OGM. CIA e VAS lanciano l’allarme: l’85% dei mangimi contiene ogm

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Più di 4 milioni di tonnellate di soia, un quarto del fabbisogno nazionale, e 2 milioni di tonnellate di mais, oltre il 25% del totale, importate in Italia sono Ogm e sono usate quotidianamente dalle 300mila stalle attive. In altri termini, l’85% dei mangimi usati contiene varie percentuali di ogm, e se non c’è biotech, negli allevamenti vengono “serviti” alimenti a base di scarti di pasticceria o dell’industria agroalimentare.

L’allarme è stato lanciato dalla Cia-confederazione italiana agricoltori e i Vas-verdi ambiente e società secondo cui “inevitabilmente prodotti come carne, latte e formaggi con presenza di organismi geneticamente modificati finiscono sulle tavole degli italiani”. E, avvertono Cia e Vas, “senza interventi mirati entro un quinquennio la disponibilità di mais ogm-free potrebbe ridursi di circa il 70%”. La soluzione? Passare ad un piano nazionale di proteine vegetali, utilizzando anche territori del demanio non utilizzati, per triplicare la produzione di soia italiana, piselli, fave e favini per l’alimentazione animale, nell’ottica di una zootecnia sostenibile.


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