Greening: prati, Efa e leguminose

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Prati e pascoli: Necessaria  l’autorizzazione  di Agea

Per rispettare l’obbligo di mantenimento dei prati permanenti, nelle zone diverse da quelle sensibili, si legge che si possono convertire solo dopo autorizzazione di Agea. Si ha già un idea di come funzionerà il meccanismo, ovvero l’azienda dovrà fare una richiesta di autorizzazione ad Agea prima di convertire un prato permanente? Se Sì, quali tempistiche si prevedono?

Gli Stati membri devono assicurare che il rapporto tra “prati e pascoli permanenti” e la “superficie agricola totale” non diminuisca in misura superiore al 5%.

L’obbligo si applica a livello nazionale.

Al fine di verificare il controllo sulle superfici a “prati e pascoli permanenti”, in Italia, il decreto ministeriale impone che gli agricoltori possano convertire i prati e pascoli permanenti, solo dopo l’autorizzazione di Agea. L’autorizzazione di Agea è rilasciata entro 30 giorni.

Quindi, prima di convertire un prato o pascolo permanente, l’agricoltore deve presentare una richiesta di autorizzazione ad Agea, che deve rilasciare l’autorizzazione entro 30 giorni (vedi Il greening per l’agricoltore, v. box sotto).

Questa norma è valida per zone diverse da quelle sensibili.

Nelle zone ecologicamente sensibili (zone “Natura 2000”, zone sensibili contemplate nelle direttive 92/43/CEE o 2009/147/CE, incluse le torbiere e le zone umide ivi situate), gli agricoltori non possono mai convertire o arare i prati e pascoli permanenti.

Fasce tampone: Ok anche alle superfici utilizzate per la condizionalità

Per soddisfare il 5% dell’Efa si può usufruire anche delle fasce tampone (vicino ai corsi d’acqua) già utilizzate per il rispetto della condizionalità. Il greening verrà pagato regolarmente, anche se le suddette fasce servono per rispettare comunque un obbligo di legge (condizionalità) o ci saranno delle decurtazioni?

Il pagamento greening verrà pagato, anche se le suddette fasce servono per rispettare la condizionalità.

Affitti “lontani”: Nessun limite territoriale
Conta l’azienda

Azienda con più di Ha 15 a Sau situata tutta in pianura, può prendere in affitto nel 2015 del terreno in montagna per rispettare il 5% dell’area ecologica (Efa)? Ci sono dei limiti territoriali, o essere zone limitrofe?

Non ci sono limiti territoriali. Gli impegni del greening vanno rispettati a livello aziendale, indipendentemente dall’ubicazione dei corpi aziendali.

Si ricorda che il greening riguarda le superfici a seminativi; quindi è possibile utilizzare terreni in affitto in montagna, al fine di destinare una superficie ad area a valenza ecologica (Ecological Focus Area, Efa), purché siano seminativi.

Azotofissatrici: Non ci sono vincoli agronomici sulle superfici Efa

Se utilizzo una azotofissatrice (erba medica, soia, fagiolino, ecc.) per il rispetto del 5% della superficie Efa, che vincoli agronomici ho sul questa superficie? Stanno circolando voci che su dette superfici non si potrà utilizzare i concimi, i prodotti fitosanitari e non si potrà irrigare. Probabilmente c’è un po’ di confusione tra Efa e pratiche equivalenti.

Il regolamento comunitario non prevede vincoli agronomici sulle azotofissatrici, come utilizzo dei concimi o prodotti fitosanitari.

Soia: Efa rispettata anche calcolando l’intera superficie

Il pagamento accoppiato alla soia prevede una soglia di aiuto. È riferita solo al premio accoppiato? O posso seminarne di più per rispettare il 5% di Efa?

Il pagamento accoppiato alla soia prevede i seguenti limiti (o soglia di aiuto):

– l’intera superficie per i primi cinque ettari;

– per la superficie eccedente i 5 ettari, il 10% della superficie.

Tali soglie di aiuto sono riferite al pagamento accoppiato; ciò non impedisce di calcolare l’intera superficie a soia per rispettare il 5% di Efa.

Corpi separati: Gli impegni vanno rispettati a livello aziendale

Un’azienda con corpi separati (due regioni distinte Emilia-Romagna e Toscana), ai fini della diversificazione, deve fare il conto sul totale aziendale o devo ragionare come fossero due aziende? Mi spiego meglio; sulla mia azienda di Piacenza ho 2 colture (grano tenero e mais) mentre in Toscana faccio altre 2 (grano duro e erba medica). È rispettato il vincolo delle tre colture?

Sì, l’azienda in questione sta praticando 3 colture (grano, mais ed erba medica), in quanto grano tenero e grano duro sono le stesse colture. La coltura principale deve coprire al massimo il 75% della superficie a seminativo e le due colture principali al massimo il 95%.

Gli impegni del greening vanno rispettati a livello aziendale, indipendentemente dall’ubicazione dei corpi aziendali.

Leguminose industria: Pisello, fagiolo, fagiolino sono azotofissatrici

Le leguminose da industria del surgelato (pisello, fagiolo, fagiolino) sono valide per il calcolo della diversificazione? Fa fede la presenza in campo al “15 maggio”?

Il pisello, fagiolo, fagiolino (anche da surgelato) rientrano nelle specie azotofissatrici.

Ogni ettaro di superficie a seminativi di un’azienda agricola è conteggiato una sola volta per ciascun anno di domanda. Per individuare la coltura, in presenza di più colture in un anno sullo stesso terreno, il periodo da considerare è la parte più significativa del ciclo colturale (art. 40, Reg. 639/2014).

In sintesi, la coltura indicata in Domanda unica deve essere una sola, ovvero la coltura “più significativa”.

Entro il 31 ottobre 2014, Agea deve comunicare il periodo per rilevare la coltura “più significativa”. Quindi fino al 31 ottobre 2014, l’agricoltore è nell’incertezza sulla coltura da considerare per il calcolo della diversificazione e dell’Efa. 

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