Trattori, Europa a due velocità

MECCANIZZAZIONE
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Il mercato delle macchine agricole cresce nell’Europa comunitaria, sia pure in modo non omogeneo. I primi tre mesi hanno infatti registrato dati discordanti da paese a paese.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati di immatricolazione elaborati da FederUnacoma sulla base delle registrazioni fornite dal Ministero dei Trasporti, il primo trimestre del 2014 ha visto una flessione per le trattrici (-2,9% rispetto allo stesso trimestre 2013). Nello stesso trimestre 2014 la Germania è risultata in crescita dell’8,9%, il Regno Unito del 9,6% e la Spagna del 27,6%, mentre in calo di quasi il 25% è risultata la Francia, in fase di assestamento dopo i consistenti incrementi degli ultimi anni. «Mai come in questo momento sono i mercati esteri a spingere la produzione italiana di macchine e attrezzature agricole, che si attesta su un valore di oltre 7,7 miliardi di euro – spiega il presidente di Fe-derUnacoma Massimo Goldoni – e dobbiamo essere orgogliosi della capacità che hanno le nostre imprese di competere sui mercati di tutto il mondo, dall’Europa agli Usa, dall’Australia all’Estremo oriente». I dati Istat sul commercio estero indicano, infatti, una crescita dell’export di trattrici nel 2013 pari al 3,4% in valore (oltre 1,7 miliardi di euro) e una crescita anche delle altre tipologie di macchine pari al 7% (quasi 2,9 miliardi).

«Il sistema agricolo italiano si sta indebolendo molto rispetto a quello dei principali Paesi europei – ha osservato Goldoni – e una ripresa degli investimenti nella meccanizzazione costituisce uno dei fattori chiave per la competitività della nostra economia primaria, oltre che per una piena ripresa della meccanica di comparto. Proprio a questo fine abbiamo avviato con il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina un importante e positivo confronto sulle priorità e sulle possibili politiche per il settore».

I dati nel dettaglio

Guardando nel dettaglio i dati degli altri paesi, in Germania il dato positivo va ascritto in particolare al comparto della medio-alta potenza (+23,6% per il segmento sopra i 150 cavalli e +10,9% per quello tra 101 e 150 cv), mentre sotto i 100 cavalli il primo trimestre è stato negativo (-2,3% nel segmento 51-100 cv e -5,3% sotto i 50 cavalli).

In Spagna continua il trend decisamente positivo iniziato a fine 2013: da segnalare in particolare John Deere al primo posto della classifica (23% circa di quota), seguita da New Holland (19% circa) e molto distanziati Case IH (7,5%) e Fendt (7,3%).

Nei mercati in calo, la Francia segna probabilmente un caso fisiologico dopo l’exploit del 2013: reagiscono bene solo i trattori specializzati (+9,2%) e l’altissima potenza (+28%, ma parliamo di numeri bassi), mentre il calo più significativo (-30% circa) lo registra tutto il segmento piccola e media potenza.

Chiudiamo con l’Austria, dove il dato dei primi tre mesi è sostanzialmente stabile, con i trattori standard che perdono l’1,1%, mentre crescono i vigneto-frutteto (+13,7%). Come quote mercato leader indiscusso si conferma il brand di casa Steyr (24% di quota), seguito da New Holland (17%), John Deere (13,3%) e Lindner (11,4%), altro brand austriaco.

Componentistica ok

Da segnalare in conclusione il primo quarto dell’anno in attivo per l’industria italiana della componentistica destinata alle macchine agricole e per movimento terra. Secondo le stime diffuse da Comacomp, l’Associazione italiana dei costruttori di componenti aderente a Feder-Unacoma, dopo aver chiuso il 2013 con un incremento complessivo delle vendite sui mercati esteri pari al 5%, ma con un mercato interno stagnante, che non ha dato segnali di ripresa rispetto alla flessione netta (-10%) subita nel 2012, nei primi tre mesi del 2014 le industrie del settore registrano incrementi tanto all’estero quanto in Italia.

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