Lavori in corso sul “Pacchetto-energia”

RINNOVABILI
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Sembra si stia allentando la tensione sulle rinnovabili a seguito di due annunci “governativi”.

Il primo viene dal Mipaaf che ha annunciato l’aggiornamento della norma sulle agroenergie che aveva suscitato le proteste delle associazioni di settore poiché escludeva dal reddito agrario l’energia prodotta dall’agricoltore (vedi TV 18/2014). «Le modifiche in questione – si legge in una nota del Mipaaf – prevedranno l’esclusione del valore dell’incentivo dalla base imponibile per calcolare il coefficiente di redditività e l’esclusione dall’ambito di applicazione del nuovo regime di tassazione degli impianti inferiori a 200 kW per il fotovoltaico e di 300 kW per gli impianti di biomasse e biogas».

Il secondo annuncio viene dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi che ha scelto di farlo all’assemblea di Confindustria: entro il 20 giugno dovrebbe arrivare all’esame del Consiglio dei ministri un maxi-decreto contenente un “pacchetto-energia” con «il piano di riduzione della bolletta energetica» che ridurrebbe «del 10% il costo sostenuto dalle Pmi».

Sembra così scongiurata anche l’ipotesi di un decreto “spalma-incentivi” che era stato definito dal presidente di Anie/Gifi, associazione che riunisce le imprese fotovoltaiche di Confindustria, Emilio Cremona, «un boomerang per tutto il Sistema Paese» che rischierebbe di «allontanare definitivamente quei pochi investitori che ancora hanno la volontà e la lungimiranza di supportare l’industria delle rinnovabili in Italia».

In sostanza il pacchetto – secondo indiscrezioni Agi – dovrebbe contenere «soluzioni innovative destinate a ridurre il costo degli incentivi elargiti negli anni scorsi ai produttori di energie rinnovabili, senza causare loro il rischio di default finanziario che le associazioni imprenditoriali di categorie, insieme con l’Abi, lamentavano. L’idea guida sarebbe quella di offrire agli operatori la possibilità di scegliere su un prelievo straordinario sugli utili o su una rimodulazione degli incentivi previsti su un orizzonte temporale più lungo di quello originariamente previsto. Non si esclude il possibile coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti per affiancare le imprese e le banche nella rinegoziazione dei prestiti che hanno reso possibili gli investimenti nel settore».

Il governo ha ora convocato un tavolo informale per verificare con le imprese e le banche le possibilità di intervento dalle quali dovrebbe prendere forma il pacchetto-energia.


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