Macchine, mercato imballato

MECCANIZZAZIONE
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Non cambia ancora il ritornello della meccanizzazione agricola italiana: bene l’estero, fermo il mercato interno.

È questa la sintesi emersa dall’assemblea generale di FederUnacoma (l’associazione dei costruttori di macchine agricole) dalla quale sono usciti numeri di un certo peso.

La produzione di macchine agricole in Italia continua la sua risalita: nel 2013 ha superato infatti quota 7,7 miliardi di euro, avvicinandosi ai livelli massimi del 2008 (8,2 miliardi), prima dell’inizio della crisi.

Rispetto al 2012 si è registrato un aumento del 3,3% della produzione di trattrici, macchine operatrici e attrezzature, nonché componentistica e ricambi, mentre continua il calo della produzione di macchine per il movimento terra che, con un fatturato di 2,4 miliardi, segna un passivo del 5,5%.

In termini complessivi, l’intero comparto sfiora quota 10,2 miliardi di euro, con un incremento dell’1% sul totale 2012.

Aumento che è da attribuire al buon andamento delle esportazioni, che segnano nel 2013 un incremento complessivo in valore del 5,8%, a conferma di un trend che negli ultimi 4 anni ha visto una progressione costante: +9,4% nel 2010, +12% nel 2011, +7,2% nel 2012. Anche nel primo trimestre del 2014 le esportazioni risultano in crescita, con un incremento in valore del 6,2% per le trattrici e del 3,1% per le altre macchine agricole.

Nessuna novità sul fronte del mercato nazionale, ancora depresso, dopo un calo complessivo per le trattrici pari al 30% negli ultimi sei anni e un 2013 chiuso a 19.017 macchine, il livello più basso in tutta la storia della meccanizzazione dal dopoguerra ad oggi.

Nei primi cinque mesi del 2014 (gennaio-maggio) si registra il calo del 4,6% delle immatricolazioni di trattori, il crollo delle mietitrebbie, in regresso del 41,8% e il decremento (-4,1%) delle trattrici con pianale di carico, mentre in linea con il risultato dei primi cinque mesi 2013 risulta il comparto dei rimorchi, che segna +0,5%.

«L’Italia continua a non rispondere adeguatamente e nella maniera sperata – evidenzia Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma – alle esigenze di innovazione e rinnovamento del parco macchine. Scendere nel 2014 sotto i 19mila trattori immatricolati sarebbe drammatico. Spero in una scossa che potrebbe arrivare dai nuovi Piani di sviluppo rurale. In tutti i Psr regionali dovrebbe venire inserita una specifica misura, destinata anche alle imprese agromeccaniche, che prevede il finanziamento degli investimenti effettuati per il rinnovo del parco macchine». Un’indicazione precisa che Goldoni auspica venga recepita da tutte le amministrazioni.

Intanto si sta perdendo fra le nebbie la revisione: del decreto applicativo atteso entro giugno non ci sono tracce e molti dubitano anche che l’effettivo avvio della revisione (già prorogata a gennaio 2015) possa rispettare le tempistiche.

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