I supporti per l’applicazione del Pan

DIFESA
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Parte il Pan, la difesa fitosanitaria si evolve e i produttori vorrebbero sapere cosa cambia. Lo dimostra la folla di oltre 400 persone che si è riversata lo scorso martedì 11 marzo nella sala convegni della Regione Emilia-Romagna per assistere all’incontro su “L’applicazione della Direttiva Ue sull’uso sostenibile dei fitofarmaci”. Un’affluenza inaspettata che ha costretto gli organizzatori ad approntare in tutta fretta delle sale per la proiezione in streaming dei lavori del convegno. Dal primo gennaio è infatti entrato ufficialmente in vigore il Pan, Piano d’azione sugli usi sostenibili degli agrofarmaci, recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Un provvedimento che innesca cambiamenti a cascata nella gestione delle strategie di difesa, con adempimenti per ora a carico soprattutto delle amministrazioni regionali. L’incontro è stato organizzato proprio per dare una prima risposta alle domande di tecnici e agricoltori.

Floriano Mazzini del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna ha ricordato come il Pan sia il prodotto finale di un lungo processo di confronto fra i diversi “portatori di interesse” (industria, commercio, agricoltura, ambiente, salute e sicurezza e categorie professionali) durante la fase di consultazione, iniziata nel 2012. Tra i punti qualificanti del Piano c’è la volontà di valorizzare quanto già fatto nel nostro Paese, traducendo alcuni adempimenti non in obblighi, ma in impegni meritevoli di un sostegno finanziario. È il caso della difesa integrata, per la quale l’Italia ha scelto di realizzare due diversi livelli applicativi. Il primo, esteso a tutte le aziende agricole, sarà solo di tipo conoscitivo: in pratica gli imprenditori agricoli dovranno dimostrare di essere informati sulla lotta integrata, attraverso l’impiego di supporti che dovranno essere messi a disposizione delle aziende. Il secondo, volontario ma più impegnativo, coinciderà di fatto con l’attuazione dei disciplinari di produzione integrata e sarà sostenuto dalle politiche di Sviluppo rurale e dagli strumenti finanziari dell’Organizzazione comune dei mercati (Ocm).

Le pubblicazioni

Tiziano Galassi (Servizio Fitosanitario), ha posto l’accento sul sistema di supporti che la Regione metterà a disposizione delle aziende per consentire l’applicazione di quanto previsto dalla Direttiva sull’uso sostenibile .

Il primo di questi supporti, illustrato da Alda Butturini (Servizio Fitosanitario) sarà un “Manuale delle tecniche a basso impatto ambientale per la difesa delle piante” (presto disponibile e pubblicato dalla nostra casa editrice), che mette a disposizione delle aziende il compendio delle tecniche disponibili.

Un altro importante supporto è rappresentato dalla nuova edizione della“Guida ai patentini sull’uso dei prodotti fitosanitari” rivisto e completato anche alla luce di quanto previsto dalla nuova normativa. Va ricordato che nel settore della formazione sono molte le novità a partire dall’inedito ruolo del “consulente”.

Il principale strumento informativo a disposizione delle aziende agricole sarà quello dei Bollettini di Produzione Integrata. Redatti su base provinciale dal coordinamento dei tecnici sono destinati a diventare il veicolo per informare le aziende sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in modo da ridurne l’impatto su salute umana, ambiente e biodiversità.

Avvertimento via web

Il terzo e forse più innovativo fra gli strumenti di supporto, illustrato da Rocchina Tiso, è quello dei modelli previsionali, in questo caso inglobati all’interno di un portale accessibile dal sito internet del Servizio Fitosanitario dell’Emilia-Romagna. Strutturato come un Servizio di Avvertimento, il portale elaborerà i dati meteo per stabilire il livello di pericolosità per la maggior parte delle avversità delle principali colture. Tra gli altri servizi presentati dal Servizio Agrometeorologico dell’ARPA, vi è quello in grado di prevedere con certo anticipo il rischio di gelate.

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