Più tutela per il territorio agricolo

CONVEGNO CIA
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La campagna non è e
non deve essere trattata
come un museo
a cielo aperto. È il monito
che si alza da Firenze, dove
la Confederazione italiana
agricoltori ha promosso un
incontro sul tema della valorizzazione
dei terreni agricoli
al quale ha partecipato anche
il ministro delle Politiche
agricole, Mario Catania,
che nell’occasione ha ribadito
l’importanza di una politica
nazionale che non speculi
con l’edilizia sui terreni dell’agricoltura.
«La “green
economy” siamo noi, è
l’agricoltura il cuore verde
dell’economia», ha detto al
ministro Catania il presidente
regionale della Cia, Giordano
Pascucci, che ha anche
ricordato i danni al territorio
toscano a causa delle alluvioni
delle ultime settimane, in
alcuni casi per scarsa manutenzione
del territorio dovute
all’abbandono delle campagne.
«Gli agricoltori sono
il vero presidio del paesaggio
e della terra – ha proseguito
Pascucci – occorre per
questo incentivare il loro lavoro
in questa direzione pensando
che si potrebbero evitare
molte delle disgrazie
che si sono verificate anche
recentemente». Nel 2000 la
Superficie agricola utilizzata
(Sau) in Italia era pari al
50% del territorio nazionale,
circa 15 milioni di ettari. Secondo
le stime dell’Istat negli
ultimi 40 anni sono stati
persi cinque milioni di terreni
agricoli (da 18 milioni di
ettari a meno di 13) e si
continuano a impermeabilizzare
100 ettari ogni giorno.
«È necessario incentivare il
presidio del territorio – ha
affermato Cinzia Pagni, vicepresidente
Cia nazionale –
perché se gli agricoltori non
hanno reddito sono costretti
a lasciare l’attività, e con
l’abbandono si arriva al degrado
del nostro territorio».
In Toscana, regione fortemente
vocata all’agricoltura,
solo nel periodo 2007-10 oltre
tremila ettari di superficie
agraria sono stati occupati
da nuovi insediamenti urbanistici
e in dieci anni, dal
2000 al 2010, la Toscana ha
perso 100mila ettari di Sau a
causa dell’abbandono dell’attività
agricola, in particolare
nelle aree svantaggiate e
montane, dove l’agricoltura
è meno competitiva. Il 37%
della superficie regionale è
occupata da centri urbani e
le previsioni di consumo di
suolo tratte dai piani strutturali
dei Comuni, comprensive
dei residui confermati, sono
pari a circa 50 mq di Sul.
Le previsioni dell’osservatorio
regionale è preoccupante
visto dalla prospettiva dell’agricoltura.
Infatti si parla
di incremento di aeree industriali-
artigianali con il
29,3%, seguite dalle aree residenziali
con il 23,3% e poi
quelle commerciali con il
3,8 per cento. «Servono anche
a questo proposito le politiche
di incentivo per i giovani
– ha detto l’assessore
toscano all’Agricoltura,
Gianni Salvadori – perché
oggi non si abbandoni la
campagna, ma al contrario si
verifichi un’inversione di
tendenza con un ritorno all’economia
rurale che in Italia
rappresenta sempre di
più il futuro». Quello che
chiede l’agricoltura italiana
al prossimo Governo, secondo
quanto emerso dal convegno
di Firenze, è di continuare
il percorso intrapreso in
questa breve legislatura.

Intanto la crisi di Governo
ha spento le speranze del
ministro delle Politiche agricole
che fino all’ultimo pensava
di poter condurre in porto
il provvedimento. Anche
la sola approvazione di un
ramo del Parlamento, secondo
Catania, sarebbe stata importante
perché comunque
ci sarebbe stata «una consegna
ideale per la prossima
legislatura». Ora invece i
giochi sono chiusi. «Sull’agricoltura
avevamo sperato
e ancora speravamo – ha
spiegato il ministro – seppure
con sempre maggiori difficoltà
di portare fino in fondo
il Ddl sul consumo del suolo:
è chiaro che ormai questa,
purtroppo, è una partita
persa. Per il resto, ci sono
una serie di disposizioni che
stanno nel decreto Passera
che spero siano approvate
»

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