 2014 rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nel 2014;
      • l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nel 2014.
      Il lettore pertanto può dimostrare di essere “agricoltore attivo”.
      Ai fini della verifica dell’importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole, la Circolare Agea n. 140 del 20 marzo 2015 precisa quanto segue.
      Per il 2015, l’importo dei pagamenti diretti corrisponde all’importo totale dei pagamenti diretti a cui l’agricoltore aveva diritto a norma del Reg. 73/2009 per il 2014, senza tener conto delle riduzioni ed esclusioni ai fini della condizionalità o dei recuperi.
      Dal 2016, si considera l’importo dei pagamenti diretti ai sensi del Reg. 1307/2013.
      Se un agricoltore non ha presentato domanda di aiuto per i pagamenti diretti nel 2014, l’importo è calcolato con la media nazionale dei pagamenti diretti.
      L’art. 1, comma 4, del Decreto ministeriale n. 1420 del 26 febbraio 2015 dispone che la verifica e la validazione del requisito di agricoltore attivo è affidata ad Agea.
      La Circolare Agea n. 140 del 20 marzo 2015 prevede che la verifica della qualifica di “agricoltore attivo” è eseguita da Agea, ove possibile, in via informatica sulla base dei dati informatizzati disponibili, utilizzando a tal fine sia i dati presenti nel Sian sia quelli di competenza di altre pubbliche amministrazioni (Inps, Agenzia delle Entrate, Sistema delle Camere di Commercio o altre) e resi disponibili attraverso specifici interscambi informatici.
      Nei soli casi residuali per i quali l’agricoltore non risulti “agricoltore attivo” a seguito della verifica informatica svolta da Agea ed intenda provare detta qualifica, deve presentare all’Organismo pagatore competente un’idonea documentazione attestante l’esistenza dei requisiti richiesti dalla vigente normativa.
      In caso di esito positivo dell’istruttoria, l’Organismo pagatore comunica ad Agea, l’esistenza della qualifica di “agricoltore attivo” in capo all’interessato unitamente all’indicazione della specifica fattispecie in base alla quale è stata riconosciuta.
      Alla luce di quanto illustrato, la verifica dei proventi derivanti dallo svolgimento di attività non agricole è eseguita da Agea sulla base dei dati reddituali dichiarati dagli agricoltori e coerenti con quelli dichiarati ai fini fiscali. In altre parole, Agea prenderà in considerazione la denuncia dei redditi del richiedente.
      Se il richiedente non ha presentato la denuncia dei redditi, significa che il suo reddito è pari a zero; quindi rientra tranquillamente nella deroga.

      Angelo Frascarelli

  20. mamanonmama

    Vorrei porre un quesito:
    un agricoltore con Partita IVA che ha ottenuto un titolo complessivo pari a €2000, quindi superiore ai fatidici €1250, ma che nell’anno solare ha esclusivamente un reddito agricolo (in seguito alla vendita dei prodotti agricoli) pari a €3000, perchè deve essere obbligato a presentare dichiarazione IRAP e IVA??
    Visto che la Camera di Commercio impone l’iscrizione solo alle aziende che superano i €7000, non è un controsenso?

    Inoltre la dichiarazione 2016 dovrebbe essere fatta con i redditi del 2015, ma se la circolare è uscita a marzo, si può fare un’iscrizione retroattiva alla camera di commercio? e le autofatture già emesse che fine fanno??

    Ho bisogno di chiarezza, perchè davvero non ci sto capendo più nulla. Grazie, Marghe

    1. Angelo Frascarelli

      Il lettore ha ben ragione quando dice che non ci sta capendo più nulla.
      Le norme nazionali sull’agricoltore attivo sono il frutto di un cervellotico compromesso tra Ministro, Assessori regionali e organizzazioni agricole, che ha prodotto una definizione di “agricoltore attivo” contorta, complicata e, complessivamente, inutile.
      Di fatto, gli esclusi sono pochissimi (o quasi nessuno), ad eccezione degli Enti pubblici che ricadono nella black list. Alla fine, la norma non escluderà quasi nessun agricoltore, ma ha complicato la vita a tutti (CAA, Agea, agricoltori).
      Ritorniamo al quesito.
      Il lettore dichiara di avere una Partiva Iva attiva in campo agricolo, aperta prima del 1° agosto 2014, quindi è “agricoltore attivo” nel 2015.
      Ma il problema sorge nella definizione di “agricoltore attivo” nel 2016. Infatti, nel 2016, il lettore deve possedere due requisiti:
      – la Partiva Iva aperta prima del 1° agosto 2014;
      – la dichiarazione annuale dell’Iva, che implica la tenuta della contabilità Iva nel 2015 e l’iscrizione alla Camera di Commercio.
      Per rispettare il requisito di “agricoltore attivo”, ai fini della Pac, il lettore deve rinunciare al regime di esonero, anche se la normativa fiscale prevede diversamente.
      C’è un modo di evitare la tenuta della contabilità Iva nel 2015 e l’iscrizione alla Camera di Commercio? Si. Ma per rispondere a questa domanda, occorre richiamare le sei fattispecie con cui l’agricoltore può dimostrare di essere “attivo”:
      1. agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone);
      2. iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro;
      3. titolari di partita Iva attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, anche la dichiarazione annuale dell’Iva;
      a queste tre fattispecie, aggiungono le seguenti tre deroghe che hanno la stessa efficacia:
      4. i proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente;
      5. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
      6. l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola nell’oggetto sociale nel registro delle imprese o, nel caso di una persona fisica, esista una prova equivalente.
      Il lettore, nel 2015, ha utilizzato la fattispecie n. 3; però dal 2016 la fattispecie n. 3 richiede la dichiarazione annuale dell’Iva, quindi la tenuta della contabilità Iva nel 2015 e l’iscrizione alla Camera di Commercio.
      Va visto se il lettore rientra in altre fattispecie, in particolare la fattispecie n. 5: l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente.
      L’agricoltore può utilizzare una delle sei fattispecie, anche cambiando anno per anno.
      In conclusione, il lettore può evitare la tenuta della contabilità Iva nel 2015 e l’iscrizione alla Camera di Commercio se dimostra il possesso di rientrare in almeno una delle tre deroghe.
      Altrimenti non ha alternativa alla tenuta della contabilità Iva nel 2015 e all’iscrizione immediata alla Camera di Commercio, al fine di poter disporre della dichiarazione annuale dell’Iva nel 2016.

      Angelo Frascarelli

      1. Leonardo

        Per tutti quelli che invece hanno iniziato attività agricola con relativa apertura di partita IVA ed iscrizione alla Camera di Commercio nel 2015, regolare contratto di affitto e cessione quote da chi ha cessato nel 2014. ad oggi non hanno potuto ricevere l’acconto PAC in quando vi è anomalia di agricoltore non attivo alla data di presentazione della domanda, potreste darmi delle indicazioni in merito.
        Grazie

        1. Angelo Frascarelli

          Il lettore pone il caso di un agricoltore che si trova in questa situazione:
          – ha iniziato l’attività agricola nel 2015;
          – ha acquisito i “diritti Pac” tramite un contratto di cessione di terra e relativi “diritti” da un agricoltore che ha cessato l’attività nel 2014;
          – ha presentato la domanda di assegnazione dei “diritti Pac” e la domanda di pagamento nel 2015;
          – ha aperto la partita Iva e ha effettuato l’iscrizione alla Camera di Commercio nel 2015.
          Il lettore afferma che l’agricoltore non ha ricevuto l’anticipo del 70% dei pagamenti diretti, in quanto Agea segnala un’anomalia relativa ad “agricoltore non attivo”.
          Il problema sussiste poiché l’apertura della partita Iva dopo il 1° agosto 2014 equivale all’assenza della partita Iva, ai fini della dimostrazione del requisito di “agricoltore attivo”.
          Ricordiamo, tuttavia, che l’agricoltore può utilizzare sei fattispecie per dimostrare di essere “attivo”:
          1. agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone);
          2. iscrizione all’INPS, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) o colono o mezzadro;
          3. titolari di partita IVA attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, anche la dichiarazione annuale dell’IVA;
          a queste tre fattispecie, aggiungono le seguenti tre deroghe che hanno la stessa efficacia:
          4. i proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente;
          5. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
          6. l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola nell’oggetto sociale nel registro delle imprese o, nel caso di una persona fisica, esista una prova equivalente.
          L’agricoltore non ha la partita Iva aperta prima del 1° agosto 2014 (fattispecie 3); se non è iscritto all’Inps (fattispecie 2) e i suoi pagamenti sono superiori alla soglia (fattispecie 1), deve necessariamente ricorrere ad una delle tre deroghe.
          In particolare si segnala la fattispecie n. 5, che è la più accessibile: l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente.
          Ai fini della verifica dell’importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole, la Circolare Agea n. 140 del 20 marzo 2015 precisa quanto segue. Per il 2015, l’importo dei pagamenti diretti corrisponde all’importo totale dei pagamenti diretti a cui l’agricoltore aveva diritto a norma del Reg. 73/2009 per il 2014, senza tener conto delle riduzioni ed esclusioni ai fini della condizionalità o dei recuperi. Se un agricoltore non ha presentato domanda di aiuto per i pagamenti diretti nel 2014, l’importo è calcolato con la media nazionale dei pagamenti diretti.
          I proventi ottenuti da attività non agricole sono rilevati dalle dichiarazioni dell’agricoltore ai fini fiscali.
          Cosa deve fare il lettore che ha riscontrato un’anomalia relativa ad “agricoltore non attivo”.
          L’art. 1, comma 4, del Decreto ministeriale n. 1420 del 26 febbraio 2015 dispone che la verifica e la validazione del requisito di agricoltore attivo è affidata ad Agea.
          La Circolare Agea n. 140 del 20 marzo 2015 prevede che la verifica della qualifica di “agricoltore attivo” è eseguita da Agea, sulla base dei dati informatizzati disponibili presso altre pubbliche amministrazioni (INPS, Agenzia delle Entrate, Sistema delle Camere di Commercio o altre).
          Nei soli casi residuali per i quali l’agricoltore non risulti “agricoltore attivo” a seguito della verifica informatica svolta da Agea ed intenda provare detta qualifica, deve presentare all’Organismo pagatore competente un’idonea documentazione attestante l’esistenza dei requisiti richiesti dalla vigente normativa.
          In caso di esito positivo dell’istruttoria, l’Organismo pagatore comunica ad Agea, l’esistenza della qualifica di “agricoltore attivo” in capo all’interessato unitamente all’indicazione della specifica fattispecie in base alla quale è stata riconosciuta.
          In conclusione, il lettore deve presentare all’Organismo pagatore competente un’idonea documentazione che dimostri i requisiti dell’agricoltore attivo tramite una delle tre deroghe, in quanto – come già detto – l’apertura della partita Iva dopo il 1° agosto 2014 equivale all’assenza della partita Iva.

          Angelo Frascarelli

  21. leonardo

    salve in prossimità di acquisto di circa 4 ettari di terreno a seminativo volevo sapere come fare per avere trasferiti anche i titoli.
    Sono gia in possesso di altri terreni e annualmente presento al dichiarazione agea

    1. Angelo Frascarelli

      Il lettore può acquistare la terra con i relativi titoli, se il venditore è disponibile a cedere i titoli oltre la terra. Precisiamo che il venditore non è obbligato a vendere i titoli insieme alla terra o, addirittura, potrebbe vendere la terra ad un agricoltore e i titoli ad un altro agricoltore.
      Rimaniamo nell’ipotesi che il venditore ceda la terra insieme ai titoli.
      A decorrere dalla campagna 2016, ai sensi dell’art. 34 del Reg. 1307/2013, i titoli possono essere trasferiti da un agricoltore ad un altro agricoltore, purché il cessionario (acquirente) sia agricoltore attivo.
      I titoli possono essere trasferiti in qualsiasi momento dell’anno.
      La vendita dei titoli deve essere sempre effettuata mediante atto scritto e registrato.
      I trasferimenti devono essere comunicati, da parte del cedente all’Organismo pagatore competente entro 10 giorni dalla sottoscrizione, producendo la documentazione richiesta. Il trasferimento viene comunicato, a sua volta, dall’Organismo pagatore ad Agea coordinamento per la convalida e il necessario aggiornamento del Registro nazionale dei titoli, entri i 5 giorni successivi.
      I trasferimenti dei titoli presentano alcuni elementi di incertezza fino al calcolo dei titoli definitivi, che avverrà al 1° aprile 2016. Tuttavia il problema è risolvibile.
      Nell’atto di compravendita va indicato il numero e il valore dei titoli provvisori con una clausola che informa il venditore e l’acquirente sul fatto che il valore dei titoli potrebbe cambiare con il calcolo definitivo.

      Angelo Frascarelli

  22. Francesco Napoli

    Vorrei intraprendere la gestione di un azienda agricola ma non sono molto addentrato nella materia, pertanto vi chiedo alcune delucidazioni e precisamente:
    – volendo acquistare un terreno seminativo e trasformarlo in uliveto, dato che le caratteristiche del terreno lo permettono, esistono dei finanziamenti per nuovi impianti?
    – se i terreni acquistati oggi non hanno nessun contributo (pac) è possibile fare domanda per accedervi?
    Grazie per le risposte ed eventuali consigli utili

    1. Luciano Boanini

      Non sapendo da dove ci scrive (per questioni di privacy) è difficile dirle nella sua zona quali tipi di pratiche di finanziamento o di contribuzione sono attive per l’acquisto e l’impianto di oliveti. Non conosciamo neppure la sua età e quindi non sappiamo se è possibile per lei ottenere dei contributi per gli imprenditori agricoli under 40. Quindi per rispondere concretamente alla sua prima domanda le consiglio di contattare un’associazione di categoria che operi nella zona in cui c’è il terreno oppure di contattare il servizio Regionale dell’Assessorato all’attività agricola (molte regioni sul proprio sito internet hanno una pagina dedicata alle misure di finanziamento attive) nonché l’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo).
      Per la seconda domanda le facciamo presente che è possibile ottenere dei contributi (Pac) per i terreni che non sono iscritti ricorrendo al bacino Regionale (sempre che nella sua Regione vi siano delle risorse). Per questo le consiglio di prendere contatto con professionisti (agronomi o periti agrari ecc.) che operano nella zona in cui sono collocati i terreni o sentire un esperto di un’associazione di categoria che saprà consigliarle la procedura più corretta.

      Luciano Boanini

  23. Camillo Picchiotti

    Sono in posesso con le mie sorelle di un terreno in comune di Fabro(TR) precedentemente affittato da tempto a terzizta. Il contratto di affitto si è interrotto concordemente nel gennaio 2014 e nel mese di marzo 2014 ho ptovveduto a riqcquistari i titoli per accedere alla PAC. Tutto regolarmente registrato il 21 marzo 2014.
    Ho quindi provveduto a riaffittare il terreno ad altro terzista unitamente alle relative quote. SAd oggi il terzista non ha potuto ancora accedere ai finanziamenti europei in quanto risultano inutilizzabili per un’indagine della finanza di cui non capisco le finalità. fatto sta che io sono in possesso di quote ma come se non ce le avessi e naturalmente l’affittuario non mi può pagare il compenso prevsto.
    Cosa devo fare?
    Camillo Picchiotti Roma

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      Nell’anno 2013 la Guardia di Finanza ha intrapreso una indagine a livello nazionale denominata “Operazione Bonifica” volta, tra l’altro, a verificare la ritualità degli atti di trasferimento dei titoli Pac tra privati nonché di quelli acquisiti dalla c.d. riserva nazionale.
      In tutti i casi in cui gli operanti hanno individuato possibili criticità l’area coordinamento di Agea ha disposto la sospensione delle relative erogazioni fino alla definizione dei relativi controlli.
      Dal tenore del quesito sembrerebbe che l’accertamento in corso possa essere riferibile alla effettiva regolarità dell’uso dei titoli da parte del venditore e, verosimilmente, alla legittimità dei titoli di conduzione da questi esposti nelle precedenti domande uniche di pagamento che hanno determinato il temporaneo “blocco” del relativo trasferimento.
      È quindi indispensabile verificare preventivamente presso il competente centro di assistenza agricola, ovvero in via diretta presso l’O.P., l’intervenuta adozione di un provvedimento formale di sospensione anche al fine di poter eventualmente documentare presso la competente tenenza della Guardia di Finanza incaricata la legittimità della relativa compravendita.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

  24. GIUSEPPE

    SALVE MI HANNO ASSEGNATO 21 ETTARI AMMISSIBILI IN ZONA SVANTAGGIATA IN SARDEGNA X UN TOTALE DI 932 EURO DI DOMANDA UNICA ,CHE IMPORTO DOVREI PERCEPIRE DEL GREENING ? GRAZIE .

    1. Angelo Frascarelli

      Il lettore ha ricevuto l’assegnazione di 21 titoli del pagamento di base, che rappresenta uno dei pagamenti a cui ha diritto l’agricoltore.
      Oltre al pagamento di base, il lettore potrà accedere al pagamento greening, che è pari al 50,16% del pagamento di base. In altre parole, il pagamento greening si ottiene moltiplicando il pagamento di base per 0,5016.
      Nel caso posto dal lettore, se il pagamento di base è di 932 euro, il pagamento greening è pari a 467,49 euro.
      Se il lettore è anche “giovane agricoltore”, potrà percepire il pagamento per i giovani agricoltori, pari al 25% del pagamento di base.

      Angelo Frascarelli

  25. Dino

    Buongiorno.
    Sono dipendente della Pubblica Amministrazione e a seguito della scomparsa di mio padre (avvenuta nel febbraio 2015) mi sono dovuto occupare di gestire, tra l’altro, anche i titoli PAC a lui intestati e a me adesso trasferiti mortis causa. Preciso che nel 2009 mi fu fatta regolare donazione dei terreni che avevano originato tali titoli, ma non i titoli stessi che sono stati incassati sempre da mio padre senza soluzione di continuità sino al 2014 (parliamo di un importo abbondantemente inferiore ai 1.250 euro, credo circa 700 euro). Visto che sono diventato titolare di questi titoli, quest’anno mi è stato consigliato di fare io la relativa domanda PAC (fatta in ritardo ma comunque entro il 10.7.2015) pur non avendo partita IVA e nessuna iscrizione ad albi agricoli o cose del genere, altrimenti li avrei persi definitivamente.
    La mia domanda è questa: innanzitutto volevo sapere, per mia tranquillità, se è stato corretto fare tale domanda visto che non sono un coltivatore diretto o agricoltore in genere. Poi vorrei dei consigli su come comportarmi per il 2016, premettendo che avrei intenzione di dare in affitto i terreni senza i titoli a partire da gennaio 2016 per una durata di 5 anni, cioè se posso continuare a fare la domanda di rimborso senza aprire partita IVA o altro, oppure conviene inserire nel contratto di affitto anche i titoli – in questo caso credo che verrebbero utilizzati dall’affittuario essendo un agricoltore – giusto per non perderne il diritto una volta scaduto il contratto di affitto e rientrati nella mia disponibilità
    Grazie.

    1. Angelo Frascarelli

      Il lettore è un “agricoltore”, secondo la definizione di “agricoltore” dell’art. 4, Reg. 1307/2013: persona fisica o giuridica, che esercita un’attività agricola di produzione, allevamento o coltivazione di prodotti agricoli. L’attività agricola può consistere anche nel semplice “mantenimento della superficie agricola in uno stato idoneo”, svolgendo un’attività minima, che consiste in almeno un’operazione colturale su tale superficie agricola.
      In sintesi, un dipendente della Pubblica Amministrazione è “agricoltore”, se svolge un’attività agricola, anche in forma part-time.
      Tuttavia, il Reg. 1307/2013 (art. 9) prevede che gli aiuti comunitari 2015-2020 sono percepiti dai soggetti che rivestono la qualifica di “agricoltore attivo”. Quindi non è sufficiente essere “agricoltore”, ma bisogna essere “agricoltore attivo”.
      Il lettore è un “agricoltore attivo”. Infatti l’individuazione dell’agricoltore attivo è verificata se il soggetto possiede almeno uno dei seguenti sei requisiti:
      1) agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti;
      2) iscrizione all’INPS;
      3) titolari di partita IVA attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale IVA;
      4) l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno fiscale più recente per cui tali prove siano disponibili;
      5) le sue attività agricole non sono insignificanti;
      6) la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola.
      In base al primo requisito, l’agricoltore è “attivo” se nell’anno precedente ha percepito pagamenti diretti di ammontare inferiore a:
      – 5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate;
      – 1.250 euro nelle altre zone.
      Il lettore non ha percepito pagamenti diretti nell’anno precedente (2014); in tal caso, la normativa prevede che l’importo è ottenuto moltiplicando il numero di ettari ammissibili dichiarati dall’agricoltore nel 2015 per il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro nel 2014.
      Il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro nel 2014 è stato calcolato da Agea, pari a 397,15 euro/ha (Circolare Agea n. ACIU.2015.428 del 29 settembre 2015).
      Il lettore deve moltiplicare gli ettari dichiarati nel 2015 per 397,15 euro/ha; se l’importo risultante è inferiore a 5.000 euro in zone montane e svantaggiate o 1.250 euro in altre zone, è automaticamente “agricoltore attivo”.
      Da quanto si evince dal quesito, il lettore ha un importo dei pagamenti largamente inferiore a 1.250 euro, quindi è “agricoltore attivo”. Di conseguenza, il lettore ha agito correttamente a presentare la domanda di assegnazione dei titoli nel 2015, evitando di perdere il sostegno della Pac.
      Dal 2016, il lettore non può affittare la terra e continuare a percepire il sostegno della Pac, in quanto – nel momento in cui affitta la terra – non esercita più l’attività agricola su tali superfici agricole.
      Tuttavia, il lettore può affittare i terreni e i titoli ad un affittuario per una durata 5 anni (o altra durata). Alla conclusione del contratto di affitto, il lettore tornerà in possesso dei terreni e dei titoli.
      L’affitto dei terreni e dei titoli deve essere effettuato tramite un contratto di locazione, che deve essere scritto e registrato; Inoltre, il trasferimento dei titoli deve essere comunicato, da parte del cedente all’Organismo pagatore competente, producendo la documentazione richiesta.

      Angelo Frascarelli

  26. leonardo

    Con la presente colgo l’occasione per ringraziarLA per la risposta inviatami e a tal uopo chiedo ancora cortesemente poichè sono un impiegato :
    – Posso iscrivermi come agricoltore attivo?
    – Essendo in zona montana e non superando i 5000 euro di contributo nella dichiarazione AGEA che mi obbligano
    a iscrivermi agricotore attivo, debbo essere ugualmente iscritto per il trasferimento dei titoli?
    – Quale è l’iter per un impiegato, iscriversi agricoltore attivo, basterebbe solo la P.Iva?
    grazie Leonardo

  27. Angelo Angoli

    I nostri genitori (ex agricoltori ora in pensione), hanno concesso per molti anni in affitto al cugino ha 40 di terreni agricoli seminativi e relativi “vecchi” titoli. Il contratto d’affitto era rinnovato ogni 3 anni. Il contratto espressamente dice che i terreni e i titoli sono in affitto e che, al termine del contratto, i terreni e i titoli devono essere riconsegnati al proprietario “nel medesimo numero e valore”. Il contratto e’ terminato nel Novembre 2015. Poco dopo i nostri genitori, per questioni di salute, hanno donato i terreni a noi due figli (ha 20 ciascuno). Abbiamo formalmente richiesto al cugino di ridarci i terreni e i titoli perché voliamo condurli direttamente come societá agricola semplice (intenzione in corso).
    Il cugino adesso dichiara che non ridará i “nuovi” titoli perché ormai sono suoi. È vero che non possiamo riaverli perché, con le nuove regole PAC, non sono piú gli stessi esplicitati nel contratto? La richiesta per gli aiuti nel 2013 è stata fatta dal cugino. La richiesta per i “nuovi” titoli è stata fatta dal cugino perché i miei genitori erano ignari della nuova legislazione in fatto di titoli.
    Se fossimo “agricoltori attivi”, abbiamo il diritto di riavere i titoli affittati al cugino (ora “nuovi” titoli) donati a noi dai nostri genitori? Se non lo fossimo: possiamo riaverli e assegnarli a chi, agricoltore attivo, coltiverá i terreni? Grazie e congratulazioni.

    1. Angelo Frascarelli

      I “vecchi” titoli sono scaduti il 31 dicembre 2014, come prevede il Reg. 1307/2013.
      Pertanto i “vecchi” titoli, che sono stati affittati dal genitore (proprietario) al cugino (affittuario), non esistono più; di conseguenza non possono essere restituiti al proprietario.
      La normativa della Pac (Reg. 1307/2013) prevede che i “nuovi” titoli siano assegnati da Agea all’agricoltore che era in possesso dei terreni nel 2015, sulla base della domanda presentata al 15 giugno 2015. Di conseguenza, Agea ha assegnato i “nuovi” titoli al cugino (affittuario).
      Il cugino dichiara che non ridarà i “nuovi” titoli. Difatti, non è obbligato a farlo. Tuttavia, il cugino potrebbe cedere di sua volontà i “nuovi” titoli al genitore (proprietario) o agli eredi, ma non è obbligato a farlo.
      Gli eredi quindi si trovano in possesso del terreno senza titoli.
      In tale circostanza, gli eredi possono diventare “nuovi agricoltori” nel 2016 (o in anno successivo) e possono presentare una domanda ad Agea per la richiesta dei titoli dalla riserva nazionale, entro il 15 maggio 2016. La condizione per l’accesso alla riserva nazionale è duplice:
      – essere “nuovi agricoltori” ovvero non aver esercitato l’attività agricola nei cinque anni precedenti;
      – essere “agricoltori attivi”.
      La definizione di “agricoltore attivo” prevede alcuni requisiti, che dimostrano dalla significatività dell’attività agricola rispetto alle attività extra-agricole del soggetto richiedente (vedi Terra e Vita n. 31-32/2015 e n. 2/2016). I requisiti non sono molto stringenti, per cui è molto probabile che gli eredi rientrino nella qualifica di “agricoltore attivo”.
      I titoli ricevuti dalla riserva nazionale possono essere affittati negli anni successivi, insieme alla terra.

      Angelo Frascarelli

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