Orticoltura made in Germany, la forza della specializzazione

Meno aziende, ma più grandi. La risposta alla crescita della gdo e dei suoi standard
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Nel 2009 la superficie dedicata alla produzione di ortaggi a pieno campo in Germania era di 115.000 ha circa. La superficie globale è cresciuta a un ritmo annuale del 2,4%, dal 1992 al 2008, pari a 2.350 ha/anno.
Secondo i dati del ministero dell’Agricoltura la produzione tedesca di ortaggi ha un valore stimato di 1.955 milioni di euro.
Particolarità del settore ortofrutticolo tedesco è la forte concentrazione in alcune regioni specializzate che coprono il 62% della superficie orticola. Le quattro regioni più importanti sono: Nord Reno Westfalia, Bassa Sassonia, Renania-Palatinato e Baviera.
Le coltivazioni principali sono la valeriana, l’insalata iceberg, il ravanello, l’asparago e i broccoli che hanno avuto una percentuale di crescita annuale del 5%.
La specializzazione delle aziende è un’altra delle particolarità di questo settore, infatti negli ultimi anni le aziende preferiscono investire elevate superficie (anche 100 ha) da dedicare interamente a una delle colture sopra indicate.
La produzione tedesca di ortaggi è anche caratterizzata da un cambiamento importante delle strutture. Secondo i dati dell’ufficio statistico dal 1994 al 2005 vi è stata una diminuzione del 37% del numero di aziende orticole. Allo stesso tempo la superficie totale è raddoppiata. Questo fenomeno è dovuto a un abbandono della produzione delle aziende mediopiccole (superficie < 20 ha), al contrario le aziende di grandi dimensioni (superficie > 20 ha) sono raddoppiate in termini di numero e hanno triplicato la loro superficie.
Il cambiamento strutturale nella produzione tedesca è stato causato principalmente dall’organizzazione commerciale tedesca. Difatti, il 70% circa delle quantità di ortaggi freschi è venduto al consumatore attraverso la grande distribuzione organizzata (Gdo). E i discount giocano un ruolo critico in questo contesto. La loro quota di mercato nell’acquisto di frutta e verdura è cresciuta dal 30% del 1994 al 53% del 2009.
È importante sottolineare come la Germania sia il paese europeo con la più alta densità di luoghi d’acquisto per persona, generando una forte concorrenza e un’elevata pressione sui prezzi.
L’esportazione tedesca ha subito un continuo aumento negli ultimi anni. I prodotti più importanti di origine tedesca sono la cipolla, le carote e il cavolo rosso e bianco. Alcuni prodotti come il pomodoro non sono di produzione propria, ma sono stati importati e vengono esportati.
La maggior parte della Gdo ha diminuito il numero di fornitori in modo da centralizzare l’acquisto dei prodotti creando inoltre una pluralità di standard rigorosi. Sono pertanto sempre meno le aziende che possono organizzare la produzione e il commercio in modo soddisfacente per la Gdo.
Le aziende tedesche ottengono il proprio vantaggio competitivo dalla notevole specializzazione nella produzione e dall’elevata superficie disponibile, attuando cosi strategie di marketing indirizzate a mantenere i prezzi e costi bassi.

 

IL CASO DEL PALATINATO
La zona di produzione del Palatinato è un ottimo esempio di come questo settore si sia sviluppato.
La regione presenta dei vantaggi climatici (le temperature medie sono maggiori rispetto al resto della Germania). Inoltre, nelle campagne sono state effettuate delle opere di miglioramento attraverso l’installazione di sistemi irrigui (13.600 ha superficie irrigata; uso di 14 milioni di m3 acqua/anno) e l’utilizzo di coperture plastiche che permettono di anticipare la produzione.
Il numero di aziende è passato da 3.221 nel 1994 a 500 nel 2006. Nello stesso periodo la superficie è aumentata passando da 5.552 ha a 16.697 ha. Le 80 aziende più importanti del Palatinato possiedono circa l’80% della superficie totale con una media di 150 ha. Alcune, però, hanno superato la soglia dei 1.000 ha.
Nel complesso, il Palatinato ha un fatturato nel settore orticolo di 305 milioni di euro, di cui il 33% circa è commercializzato attraverso le organizzazioni di produttori (Op).
Nella regione è inoltre molto concentrata l’attività vivaistica: 5 aziende specializzate producono circa 350 milioni di piantine/anno.
In futuro il nodo principale da sciogliere sarà quello della manodopera, poiché l’80% è stagionale. Difatti, la produzione di colture specializzate come le orticole a pieno campo comporta un elevato impiego di manodopera per lavori manuale. Ma ultimamente si va sviluppando la meccanizzazione per le fasi di raccolta di alcune colture (per esempio nel ravanello e lattuga), per ottenere una valida alternativa e diminuire ulteriormente i costi di produzione.


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