La Ue dà il via libera alla coltivazione della patata Ogm

Politiche agricole

La Commissione europea ha dato il via libera alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora brevettata dalla Basf. La decisione, che mette fine alla moratoria introdotta a partire dal 1998, è stata accompagnata dall’autorizzazione all’import e al commercio di tre nuove varietà di mais Ogm.
ll commissario europeo alla Sanità, John Dalli, ha spiegato che Bruxelles completerà l’iter per autorizzare la coltivazione di altri quattro Ogm: il mais BT11 della Syngenta, il mais 1507 della Pioneer, nonché il mais Nk603 della Monsanto per la quale arriverà anche il rinnovo del mais Mon810.
Prima dell’estate, però, la Commissione avanzerà una nuova proposta sul futuro delle biotecnologie in Europa con l’obiettivo di lasciare agli Stati membri la libertà di scelta sull’opportunità di coltivarli o meno. Per coloro che già adesso vogliono tenere le sementi Ogm fuori dalle proprie frontiere, il commissario ricorda la possibilità di invocare il principio di precauzione.

Ed è proprio quello che farà l’Italia con il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia. «Non permetteremo che la decisione europea – dice Zaia – metta in dubbio la sovranità degli Stati membri in tale materia. Non consentiremo che un simile provvedimento, calato dall’alto, comprometta la nostra agricoltura. A mali estremi, estremi rimedi: saremo anche tra i promotori di un referendum popolare anti Ogm».
In piena sintonia la Coldiretti e le associazioni ambientaliste e dei consumatori. «Con la pericolosa fine della moratoria in pieno contrasto con la volontà dei cittadini – sottolinea il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – Bruxelles ha annunciato anche la libertà di scelta ai singoli stati. Stando cosi le cose l’Europa autorizzi pure quello che vuole tanto in Italia continueremo a non coltivarli».

Di parere opposto Confagricoltura. «L’autorizzazione della Ue – spiega il presidente, Federico Vecchioni – apre possibilità nuove per l’agricoltura. È il segno che si vuole finalmente porre fine al paradosso secondo cui in Europa si devono consumare prodotti contenenti Ogm, ma non consentire agli agricoltori di utilizzare varietà geneticamente modificate nei loro campi». Per Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica, si tratta di una «decisione storica». «Finalmente – afferma il presidente, Roberto Gradnik – si torna alla libertà di coltivare piante geneticamente modificate in Europa».


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