Novità Kubota: Sempre più orientati all’Europa

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Con 120 anni di storia e una leadership consolidata in tutto l’Estremo oriente e una quota di mercato rilevante anche negli Stati Uniti (con il traguardo di 1,5 milioni di trattori venduti tagliato proprio quest’anno, secondo marchio dopo JD), Kubota affila le armi anche per incidere in Europa e in Italia.

Il colosso giapponese ha chiuso il bilancio al 31 marzo 2012 con un turnover di 10 miliardi di euro e un utile netto di 640 milioni. E dopo l’acquisizione di Kverneland, non è escluso che la multinazionale presieduta da Yasuo Masumoto concentri il proprio shopping strategico su altri importanti marchi. Nel frattempo, nei giorni scorsi Kubota ha presentato i nuovi modelli delle serie M e GX. Non si tratta solamente di evoluzioni di modelli precedenti (come nei casi dell’M110GX e dell’M135GX), ma anche di nuove soluzioni. I modelli M8560 e M9960 evidenziano come Kubota punti a inserirsi anche nella fascia dei 100 CV, precedentemente non contemplati. «Comune denominatore – spiega il direttore commerciale per l’Italia del gruppo giapponese, Luca Romagnoli – è la forte attenzione alla sostenibilità ambientale, alle riduzioni dell’inquinamento, alla maneggevolezza, ma anche al comfort e al contenimento dei consumi». Obiettivi riassunti nello slogan di Kubota: “For Earth, for life”, ovvero “Per la Terra, per la vita”.

M110GX e M135GX

A spingere la ricerca sui modelli “Grand X” è innanzitutto il comfort. L’ergonomia ispira una nuova cabina, più ampia e in grado di assicurare una maggiore visibilità in tutte le direzioni di marcia e di manovra. Sul pannello di destra (un bracciolo ergonomico) e attorno al volante si trovano tutti i comandi, facilmente raggiungibili: dai display di controllo alle leve e i comandi, compresi quelli audio e dell’aria condizionata, le cui bocchette sono posizionate non più nel tettuccio (panoramico anch’esso, per facilitare le operazioni coi caricatori telescopici), ma sotto il sedile. Il riscaldamento sfrutta i flussi anti-appannamento dei vetri e diretti in direzione dei piedi del conducente. Anche per l’eventuale passeggero migliorano gli spazi e l’ampiezza del sedile.

Per ammortizzare gli urti e ridurre l’affaticamento dell’operatore, Kubota ha equipaggiato il sedile di guida con una sospensione idraulica reclinabile e col controllo automatico di altezza e peso del trattorista. Lo sterzo è reclinabile e telescopico, per migliorare la guida anche dei conducenti più alti. Come detto, è stata migliorata anche la visibilità, assicurata da una cabina panoramica rialzata e senza montanti centrali. E il tubo di scarico è stato dirottato – rispetto al precedente modello – nell’angolo del cofano, per non ostacolare la visuale. Rinnovato anche il design del cofano, ora a quattro fari.

La motorizzazione è frutto di un’esperienza di costruzione che dal 1922 a oggi ha portato a realizzare più di 25 milioni di esemplari. La logica di questi modelli è appunto il risparmio energetico e la ricerca di abbattere le emissioni, senza per questo influire sulle prestazioni. I motori sono common rail a quattro valvole per cilindro a iniezione diretta centrale e controllo totalmente elettronico. La marmitta è dotata di filtro antiparticolato (Dpf) e di ricircolo di gas di scarico (Egr), conformi alle direttive Euro IIIB.

Nuovo anche il cambio Kubota Intelli-Shift 8, con otto velocità e cambio power shift a tre gamme (veloci, lente e super-ridotte). In totale sono 24 marce in avanti e altrettante in retromarcia, con la possibilità di arrivare a 32 (come optional). La velocità massima è di 40 km orari. Col sistema di controllo elettronico Kubota (K-Ems),utilizzato insieme alla modalità automatica e con il “Work cruise”, è possibile impostare e memorizzare i giri/minuto per due operazioni (lavorazione e svolta, ad esempio), in modo da mantenere costanti i giri del motore per ciascuna delle operazioni.

Stabilità in fase di marcia e di traino e agilità nelle manovre sono assicurate dall’assale anteriore con coppia conica a tenuta stagna e dal sistema di sterzata rapida Bi-speed, che assicura manovre in spazi più ristretti. Opzionale il sistema di sospensioni anteriori. La rapidità nelle situazioni più complesse è assicurata dalla funzione di bloccaggio elettroidraulica del differenziale.

Quanto alle lavorazioni con i caricatori, è stata aumentata la capacità di sollevamento (portata a 6.100 kg per l’M135GX e a 5.000 kg per l’M110GX). Più rapide le operazioni di attacco e stacco degli attrezzi e del caricatore anteriore, sempre prodotto da Kubota.

M8560 e M9960

Nella innovativa serie M60 spicca il modello di più alta fascia (M9960), che con una potenza aumentata di 5 CV tocca quota 100 cavalli come potenza ed è disponibile anche nella versione “Basso profilo Dthl”, per impieghi con limitazioni in altezza, dai frutteti alle piantagioni. L’altezza complessiva arriva a 1.840 mm con arco antiribaltamento ribassato. 18 marce in avanti e altre 18 in retro sono nella versione di serie (il modello con cabina arriva a 36+36), mentre la sterzata è facilitata con il sistema Bi-speed: velocità doppia delle ruote anteriori rispetto al retrotreno, per ridurre gli spazi di manovra. La serie M60 è l’unica nella fascia di potenza dei 100 CV che dispone dell’overdrive di serie, che riduce i consumi di carburante.

La presa di forza è elettroidraulica con accensione e spegnimento attraverso un pulsante. L’impianto idraulico permette di sollevare fino a 4.100 kg, con punto di attacco orizzontale. La portata della pompa idraulica è di 64 litri al minuto nella versione con cabina e di 60 litri al minuto nella versione aperta. Il motore rispetta i requisiti IIIB, primo motore al mondo, sottolinea Kubota, nella categoria fino a 4 litri. Il cofano monoblocco è apribile completamente e assicura un accesso rapido per le operazioni di ispezione e manutenzione. Più attenzione anche all’estetica, con la mascherina anteriore che ricorda quella di popolari manga giapponesi.

L’impressione alla guida è che davvero Kubota stia ponendo le basi per un’avanzata massiccia in Europa, coniugando sensibilità nei consumi, nella funzionalità e nella versatilità. I margini per crescere sul mercato ci sono tutti.

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