Ultime da Strasburgo

Latte, le misure anticrisi
filieraLattieroCasearia.jpg

Il settore lattiero-caseario sta attraversando una delle fasi più gravi e profonde degli ultimi decenni. Il calo dei prezzi e la più generale situazione di emergenza in cui versa il mercato sono ormai diventati fonte di preoccupazione in tutta Europa. Il tessuto produttivo è in pieno allarme come testimoniano le ripetute manifestazioni di preoccupazione che vedono protagonisti gli allevatori di tutta l’Ue.

Dall’inizio della nuova legislatura, il Parlamento europeo ha mostrato un’attenzione particolare nei confronti di questo tema, avviando una riflessione importante che ha portato con tempestività all’adozione di posizioni forti per fronteggiare il grave momento di crisi.

I provvedimenti approvati a settembre (risoluzione sulla crisi del settore, proroga del periodo di intervento per latte in polvere e burro e ripristino dell’aiuto allo stoccaggio privato dei formaggi), sono la manifestazione più tangibile di questa attenzione. Con questo lavoro il Parlamento nella sua interezza ha inteso dare un segnale forte e importante in un momento straordinariamente delicato che rischia di pregiudicare il ruolo economico e produttivo di una parte rilevante del potenziale agricolo europeo.

La scorsa settimana l’Aula di Strasburgo ha inoltre approvato la proposta della Commissione sull’estensione della portata dell’articolo 186 del Reg. (CE) sull’ocm unica anche al latte. Un atto di responsabilità con cui il Parlamento autorizza la Commissione esecutiva ad adottare misure anticrisi in tempi rapidi.

Lo stesso giorno è stato dato il via libera all’istituzione di un fondo ad hoc (300 milioni di euro dal bilancio 2010) per il latte,
completando il percorso avviato in commissione Agricoltura.

I 300 milioni verranno ripartiti tra gli Stati Membri in base ai livelli produttivi, ossia sulla base delle quote nazionali. Così facendo all’Italia, che detiene oltre il 7% della produzione europea, andrebbero poco meno di 21milioni di euro.

La speranza nostra è che tali risorse vengano ripartite in base ai consumi di latte. Con un tale approccio si stima che il plafond destinato all’Italia potrebbe raddoppiare.

Dall’inizio della crisi, dunque, sono stati notevoli i passi in avanti.

Tuttavia questo non è ancora sufficiente. È necessario accelerare i tempi per affrontare con decisione e responsabiltà la crisi. Dobbiamo guardare al futuro con politiche di medio-lungo periodo, individuare e introdurre nuovi strumenti di gestione delle crisi di mercato e di copertura degli agricoltori dai rischi legati alla estrema volatilità dei prezzi agricoli.

Un terreno di riflessione di fondamentale importanza all’interno del dibattito sul futuro della Pac che oggi, con il meccanismo della codecisione, vede attribuito al Parlamento un protagonismo maggiore che in passato. Un’occasione da non sciupare per costruire una Pac all’altezza dei tempi, più aperta, meno distorsiva, più efficiente ma che sappia, nel contempo, preservare dagli shock di mercato il suo prezioso potenziale produttivo.

 

L’AGENDA

9-10/11 Bruxelles: Commissione Agricoltura e sviluppo rurale
11-12/11 Bruxelles: seduta plenaria
19-20/11 Consiglio Ue dei ministri dell’Agricoltura
20/11 Consiglio Ue dei ministri dell’Economia e delle finanze


L’ITER DELLE PROPOSTE

– Giovedì 22 ottobre: l’Europarlamento ha dato via libera alla proposta della Commissione di estendere l’articolo 186 del Reg. (CE) 1234/2007 (ocm unica) al latte (misure urgenti anticrisi) e il processo di ristrutturazione, finanziato con parte del prelievo supplementare, attraverso il riscatto di quote (abbandono su base volontaria). Gli eurodeputati, hanno detto sì anche al completamento dell’istituzione di un fondo ad hoc per il settore lattiero-caseario (300 milioni di euro per il 2010).

– Lunedì 19 ottobre: la Commissione esecutiva ha annunciato, nel corso di una riunione straordinaria della commissione Agricoltura del Parlamento Ue, altre misure a sostegno del settore tra cui le modifiche alle regole sugli aiuti di stato (innalzamento dell’aiuto de minimis da 7.500 euro a 15.000 euro).

– Settembre: il Parlamento europeo aveva già votato talemisura all’interno di una risoluzione e si era espresso favorevolmente anche sulle prime proposte avanzate dalla Commissione esecutiva a fine luglio. Tali proposte, (proroga del periodo d’intervento per il burro e il latte scremato in polvere) erano state integrate, dopo il voto unanime della commissione agricoltura dell’europarlamento, con un emendamento per il ripristino dell’aiuto allo stoccaggio privato dei formaggi soppresso nel 2008.

– Sia per le misure agricole (art. 186 e ristrutturazione) sia per quelle di budget, si attende il sì definitivo del consiglio deiMinistri europei.

 

 

 

a cura di Paolo De Castro – su Terra e Vita


Pubblica un commento