Hogan: meno burocrazia per la Pac

AUDIZIONE
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Giudizio positivo per Phil Hogan, neocommissario alla Politica agricola comune e allo sviluppo rurale in audizione alla commissione Agricoltura del Parlamento Ue .

«Ha chiaramente dimostrato una competenza e una conoscenza del settore e della Pac – spiega Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Comagri –. Due elementi positivi vanno rilevati. In primo luogo, l’obiettivo confermato a più ripresa della semplificazione dell’attuale Pac. Quindi il rapporto di collaborazione che intende ulteriormente rafforzare con il Parlamento europeo, facendone una sua priorità, in modo da far prevalere la codecisione tra le istituzioni Ue. Hogan è inoltre favorevole alla revisione a metà percorso della Pac su cui si inizierà a discutere nel 2016, per avere una proposta concreta nel 2017».

A dimostrazione che non si tratta di semplici dichiarazioni d’intenti il neo Commissario ha promesso di mettere a punto entro un anno una strategia specifica.

Agli eurodeputati Hogan ha infatti spiegato che intende «valutare se la nuova Pac, in particolare per quanto riguarda i pagamenti diretti dell’Ue agli agricoltori, sia configurata in modo da poter essere applicata correttamente. In caso contrario è pronto ad intervenire con nuove regole. Valutazione che includerà anche l’accordo sugli aiuti ’verdi’ e le collegate aree di interesse ecologico. Nel 2016, poi, contribuirà all’esame del Quadro finanziario pluriennale Ue 2014-2020, cercando di concentrare ulteriormente la Pac sull’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività».

Il futuro commissario Ue alla Pac sempre nel corso dell’audizione si è espresso anche altri temi. Sul bilancio Ue è pronto a difendere il bilancio agricolo. Attende il 15 ottobre, ossia la fine dell’attuale esercizio finanziario, per avere un quadro esatto di spesa per il 2015. «Toccare la ’riserva di crisi’ – dice – significa ridurre reddito agricoltori».

Sull’export vuole avere un ruolo attivo per diversificare l’export agroalimentare, ma con più coordinamento.

Una netta posizione riguarda la questione qualità in quanto ha dichiarato che rifiuta di abbassare gli standard produttivi. Difende le risorse naturali come suolo e acqua, per garantire la qualità, e un’agricoltura sostenibile.

Per le indicazioni geografiche è consapevole della loro importanza, e preannuncia una concentrazione di sforzi per tutelarle: «Nei negoziati non trascureremo e non presteremo il fianco agli Usa o ad altre controparti sociali quando si tratta di indicazioni geografiche, che vanno armonizzate e semplificate.

Hogan ha poi confermato la cessazione del regime delle quote latte dichiarando che è favorevole alla fine del sistema europeo.

Idee chiare anche sul problema giovani: sì al ricambio generazionale, puntando anche a un partenariato tra giovani e meno giovani, anche perché il 69% delle aziende Ue non superano i 5 ha di superficie.

Inoltre vuole armonizzare e semplificare il programma di distribuzione gratuita di frutta e verdura e, per quanto riguarda la ricerca, si affida alla tradizione guardando all’innovazione.

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