«Si farà bietola anche dopo il 2017»

ASSOCIAZIONISMO
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Imprenditore agricolo, titolare di un’azienda a prevalente indirizzo cerealicolo nella provincia di Treviso, dal 2011 presidente di Confagricoltura Veneto e dal 2003 presidente del Consorzio Maiscoltori Cerealicoltori del Piave: Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi è il nuovo presidente dell’Associazione nazionale bieticoltori (Anb). Succede a Mario Guidi.

Ecco il Bonaldi-pensiero.

Anb negli ultimi anni ha diversificato le proprie attività. Quanto conta ancora la bietola e quanto le energie rinnovabili?

«Dopo la riforma dell’ocm zucchero del 2006 e il drastico ridimensionamento dei comprensori bieticoli, l’impegno di Anb sul fronte delle energie rinnovabili è stato finalizzato a fornire nuove opportunità alle aree escluse dalla coltivazione della barbabietola e a migliorare la redditività della coltura nei comprensori bieticoli rimasti. L’impegno nel settore “cereali e semioleosi” ha permesso la fruizione di contratti trasparenti e modalità innovative sotto il profilo della logistica e degli stoccaggi, a vantaggio della migliore valorizzazione del prodotto e della razionalizzazione dei costi aziendali. Il “Progetto polpe” rappresenta l’anello di congiunzione fra le due principali attività di Anb: settore bieticolo ed energie rinnovabili. Il disegno, finalizzato a integrare il prezzo bietola mediante la conversione energetica della polpa di spettanza dei produttori nella filiera biogas, sancisce la stretta interdipendenza delle due attività. Sul fronte prettamente sindacale, nel 2012, superando le storiche divisioni, Anb ha aderito alla Cgbi (Confederazione generale dei bieticoltori italiani), che rappresenta oltre il 90% dei bieticoltori non cooperatori, a vantaggio degli interessi dei produttori di bietola da zucchero».

Come imprenditore agricolo pensa che la barbabietola possa avere un futuro anche dopo la fine delle quote, nel 2017? Su quanta superficie?

«Sono un imprenditore agricolo di una zona non prettamente bieticola, ma in perfetta assonanza con l’obiettivo di Anb di dare risposte certe alle esigenze economiche e di diversificazione colturale dei produttori. Il disegno di Anb ha come base di partenza la coltura della barbabietola da zucchero e si articola in un programma che interessa l’insieme delle opportunità produttive aziendali, coinvolgendo sinergicamente le altre specie coltivabili nel contesto dei singoli comprensori. Per affrontare la sfida della fine del regime delle quote del 2017, Anb e gli altri soggetti del settore bieticolo-saccarifero sono impegnati a redigere un “Progetto di competitività”. Tale programma è finalizzato a migliorare l’efficienza complessiva della filiera, attraverso iniziative volte ad aumentare la produttività della coltura e a ottimizzare i processi di trasformazione industriale. Il progetto è in corso di stesura e sarà presentato nei prossimi mesi. Anb crede nell’iniziativa e ritiene possa rappresentare un buon presupposto per affrontare la fine del regime delle quote zucchero: l’obiettivo è consolidare l’attuale plafond produttivo nazionale».

Realisticamente quale pensa possa essere un prezzo equo per produrre bietola in Italia e soddisfare l’agricoltore?

«La valorizzazione della barbabietola da zucchero, al pari delle altre colture, sarà soggetta alle fluttuazioni di mercato. Per tale motivo la medesima è stata inserita in un processo di profit sharing, che introduce opportunità suppletive di valorizzazione legate alla quotazione del prodotto “zucchero”. Il “valore equo” sarà quello in grado di assicurare il “giusto reddito”. I produttori sono pronti ad affrontare le naturali fluttuazioni di un mercato sempre meno protetto, l’importante è che il prezzo sia soddisfacente e congruente con le opportunità economiche delle altre colture. La valutazione, in ogni caso, dovrà essere fatta in un contesto di almeno cinque anni».

Sul fronte bioenergie a che punto siamo nel piano di sviluppo degli impianti?

«Il “Progetto polpe” ha previsto la realizzazione di sei impianti per la produzione di biogas, per 5,5 MW di potenza complessiva e investimenti per 30 milioni di euro, di cui 8 di equity Anb. Il disegno prevede l’impiego di 50mila tonnellate di polpe surpressate e il coinvolgimento di oltre 3mila aziende agricole. I programmi di Anb prevedono, inoltre, possibili sinergie finalizzate alla gestione delle biomasse afferenti agli impianti delle società controllate e di altri partner della filiera bieticolo saccarifera».

Anb sta investendo nel comparto dello stoccaggio cereali. A che punto siamo?

«Le nuove tecnologie assicurano sistemi innovativi per la realizzazione degli stoccaggi, che consentono di ottimizzare le soluzioni operative e di migliorare la valorizzazione del prodotto. L’obiettivo è quello di fruire di una rete capillare di centri di stoccaggio in partnership, finalizzata ad offrire ulteriori opportunità ai produttori. “Futuro Fertile Toscana” costituisce un primo riuscito esempio della realizzazione di queste iniziative».


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