OGM IN EUROPA. Via libera alla patata Amflora, le domande e le risposte

Da quest’anno produzioni sotto contratto nella Repubblica Ceca e in Germania
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La Commissione europea ha adottato due decisioni relative alla patata geneticamente modificata. La prima consente la coltivazione della patata Amflora nell’Ue per applicazioni industriali; la seconda riguarda l’utilizzo di prodotti derivati da amido Amflora come alimenti per gli animali.

Cerchiamo di conoscere più a fondo la problematica soprattutto in riferimento al nostro Paese rispondendo alle varie domande che produttori e consumatori si sono posti in questi giorni.

La patata Amflora verrà coltivata in Italia e quindi immessa al consumo?

La patata ogm Amflora non ha alcuna probabilità e possibilità di essere coltivata in Italia né a partire dal 2010 né nei prossimi anni per motivi amministrativi e per motivi tecnici ed economici. La procedura che si è conclusa con la decisione comunitaria di riconoscimento della patata ogm è stata originata da una richiesta presentata dal produttore alle autorità svedesi per ottenere in quel paese l’autorizzazione alla coltivazione e uso di tale patata.

Sotto il profilo tecnico ed economico la patata Amflora è caratterizzata dalla presenza al suo interno di amido in misura superiore del 20% alla patata convenzionale per cui essa è destinata esclusivamente alla trasformazione e uso industriale. La sua coltivazione quindi deve avvenire solo in seguito a contratti di coltivazione con le industrie di trasformazioni ubicate, peraltro, nelle immediate vicinanze delle coltivazioni stesse per evitare costose spese di trasporto.

In Italia però, non vi sono industrie per l’estrazione della fecola da destinare all’industria della carta, delle colle e del tessile. L’industria alimentare italiana collegata alla patata riguarda infatti esclusivamente i prodotti per il consumo umano per i quali Amflora non è adatta.

Amflora è stata autorizzata da Bruxelles anche per l’uso nell’alimentazione del bestiame. Ci sono rischi per la salute umana?
Il secondo riconoscimento comunitario ha riguardato infatti anche la possibilità di utilizzo nei mangimi destinati all’alimentazione del bestiame, ma in questo caso è ormai accertato che ciò non comporta rischi per la salute umana in quanto gli alimenti contenenti ogm non si trovano come residui nei prodotti derivati come latte, carne uova e formaggi. Il processo di metabolizzazione degli alimenti da parte degli animali infatti non dà luogo ad alcun tipo di residuo.

Riportare in etichetta menzioni come uova ogm free, latte ogm free e carne ogm free è un’indicazione ingannevole in quanto per definizione tali prodotti non contengono ogm mentre è più corretto affermare che quei prodotti sono stati ottenuti da animali allevati con mangimi privi di ogm. Si tratta comunque di un’informazione a carattere generale senza alcuna influenza sulla qualità e sulle caratteristiche organolettiche del prodotto stesso.

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Quali sono le conseguenze immediate della decisione comunitaria?

La decisione di autorizzare la coltivazione adottata ai sensi della direttiva 2001/18 è rivolta alla Svezia che ha effettuato la valutazione originaria. In conformità con questa procedura, le autorità svedesi hanno 30 giorni per rilasciare l’autorizzazione definitiva alla società. La fecola di patate ogm sarà venduta dalla società Basf sulla base di contratti firmati con gli operatori e cioè agricoltori e trasformatori di amido.

Basf prevede la coltivazione a fini commerciali nella Repubblica Ceca e in Germania per quest’anno in quanto l’impianto potrà avvenire nei primi giorni di aprile. Per i prossimi anni, la società ha comunicato di aver già un accordo per la coltivazione nei Paesi Bassi e in Svezia.

A quali condizioni tecniche è stata rilasciata l’autorizzazione comunitaria?
Per quanto riguarda le misure di gestione del rischio, le patata Amflora saranno coltivate e raccolte prima che la pianta produca semi, eliminando la possibilità di diffusione involontaria di sementi nell’ambiente circostante.

La vendita della patata ogm sarà oggetto di un accordo tra Basf e gli operatori. In base a tale accordo, le patate convenzionali non possono essere piantate nello stesso campo l’anno successivo la coltivazione della patata ogm, e i campi devono essere monitorati durante la stagione di crescita e, in seguito, ogni pianta di patata spontanea dev’essere distrutta.

Per evitare che le patate ogm si mescolino con quelle provenienti da agricoltura convenzionale o biologica è obbligatorio garantire che i tuberi di patata siano fisicamente separati dalle patate per gli alimenti e mangimi utilizzati durante la semina, coltivazione, raccolta, trasporto, stoccaggio e manipolazione nell’ambiente.

Infine, occorre garantire che i tuberi di patata ogm siano consegnati esclusivamente a impianti designati per la trasformazione in amido industriale all’interno di un sistema chiuso.


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