Scelta dei concimi, occhio al mercato

FERTILIZZANTI
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In un momento delicato per l’agricoltura italiana
è difficile richiamare l’attenzione
sulla necessità di investire per l’acquisto dei
mezzi tecnici. Tuttavia il ricavo degli agricoltori
dipende anche dalle quantità prodotte e
i concimi contribuiscono proprio a migliorare
qualità e quantità delle produzioni agricole.
Sono iniziate le semine autunnali che si caratterizzano
per una forte differenziazione tra
presemina/semina (perfosfati e 18/46) e operazioni
di copertura (nitrati e urea). Tranne che
per l’azoto l’Italia dipende dalle importazioni
di quasi tutti gli altri nutritivi e, a peggiorare
la situazione, ricordiamo che la debolezza
dell’euro contribuisce a far aumentare i prezzi
dei concimi acquistati in dollari. Per meglio
inquadrare la situazione dei prezzi abbiamo
raffrontato (vedi tabella) il costo medio delle
unità fertilizzanti di questo periodo con quello
di inizio 2014. Le differenze più evidenti si
notano proprio nel comparto fosfatici con
l’unità di anidride fosforica (P2O5) che è aumentata
del 9%. Anche ipotizzando un ridimensionamento
del prezzo internazionale di
alcuni concimi tipici per la semina (ad esempio
il 18/46), il rapporto di cambio più sfavorevole
(7% in meno) non farebbe certo ritornare
le quotazioni sui livelli di 10 mesi fa. La
tabella ci porta anche ad un’altra riflessione.
Mentre il prezzo dei nitrati è in lieve aumento
(+2-3%) quello dell’urea è diminuito (-4-6%);
di conseguenza l’unità azotata ureica è ancora
più conveniente. Relativamente a questo
concime, sempre riferendoci ai mercati
internazionali, si registrano prezzi particolarmente
interessanti che sono in procinto di
rimbalzare verso l’alto. Pertanto chi impiega
urea già durante i mesi freddi è opportuno
che tenga d’occhio i prezzi locali e si affretti
a comprare al minimo accenno di ripresa.
Segnaliamo, infine, il drammatico aumento
(+14%) del costo dell’unità di potassio a basso
tenore di cloro. Da molti mesi è in atto una
profonda ristrutturazione del comparto e
la disponibilità di solfato di potassio resterà
bassissima almeno fino alla metà del 2015.
Di conseguenza ne risentiranno anche tutti
i concimi composti privi di cloro. Le importazioni
di NPK nei primi mesi del 2014 sono
già diminuite di oltre il 40%. Gli agricoltori che
gestiscono colture cloro-sensibili è opportuno
si muovano al più presto orientandosi
anche verso altri concimi potassici adatti alle
loro esigenze: nitrato di potassio, mono e difosfato
di potassio, mono e di-fosfonato di
potassio, organo-minerali a basso tenore di
cloro, ecc. Quanto sta accadendo ci consente
di capire che, anche se non è ancora il momento
di usare i concimi, si deve comunque
monitorare il mercato e si devono anticipare
i momenti di crisi.

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