Non si ferma la corsa di Lovol Arbos group

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Il gruppo cinese ha messo l’Italia al centro delle proprie strategie

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Per i cinesi di Lovol l’Italia è e sarà il fulcro della strategia di espansione in Europa.

La scelta degli uomini, Andrea Bedosti al vertice, e di Massimo Zubelli e Alessandro Zambelli a supporto, è più che un indizio.

Sostenuto dalle ultime operazioni effettuate dalla Lovol Arbos Group: prima con l’acquisto di Matermacc, l’azienda friulana di attrezzature agricole.

Poi con la conclusione a fine 2015 della trattativa che ha portato Goldoni, storica casa trattoristica di Migliarina di Carpi (Mo), nel carniere del gruppo cinese.

E confermato dalle parole di un certo peso di Bedosti stesso alla conferenza stampa tenutasi a Verona, in ambito Fieragricola.

«Continueremo a investire. abbiamo un piano di sviluppo quinquennale che prevede il completamento della gamma Arbos di trattori e lo sviluppo delle mietitrebbie. L’obiettivo è quello di creare un’intera full-line, trince semoventi escluse, sia attraverso la crescita interna, sia tramite ulteriori acquisizioni».

Sulle quali Bedosti non si sbilancia, ma fornisce già un segnale significativo: «Guardiamo con interesse al settore delle lavorazioni del terreno».

L’analisi del manager italiano, consigliere delegato di Lovol Arbos Group, è dettagliata. E procede per marchi.

«Arbos entro il 2018 completerà la gamma dei trattori da campo aperto con le tre serie strategiche: la P5000 (fra i 100 e i 130 Cv), la P6000 (fra i 140 e 200 Cv) e la P7000 che avrà potenze fino a 260 Cv). Ai trattori si aggiungeranno le due serie di mietitrebbie da completare entro il 2020: le 5 scuotipaglia della serie C5000 e le 6 scuotipaglia della C6000».

Per vedere i trattori Arbos sui campi italiani si dovrà attendere ancora qualche mese, anche se Bedosti anticipa che sono stati già raccolti diversi ordini d’acquisto e che da novembre 2017 trattori P5000 Euro 4 verranno prodotti anche nello stabilimento di Migliarina.

A proposito di Goldoni, Bedosti sottolinea l’importanza della ripresa produttiva: «Una cinquantina di trattori sono già usciti a gennaio 2016 con l’obiettivo di arrivare a 2mila macchine visto che il portafoglio ordini ha già saturato la capacità dello stabilimento per i prossimi 4 mesi». Ma soprattutto snocciola gli ambiziosi obiettivi di medio periodo: «Entro il 2020 contiamo di far diventare Goldoni il primo produttore europeo di trattore da vigneto-frutteto e di arrivare a un giro d’affari di 100 milioni di euro (il target 2016 è di 38 milioni di euro, ndr)».

«Abbiamo già modificato il sistema di produzione – continua Bedosti –, adottando la lean production e lavorando strettamente su ordine. Dobbiamo migliorare ancora sul fronte elettronica, ma stiamo lavorando in particolare sulle applicazioni dell’agricoltura di precisione nel segmento vigneto-frutteto».

 

 

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