La memoria delle nuvole

ASSISTENZA TECNICA
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Il primo palmare Gps non si scorda mai. La
prima volta che Giovanni Bigot, tecnico
friulano che ha fondato la società di consulenza
“Perleuve”, ha utilizzato il suo mobile
device
per memorizzare i dati dei rilievi era il
2003. In undici anni la massa accumulata di
annotazioni georeferenziate sui monitoraggi
dei parassiti, dati di vigoria e di eventuali
carenze nei vigneti ha permesso di costruire
una precisa mappa della storia agronomica e
fitosanitaria del Friuli Venezia Giulia. Ora, grazie
ad un progetto pilota che prevede l’interconnessione
di dispositivi embedded ad una
rete cloud, questi dati e questa metodologia
di rilevazione vengono condivisi tra i consulenti
e tecnici operanti nel settore della vite. A
breve il modello potrebbe trovare estensione
anche ai settori di frutta, olivo e cereali.

E quando la memoria è condivisa, diventa
cultura. 
È l’idea che sta alla base dell’evoluzione
che interessa il settore dell’assistenza
tecnica in questa Regione. «Abbiamo approfittato
– afferma Carlo Frausin, direttore del
Servizio fitosanitario dell’Ersa – della necessità
di rendere accessibili i dati e supporti per
la produzione integrata a tutta la pluralità di
aziende regionali, anche a quelle non strutturate
(vincolo previsto dal Piano d’azione sugli
usi sostenibili degli agrofarmaci) per rivedere
tutto il sistema attraverso una forte sinergia
tra pubblico e privato». È la naturale evoluzione
di alcuni progetti regionali che vedono
il rafforzamento della partnership tra Ersa
(agenzia regionale di sviluppo agricolo) con
alcuni soggetti attivi come i Consorzi regionali
dei vini doc, l’Op Friulfruct che opera nel
settore del melo, la Dop Tergeste per l’olio d’oliva. I tecnici che operano in questi settori
sono coordinati nel sistema Sissar (Sistema
integrato dei servizi di sviluppo agricolo e
rurale), che supporta, tra l’altro, l’assistenza
tecnica alla difesa integrata. «La consulenza
aziendale- sostiene Frausin – si deve basare
su un rapporto diretto tra committenza e i responsabili
del servizio: è apprezzata se è pagata
direttamente dal produttore». Diverso è
invece il caso degli avvertimenti e delle allerte
fitosanitarie: in questo caso l’Ente pubblico
deve garantire adeguata informazione a tutta
la pluralità delle aziende e non solo a quelle
più strutturate ed evolute, in grado di porsi in
rete con una struttura di consulenza.

Nel nuovo Psr sono previsti stanziamenti
adeguati per lo start up del nuovo strumento
operativo.
Il Friuli Venezia Giulia è la
Regione più piovosa d’Italia e questo condiziona
le strategie di difesa. La gestione e manutenzione
della fitta rete di centraline agrometeo
regionali sono di recente passate alla
Protezione civile regionale. Una rete che si
avvale anche di radar per l’individuazione delle
perturbazioni. I dati raccolti vengono poi
elaborati da Osmer-Arpa e riorganizzati per
la lotta integrata da Ersa, che è così in grado
di emettere i bollettini fitosanitari di avvertimento.
L’obiettivo è quello di arrivare ad un
dettaglio delle informazioni secondo un reticolo
di 2 X2 km, ma in alcune zone le maglie
potranno arrivare a 500 X 500 metri. Con lo
strumento progettato saranno disponibili in
open source anche i dati riguardanti i modelli
previsionali più diffusi: ogni azienda o tecnico
potrà scegliere secondo le sue necessità.
Ad alimentare il sistema cloud saranno in più
presenti i dati dei monitoraggi aziendali.

Il coordinamento di questa rete sarà di Ersa
e del Consorzio delle Doc friulane con il
supporto proprio di Perleuve. «L’importante
– stigmatizza Bigot – è mantenere un elevato
grado di uniformità e dettaglio, attraverso
una costante formazione dei tecnici e il
controllo dei dati inseriti per condividere solo
elementi certi e di qualità» .

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