Un inganno made in Europe

DOPPIO MALTO
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La birra definita in etichetta a doppio malto in quanto contiene più del doppio del malto necessario per la birra che è pari al 20%, potrebbe essere un prodotto fraudolento e non contenere il malto in misura doppia.

Non solo, la frode è “autorizzata” dall’Ue in quanto il Reg. 505/2014 autorizza l’utilizzo di sciroppo di caramello per scurire le birre che non lo sono per scarsa presenza di malto.

Così dopo la birra con ridotto grado saccarometrico (poi “aggiustata” con aggiunta di zuccheri, e in presenza di scarso contenuto di malto), un altro inganno viene reso possibile dall’Europa: quello della possibilità di aggiungere colorante caramello a “bevande a base di malto” (sostituti economici della birra, che non possono fregiarsi della denominazione di vendita “birra”).

Se nel primo caso il problema nasce da una mancata armonizzazione tra normative nazionali, e in assenza di una legge comunitaria sulla birra, nel secondo caso…nasce proprio da una “cattiva volontà” europea.

Il tutto nel nome di una presunta “necessità tecnologica” dell’uso del caramello, che già molti Stati autorizzano per la “birra”. Infatti il Reg. 505/2014 motiva la decisione presa affermando innanzitutto che la birra non è definita nella normativa dell’Unione e le definizioni nazionali variano a seconda degli Stati membri. Di conseguenza un dato prodotto classificato come birra in uno Stato membro potrebbe essere classificato come bevanda a base di malto in un altro. Dato che esiste una necessità tecnologica di coloranti caramello (E 150a-d) nelle bevande a base di malto e l’impiego di coloranti caramello è autorizzato solo nella birra, la situazione attuale ha effetti negativi sul mercato interno e ostacola la libera circolazione di questi prodotti. È pertanto opportuno rimediare a questa situazione.


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