Pesche a lunga maturazione

RICERCA
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«Tante varietà nuove di pesco non sono
sufficientemente testate circa l’effettivo
comportamento nei confronti del virus
della sharka». È l’allarme lanciato da Vito
Savino
, dell’Università di Bari, al convegno
peschicolo di Ravenna. Ma la ricerca non si
ferma nonostante la rarefazione degli investimenti
pubblici e privati: «Per contenere il
virus, le ricerche più promettenti mirano a migliorare
la sensibilità e i tempi di diagnosi. Ma
i costitutori devono essere attenti e valutare i comportamenti delle piante nei confronti
delle virosi. Ci sono varietà che ritardano la
manifestazione dei sintomi e su queste occorre
lavorare. Ma ancora non è stata individuata
alcuna resistenza naturale al PPV».
In primo piano anche le pesche stony hard,
a polpa dura: i frutti pronti allo stacco resistono
sulla pianta, o anche nel post raccolta,
per più di un mese senza modificare il
proprio punto di maturazione. “La tipologia
stony hard – ha detto Alessandro Liverani,
ricercatore del Cra di Forlì – è associata
all’incapacità del frutto di emettere etilene in
fase maturazione. Sono state ottenute diverse
selezioni di pesco e di nettarine a polpa
bianca e gialla ora in avanzata fase di studio,
pronte per una valutazione pre-commerciale.
Alcune di queste selezioni hanno caratteristiche
particolarmente innovative quali elevata
croccantezza e consistenza della polpa,
lunga tenuta dei frutti in pianta, sapore molto
dolce e, in generale, ottime caratteristiche
organolettiche». I frutti maturi possono
rimanere in pianta anche per un mese, con
una perdita di consistenza minima e un concomitante
aumento di pezzatura contenuto
di solidi solubili. Questo trend di maturazione
offre la possibilità di raccogliere prodotto
maturo in un unico stacco e in un ampio periodo
di tempo.

«Interessante anche il carattere lento intenerimento
della polpa (l’etilene è emesso in
misura ridotta durante la maturazione). È il caso
della nettarina ‘Big Top’ e la pesca ‘Royal
Glory’, che mantengono la qualità sull’albero
e nel post-raccolta per alcuni giorni in più.
Tuttavia, essendo tale carattere associato
al sapore dolce, la raccolta anticipata non compromette troppo la qualità gustativa
percepita al consumo».

Infine Cristos Xiloyannis, dell’Università
della Basilicata: la gestione sostenibile del
frutteto arricchisce i terreni di carbonio e, di
conseguenza, di flora micrimetnobica che
concorre alla fertilità: «È tempo di iniziare una
coltivazione sostenibile attraverso l’uso
di compost, il riciclo in loco del materiale di
potatura e la non-lavorazione».

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