Un rating per agricoltori-manager

PSR 2014-2020
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La nuova fase di programmazione
dello sviluppo
rurale per il periodo
20142020
è una delle ultime
occasioni per rafforzare la
competitività delle imprese
agricole e impostare uno sviluppo
prospettico del settore.

Le risorse a disposizione
sono limitate, ma sufficienti
soprattutto se si sarà in grado
di concentrarle verso gli imprenditori
capaci di generare il
massimo delle ricadute sulla
competitività della propria impresa,
sull’occupazione e, più
in generale, sullo sviluppo del
territorio nel quale operano.

Agri 2000, promotore dell’Osservatorio
sull’innovazione
nelle imprese agricole con 7
Rapporti prodotti con il patrocinio
di oltre 80 enti e società
del settore, studia da oltre 25
anni le dinamiche e i fattori relativi
alla competitività delle
imprese agroalimentari.

Da Agri 2000 nasce il Rating
dell’Agricoltore Manageriale
© a supporto di Ministero
e Regioni per assegnare in modo
più mirato i fondi della prossima programmazione
europea.

PARAMETRI DA CAMBIARE

I parametri individuati nei
Psr 2007-2013,
quali età, sesso,
localizzazione in aree svantaggiate,
biologico, sono sufficienti
a valutare le imprese e
i progetti?


Come valutare il merito di
finanziamento pubblico delle
imprese agricole?

La risposta alla prima domanda
è scontata: non sono
sufficienti. Non è pensabile
che parametri sociodemografici
o geografici possano consentire
di valutare il merito di
un imprenditore, cioè la sua
capacità di utilizzare nel modo
migliore le sovvenzioni pubbliche,
vale a dire
generando il
massimo delle
ricadute possibili
per l’impresa e
per il territorio
in cui opera.

Quando si
erogano finanziamenti
dovrebbe
essere
scontato il riscorso
a valutazioni
basate su
dati economicofinanziari
storici dell’impresa
e, in parte, a elementi qualitativi,
come la qualità del management
e la posizione dell’azienda
all’interno del mercato di
riferimento. Trattandosi di finanziamenti
pubblici, che non
dovranno essere rimborsati,
non ci si preoccupa
mai abbastanza
della capacità
dell’impresa
di
generare margini
operativi.

Tuttavia, in
una fase di scarsità di risorse
come quella attuale, la capacità
di sovvenzionare le imprese in
grado di generaremargini, cioè
di restare prospetticamente sul
mercato, è fondamentale per
rafforzare la competitività della
nostra agricoltura e garantirne
il suo sviluppo.

Come fare allora a sovvenzionare
le imprese in grado di
generare margini? Sia chiaro,
non le imprese con le performance
migliori,
ma quelle organizzate
e gestite
con professionalità,
quindi con
maggiore propensione
allo
sviluppo e con
più capacità di
costruirlo e gestirlo.

La mancanza
del bilancio da
parte delle imprese
agricole, oltre ad essere
una delle principali cause della
debolezza del settore soprattutto
nei confronti degli altri
operatori della filiera, rende
complesse le valutazioni che
negli altri settori sono una
prassi consolidata.

IL MODELLO

Nel tentativo di accrescere la
capacità delle imprese agricole
di confrontarsi più efficacemente
con il contesto economico
e finanziario e nel tentativo
di riportare l’immagine del settore
da sovvenzionato e arretrato,
a efficiente e in grado di
generare sviluppo per il Paese,
di seguito viene proposto un
modello per valutare il merito
di finanziamento pubblico delle
imprese agricole. Per fare
questo è stata individuata la
figura dell’”agricoltore manageriale“,
vale a dire dell’imprenditore
efficiente nella gestione
economica e finanziaria
della propria azienda e con
una organizzazione aperta,
cioè in relazione dinamica con
la filiera, e capace di confrontarsi
in maniera competitiva
con il mercato di riferimento. Il
Rating Agricoltore Manageriale
© è un copyright di Agri 2000.

Gli indicatori usati nel modello
sono stati opportunamente
adattati partendo da
quelli normalmente usati nella
valutazione delle imprese con
l’intento di renderli maggiormente
espressivi della realtà
delle aziende agricole e considerando
la mancanza, nella
larghissima maggioranza dei casi, di una qualunque forma
di bilancio.

LE AREE DI VALUTAZIONE

Gli ambiti di valutazione delle
imprese da parte, ad esempio,
degli istituti di credito sono
tipicamente due:

business
risk
, vale a dire
la posizione dell’azienda nel
suo contesto competitivo.

financial
risk
, vale a dire
la valutazione della posizione
finanziaria dell’azienda.

Rispetto al business risk i
parametri presi in considerazione
per valutare l’imprenditore
dinamico sono connessi,
anzitutto, alla sua capacità di
costruire e partecipare allo sviluppo
di reti e aggregazioni in
grado di consentire una stabilità
prospettica del proprio
mercato di riferimento. In tal
senso, viene quindi valutata la
partecipazione ad aggregazioni
orizzontali
, finalizzate, tra
le altre cose, alla crescita potere
contrattuale verso acquirenti
e fornitori, allo sviluppo di
attività di marketing, alla
esportazione, e ad aggregazioni
verticali
, finalizzate, ad
esempio, alla stabilizzazione
dei prezzi con contratti a lungo
termine o all’acquisizione di
know-how.

Altro aspetto
analizzato è l’efficienza
operativa
e la capacità
di innovare i
prodotti e i processi
di produzione.
Gli indicatori
considerati
sono il rapporto
fra gli investimenti,
sia materiali
che immateriali, realizzati
dall’imprenditore e il valore
della produzione e il rendimento
del lavoro
, valutato come
rapporto fra il valore procapite
realizzato e il costo conseguente.

Questi due indicatori consentono
di valutare la capacità
dell’impresa di accrescere, attraverso
l’introduzione di innovazioni,
l’efficienza dei processi
e il valore aggiunto ricavato
dalla produzione.

Riguardo al rischio finanziario
i parametri presi in considerazione
per
valutare l’imprenditore
dinamico
sono connessi,
anzitutto,
alla sua capacità
di generare reddito
dall’utilizzo
del capitale investito
nell’azienda,
valutata attraverso
il rapporto
fra il
reddito netto e il valore delle
immobilizzazioni dell’azienda.
La redditività dell’impresa
è, infatti, la migliore protezione
dai rischi di carattere finanziario.
Oltre alla redditività
del capitale investito, l’altro indicatore
riguarda il rapporto
fra i debiti verso il sistema
creditizio e il valore della produzione
.
Tale indicatore, che
dovrà mantenersi su valori
bassi, è utile per capire la capacità
di generare flussi positivi e
di ridurre la propria esposizione
in rapporto al valore della
produzione.

A tutti gli indicatori è stata
attribuita la stessa importanza
nel determinare il giudizio finale
e ciascuno viene valutato
considerando un arco temporale
di 5 anni. Il giudizio complessivo
dell’impresa è da ritenersi
positivo, quindi meritevole
di finanziamento
pubblico, quando almeno 3 dei
5 indicatori esaminati raggiungono
un valore sufficiente.

Il Rating dell’Agricoltore
Manageriale© potrà rappresentare
un utile supporto per
la definizione di graduatorie
di finanziamento più rispettose
dell’obiettivo strategico della
assegnazione di fondi pubblici
ai soggetti maggiormente
meritevoli.

di Camillo Gardini e Ciro Lazzarin

Agri 2000 Soc. Coop. Bologna

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