Novità Fendt: ritorna la serie 500

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Il catalogo Fendt, già di per sé assai completo, si arricchisce di una nuova gamma: la serie 500. Il nome richiama l’assai rinomato Favorit 500 che fece un pezzo della fortuna di questo costruttore un quarto di secolo fa; del Favorit, però, il nuovo 500 Vario conserva giusto la cifra e – spera Fendt – il successo di vendite. Per il resto è, ovviamente, un trattore del tutto nuovo e in linea con le caratteristiche della linea Vario. Per la precisione, la gamma sarà allineata ai parametri della serie 700; dunque al gradino superiore del panorama fendistico, sebbene le potenze (da 115 a 155 CV nominali, per un totale di quattro modelli) richiamino piuttosto la serie 400.

Sintetizzata la nuova offerta, vediamo dove si andrà a collocare, dal momento che il listino Fendt è praticamente al completo: la serie 400, per esempio, va da 105 a 145 cavalli nominali, mentre la 700 inizia dai 115 cavalli nominali del 712. E pertanto? una serie completamente sovrapposta ad altre due? Per nulla: il 500 Vario, che sarà costruito a partire da novembre e sul mercato da gennaio 2013, prenderà infatti il posto della gamma 400, che comincia ad avere qualche anno. Non sarà un taglio netto, però: per diversi mesi si continueranno a produrre sia i 400 sia i nuovi 500, con i primi comunque destinati a scomparire. È quindi il caso di analizzare nel dettaglio il nuovo arrivato.

Il dominio del 4 cilindri

Quel che troviamo sotto il cofano dei 500 Vario conferma una tendenza già evidente a chi si interessi di trattori: l’incremento di potenza – e di vendite – dei motori a quattro cilindri. Preferiti dai costruttori (e immaginiamo dai clienti) per diversi motivi: sono più piccoli e leggeri del 6 cilindri, consumano teoricamente di meno (ma è una teoria tutta da verificare) e con la tecnologia attuale toccano potenze fino a qualche anno fa insospettabili.

Tutto ciò lo ritroviamo nella serie 500 Vario. Per esempio, il 516 raggiunge i 150 cavalli nominali e ben 165 di potenza massima, pari a 121 kW, con una coppia di 687 Nm e una riserva del 33%. Valori che accomuneremmo, d’istinto, a un 6 cilindri da 6.000 cc. Invece l’intera gamma monta un quattro cilindri Deutz da 4,04 litri di volume: un motore che non più di dieci anni fa avremmo trovato soltanto su uno specialistico o al massimo un 110 CV per semine e trattamenti. Resta un attimo di apprensione sulla durata di un propulsore da 4 litri con queste prestazioni, ma fino a prova contraria Fendt non è un marchio a scarsa affidabilità. Inoltre, chi volesse gli stessi cavalli da un motore più grande può indirizzarsi verso la serie 700, che “porta” appunto un 6 cilindri da 6.000 cc.

Si scriveva, più sopra, che la serie 500 è un gradino intermedio tra il 400 e la 700, alla quale guarda per molti aspetti. Lo vediamo, per esempio, dalla trasmissione: non tanto dalla meccanica, visto che troviamo, sulla serie 500, un cambio a variazione continua Ml 90, mentre la serie 700 monta Ml 140 e superiori, bensì dall’interfaccia con l’operatore. Come vedremo più avanti, infatti, sul bracciolo non abbiamo il joystick che equipaggia la serie 300 e nemmeno la cloche multifunzioni (ma in versione ridotta) della serie 400, bensì una leva uguale a quella della gamma 800, per intenderci. Per il resto, la trasmissione non ha ormai più segreti: velocità da 0,02 km/h ai fatidici 50 km all’ora (beato chi se li può permettere), limitati a 33 km orari in retromarcia, Tms di serie su tutti i modelli e consumi di 192 grammi per kW/h. Ovvero, per il 516 Vario, 23 litri l’ora al massimo impegno.

Da notare il ricchissimo equipaggiamento idraulico, con ponte anteriore sospeso (e, a richiesta, con sterzata rapida Fendt Reaction), cabina ammortizzata, compensatore di oscillazioni sul sollevatore e, naturalmente, sedile molleggiato. Finiamo con la presa di potenza, che lavora a 540 o 1.000 giri, con funzione Eco e innesto automatico, naturalmente.

Idraulica

Nel momento in cui introduciamo l’idraulica, bisogna anche cominciare a parlare di allestimenti. Vi dedicheremo spazio in seguito; per ora ci limitiamo a dire che sono tre e che su quello di base (Power) abbiamo una pompa a pistone da 75 litri al minuto, con la 110 litri optional. Al contrario, gli equipaggiamenti Profi e Profi Plus prevedono i 110 litri al minuto come standard e i 158 litri optional. Anche il numero massimo di distributori dipende dall’equipaggiamento: i 500 Power possono averne al massimo quattro (tutti posteriori oppure 3+1). Profi e Profi Plus, invece, arrivano a sette: cinque dietro e due davanti, con circuito separato. Inoltre è presente il motore idraulico continuo Power Beyond. Il sollevatore – elettronico di serie – ha una portata di 77,8 quintali (34 quintali per il sollevatore anteriore).

In cabina

L’abitacolo è sicuramente il settore in cui sono più evidenti le differenze tra la nuova gamma 500 e le serie minori o precedenti. Le dimensioni, per esempio, sono simili a quelle della gamma 700 e in più abbiamo la già citata leva multifunzioni. Dove troviamo, oltre al classico controllo dell’avanzamento, anche inversore, distributori, attivazione e disattivazione delle modalità automatiche e interramento rapido del sollevatore.

Il parabrezza è in blocco unico (la versione apribile fa parte degli optional) con vetro bombato nella parte superiore per migliorare la visibilità con il caricatore frontale (uno degli attrezzi che meglio si abbinano a un 500 Vario). Anche lo sportello destro è disponibile solo come optional, mentre l’aria condizionata è di serie. Anche qui, tuttavia, con una differenza tra gli allestimenti: abbiamo infatti, per le due versioni di lusso, la possibilità di richiedere il climatizzatore elettronico in luogo del più modesto condizionatore manuale.

Gli allestimenti

Concludiamo questa panoramica sulla serie 500 con le principali differenze negli allestimenti. Che, come visto, possono essere tre: Power, Profi o Profi Plus. Il primo è, naturalmente, quello di base, con alcune caratteristiche costruttive diverse rispetto ai due standard superiori. Dunque chi acquista un 500 Power deve aver presente fin dall’inizio che non potrà equipaggiarlo come Profi o Profi Plus. Questi ultimi sono, invece, la versione equipaggiata ed extra-lusso della gamma e differiscono tra di essi per pochissimi particolari, come il terminale da 10.4” standard sul Profi Plus e optional sul Profi (dove è standard, però, la versione da 7”). Di conseguenza, sul Profi Plus abbiamo, di serie, il Vario Doc, ovvero il sistema di raccolta e trasferimento dei dati di campo e di lavoro, che è optional per il Profi. Il Vario Doc Pro, invece, è disponibile, a richiesta, soltanto sul Profi Plus.

Altra differenza legata all’elettronica è la presenza standard, sui Profi Plus, del kit Vario Guide (la guida parallela di Fendt) e del Vario Active (lo sterzo a risposta variabile), due dispositivi non presenti sui 500 Profi. Assai più marcate le differenze tra i modelli Profi (che siano Plus o meno) e quelli Power. Non tanto nel terminale, visto che il Varioterminal da 7” è di serie anche nell’equipaggiamento di base, quanto nelle dotazioni. Elettroniche, come i già citati Vario Doc, Vario Guide e VArio Active (nessuno di essi è disponibile per i 500 Power) e poi meccaniche. Abbiamo già segnalato la differenza nel numero dei distributori e nella pompa idraulica; aggiungiamo la possibilità di montare un sollevatore anteriore con controllo della posizione e dello sforzo, il sollevatore posteriore elettronico posteriore, il sedile del passeggero “comfort” in luogo dello spartano seggiolino montato di serie.

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