Pesante battuta d’arresto per lo champagne

Le vendite a marzo sono calate del 30%
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Crollano nel primo trimestre 2009 le vendite di champagne. Secondo i dati forniti dall’organismo  interprofessionale dello Champagne la flessione registrata nei primi tre mesi del 2009 è stata di ben il 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una vera e propria caduta che non si è mai verificata in questi termini negli ultimi 15 anni e che ha raggiunto ritmi sostenuti considerato che a fine 2008 il calo che pure si era registrato si era fermato a pochi puntipercentuali. Secondo Daniel Lorson, portavoce del comitato interprofessionale degli Champagne «esiste un doppio fenomeno ovvero di riduzione delle scorte da un lato che si uniscono dall’altro a una reale diminuzione dei consumi in Francia come all’estero».

In effetti, che la recente crisi economica sia stata accompagnata sui mercati internazionali da un significativo fenomenodi "de-stoccaggio- è stato confermato di recente dallo stesso presidente italiano di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia. Un fenomeno nel quale sopratutto la ristorazione sta dando fondo alle proprie scorte di magazzino per cui si registra un calo degli acquisti che però nel medio lungo termine potrebbe non rispecchiare una reale flessione della domanda. E che -sopratutto – potrebbe essere il preludio di una ripresa nei prossimi mesi.

Tornando comunque ai dati dello Champagne, nei mesi di gennaio e febbraio, le vendite sono calate del 23% in Francia, del 47% nell’Unione europea e del 42% nel resto del mondo. «Certamente sono preoccupato dai dati di mercato – ha detto il presidente del sindacato dei viticoltori dello Champagne, Patrick Lebrun – tuttavia, sottolineo, va anche detto che al momento le vendite sono confrontate quelle di un biennio positivo. Mentre risultano invece in linea con quelle registrate nel periodo 2005-2006».

D’altro canto proprio per effetto del positivo trend di mercato che si era registrato per lo Champagne fino a qualche anno fa, il comitato interprofessionale ha di recente provveduto a modificare il disciplinare di produzione estendendo l’area Aoc a nuovi ettari di vigneto in vista di una nuova espansione della domanda internazionale. La previsione però si è dovuta scontrare con la dura realtà di una pesante crisi internazionale.


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