SPECIALE CONGRESSO IFOAM

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Una terra di pionieri delle colture sostenibili

A partire dalle prime esperienze nel biologico avviate a Modena alla metà degli anni ’70, nella zona si sono sviluppate specifiche attività che contribuiscono a uno stile di vita sano e sostenibile


Per tutto il mese di giugno Modena si potrà fregiare del titolo di capitale del biologico. Dal 16 al 20 giugno, infatti, ospita il 16° congresso mondiale Ifoam dell’agricoltura biologica, un evento che si celebra ogni tre anni in un Paese diverso.
Siamo orgogliosi che la scelta, per l’edizione 2008, sia caduta sul nostro territorio. Modena, infatti, è una terra di pionieri non solo per quanto riguarda metodi e tecniche di coltivazione sostenibili, ma di una cultura del vivere in armonia con la terra. Modena e l’Emilia Romagna sono riconosciute come la culla italiana dell’agricoltura biologica e biodinamica. Numeri e dati parlano chiaro: a partire dalle prime esperienze di agricoltura biologica, avviate a Modena alla metà degli anni ‘70, il territorio ha sviluppato attività avanzate e ha contribuito a promuovere la cultura del biologico e di uno stile di vita sano e sostenibile.
Negli anni ‘80 sono nate le prime “Fattorie didattiche”, molte delle quali biologiche.
Oggi sono 53 e ogni anno aprono le porte a chiunque sia interessato a vivere un contatto diretto con la natura e con le tradizioni contadine.

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Il biologico s’incontra a Modena

Dal 16 al 20 giugno, il sedicesimo Congresso mondiale Ifoam dell’agricoltura biologica: cinque giornate con esperti, tecnici e produttori

 

Biodiversità, sicurezza alimentare, metodi di semina, produzione e raccolto, opportunità di mercato, innovazioni tecnologiche. Per la presentazione e lo scambio di esperienze concrete e per l’illustrazione delle ultime scoperte della ricerca scientifica, dal 16 al 20 giugno Modena accoglie il sedicesimo Congresso mondiale dell’agricoltura biologica. Organizzato da Ifoam (Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica) e da ModenaBio2008, un consorzio creato dalla Provincia di Modena e da Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) dell’Emilia Romagna, il congresso che si svolge ogni tre anni in una sede internazionale, si articola in cinque giornate tra conferenze scientifiche e iniziative di divulgazione che richiameranno a Modena i protagonisti dell’agricoltura biologica, dell’economia e della cultura sostenibile di tutto il mondo.
A dare il titolo al Congresso lo slogan “Cultivate the future” (Coltivare il futuro), scelto per sottolineare il ruolo che l’agricoltura biologica può giocare nel garantire alle prossime generazioni un ambiente sano, equo e sostenibile.

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Un settore in buona salute

Sulle opportunità di mercato e sul ruolo della politica per lo sviluppo del biologico il Congresso mondiale Ifoam di Modena propone tre convegni


Con 30,4 milioni di ettari e un valore globale di oltre 26 miliardi di euro, l’agricoltura biologica cresce.
A dirlo è il rapporto 2008 dell’Ifoam, la federazione internazionale che riunisce i movimenti organici di 108 Paesi.
Il rapporto stila anche la classifica dei Paesi a maggiore vocazione bio: l’Australia è in testa con 11,8 milioni di ettari, seguita da Argentina (3 milioni) e Cina (2,2 milioni). Quinto posto, con poco più di 1 milione di ettari, per l’Italia, che però è leader in Europa nella produzione di vini bio con 30 mila ettari di terreno a viticoltura biologica, contro i 15 mila di Francia e Spagna.
Fanalino di coda dell’agricoltura biologica è l’Africa che detiene solo il 3% delle superfici bio mondiali, mentre il continente più verde è l’Oceania (39%), seguita da Europa (23%), Sud America (19%), Asia (9%) e Nord America (7%).
Numeri e dimensione dell’agricoltura biologica trovano conferma anche nell’ultimo documento della Fao, che prevede per i prossimi anni un’ulteriore espansione: entro il 2012 il bio potrà raggiungere un valore di 45 miliardi di euro.

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Salute, ecologia ed equità solidale

L’organizzazione internazionale del bio fa il punto a Modena sui principi di base dell’agricoltura biologica

 

Ifoam, l’organizzazione internazionale più rappresentativa del mondo biologico, è pronta per il suo 16° Congresso mondiale.
Nata nel 1972, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica, ha sede a Bonn e riunisce 750 associazioni in 108 Paesi diversi. Rappresenta il movimento dell’agricoltura biologica alle Nazioni Unite e siede nei tavoli governativi.
La sua missione è guidare, unire e assistere il movimento facendo adottare, a livello mondiale, sistemi ecologicamente e socialmente sani e sostenibili.
Grazie all’organizzazione di convegni, conferenze e forum internazionali, Ifoam favorisce il dialogo continuo e costruttivo sul futuro dell’agricoltura biologica. E contemporaneamente svolge un ruolo attivo nello sviluppo del movimento biologico, attuando progetti specifici che facilitano l’adozione dei quattro principi dell’agricoltura biologica definiti dalla stessa Ifoam in un documento ufficiale elaborato dall’Assemblea generale nel 2005 (Ifoam, “Principles of Organic Agriculture”): salute (Health), ecologia (Ecology), equità solidale (Fairness) e cura (Care).

 

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Il biologico si declina, dagli alimenti ai vestiti

In crescita, anche in Italia, la domanda dell’industria tessile di filati naturali e il mercato degli abiti bio


Largo al biologico, e non solo a tavola. Il mondo dell’agricoltura bio ha tanti campi di applicazione, e se quello agroalimentare rimane il più conosciuto e sviluppato, non sono da sottovalutare le prospettive che stanno emergendo negli ultimi anni: la produzione di fibre tessili e quella di cosmetici naturali sono ormai realtà. Il Congresso mondiale del biologico Ifoam, in programma a Modena dal 16 al 20 giugno, offre un panorama completo sullo stato dell’arte nel mondo bio. Le giornate del congresso si aprono infatti con la presentazione dei valori su cui si fonda il biologico: ecologia, cura, equità solidale e salute.
Quattro punti cardinali che caratterizzano tutta la produzione bio, alimentare e no.
 

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Biologico vs convenzionale Modena raccoglie la sfida

Parte dal congresso dell’Ifoam una campagna per la promozione del bio. Fondamentali la ricerca e la definizione di standard omogenei


L’agricoltura biologica comincia a farsi strada rispetto a quella convenzionale, ma ci sono ancora tanti passi da fare. Con più di 30 milioni di ettari coltivati secondo gli standard bio e un mercato globale che vale 38 miliardi di dollari, il mondo del biologico è il settore agroalimentare che ha conosciuto il maggiore sviluppo negli ultimi dieci anni. Lo dice il rapporto 2008 dell’Ifoam, la Federazione internazionale dei movimenti di agricoltura biologica.
I prodotti bio sono comparsi sugli scaffali della grande distribuzione organizzata, hanno conquistato l’attenzione dei consumatori e sono diventati sinonimo di qualità, sicurezza alimentare ed equità sociale. Non mancano però le sfide per il futuro, che riguardano produttori e consumatori insieme.
Il settore, sempre secondo il rapporto Ifoam 2008, continua a essere in pieno sviluppo: aumentano gli ettari coltivati secondo i dettami bio, soprattutto in Australia ed Europa, mentre la domanda di prodotti naturali si sta diffondendo anche nei paesi in via di sviluppo.

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