Le parole contano, i fatti di più

EDITORIALE
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L’annuncio fa sempre un bell’effetto. Faremo, muoveremo, lavoreremo… diventa tuttavia ben più importante passare dal suffisso ‘emo’ alla realizzazione delle cose. Al fatto, per intenderci. Senza scomodare il vecchio motto “fra il dire e il fare…” va rimarcato che, se si continua solo a parlare, le cose non si realizzano o si effettuano solo in parte decisamente marginale. I casi nel comparto della meccanizzazione sono numerosi, ma almeno due vanno rimarcati per l’impatto che dovevano/potevano avere. E per le aspettative riposte su di essi. Andiamo con ordine. Dopo il via libera alla nuova Pac 2014-2020, la programmazione comunitaria sta giocando la partita dei Piani di sviluppo rurale. Piani che hanno dotazioni finanziarie davvero di rilievo (per capirci, miliardi di euro nei sette anni di programmazione) e che vedono le diverse regioni nel ruolo di programmatori delle risorse. Sentendo, a più riprese, gli interventi degli assessori regionali all’agricoltura in molte aree si era aperta la nuova ‘frontiera agromeccanica’. Ossia. Considerando ormai strategico il ruolo del contoterzismo nel settore meccanico-agricolo, i nuovi strumenti di programmazione/finanziamento avrebbero dovuto inserire misure specifiche per il comparto agromeccanico. Molti hanno speso parole in tal senso. Talmente tante parole che, a oggi, nei vari Psr non si trova traccia di misure ad hoc per i contoterzisti. Qualcuno segnala che nelle pieghe delle diverse azioni deliberate qualche cosa si può trovare. Ma, oggettivamente, dopo tante frasi edulcoranti, ci si aspettava da parte delle istituzioni impegni maggiori a favore di una delle categorie più attive del settore agricolo. Il secondo caso, senza forzare la mano, ha caratteristiche davvero tragicomiche. Siamo quasi a ottobre 2014, il primo semestre del mercato trattori continua a segnare profondo rosso (-4,4%) e uno degli interventi che, forse, avrebbe potuto muovere le acque è stato ulteriormente rimandato. Il riferimento alla revisione è lapalissiano. Il provvedimento doveva essere già operativo. E, invece, ritardo dopo ritardo, anche il 2014 se ne andrà in carrozza, senza dare alla luce nessuna revisione. Se ne riparlerà a metà 2015. All’ultima Fieragricola veronese (febbraio 2014!), a domanda specifica i maggiorenti del settore risposero che il provvedimento avrebbe avuto luce in tempi sufficientemente rapidi. Con tanto di decreti attuativi. Niente di tutto ciò. Chiariamoci, non sarà la revisione a ridare smalto al mercato. Forse, se applicata male, potrebbe diventare persino un boomerang, un mix di burocrazia e inutilità. Ma ciò che continua a sorprendere è la persistenza della politica dell’annuncio. Della quale se ne può fare a meno. La retorica abbonda, ma meglio pochi e modesti fatti, che un oceano di lemmi.


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