Green economy nel mirino

ENERGIA
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«Una catastrofe» per la green economy e per il futuro di questo Paese. Così AssoRinnovabili, l’Associazione che rappresenta gli operatori del comparto rinnovabili, considera il cosiddetto “spalma incentivi”, che l’ultimo Consiglio dei Ministri avrebbe deciso di inserire nel decreto legge Omnibus.

La norma, nata con l’intento di tagliare del 10% la bolletta energetica delle imprese, consiste in sostanza in un allungamento del periodo di incentivazione (attualmente 20 anni) per gli impianti fotovoltaici esistenti con capacità superiore ai 200 kWp. La somma totale dei finanziamenti resterebbe insomma immutata, ma le imprese dovrebbero fare i conti con una netta sforbiciata dell’incentivo annuo o, in alternativa, con un prelievo forzoso sui ricavi (si parla in questo caso dell’8%).

«Tutto questo – denuncia l’associazione – avrebbe effetti disastrosi per le nostre aziende, già colpite negli ultimi anni da una pioggia di provvedimenti avversi, ma anche per l’intera società. Insomma la scelta, se confermata, si tradurrebbe di fatto in un non risparmio per le piccole e medie aziende che il Governo dice di voler sostenere». I rischi maggiori, prosegue AssoRinnovabili, sono tre: l’occupazione – con oltre 10mila posti di lavoro in bilico -, il futuro energetico del Paese – specie in un periodo di forti tensioni internazionali -, la credibilità dell’intero sistema Italia, con gli investimenti stranieri già diminuiti del 58% dal 2007. Verrebbero inoltre danneggiati i rapporti con gli istituti di credito, mentre occorrerebbe rinegoziare contratti e autorizzazioni.

Ma sopra ogni cosa, per l’associazione, «non può essere accettata in alcun modo una scelta retroattiva, che manda in frantumi ogni certezza sul diritto». L’associazione non si limita a denunciare: «siamo pronti a sederci ad un tavolo e portare avanti un confronto serio con il Mise, come abbiamo fatto negli ultimi mesi. Ma il Governo deve scegliere e dire chiaramente qual è la sua visione del futuro: se l’innovazione e la sostenibilità o se il carbon fossile».

Anche perché, promette, risparmiare sulla bolletta energetica senza “cambiare le carte in tavola” si può. La proposta di AssoRinnovabili consiste in 8 azioni: revisione del mercato dei servizi di dispacciamento; revisione degli oneri impropri nelle bollette delle Pmi; intervento sulle convenzioni CIP6 a fonti assimilate; riduzione di parte degli oneri A3 tramite cartolarizzazione dei crediti commerciali vantati dal Gse; pacchetto di opzioni volontarie e non “ricattatorie” (“spalma incentivi”) con clausole salva burocrazia e salva modifiche retroattive o meccanismo di risoluzioni anticipate da conti energia; implementazione di SEU virtuali; trasferimento in bolletta dei vantaggi generati dalle rinnovabili e degli aggravi che già pagano; introduzione di un sistema fiscale “green” basato sul principio di “chi inquina paga”. 

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