Gli agromeccanici si interrogano sulla Pac

MECCANIZZAZIONE
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Anche la terza edizione del Contoterzista
Day si conclude con un tutto esaurito
all’auditorium Same Deutz-Fahr di Treviglio
(Bg). Oltre 500 le persone che si sono radunate
in occasione dell’ormai tradizionale giornata
per i contoterzisti, organizzata anche
quest’anno in casa Same Deutz-Fahr dalla
rivista Edagricole-New Business Media “Il
Contoterzista” in collaborazione con Unima,
Confai e Deutz-Fahr e con gli sponsor Bayer
Crop Science, Eurochem Agro e Bkt.

«Noi investiamo in Ricerca e Sviluppo perché
sono la chiave per il futuro della nostra attività
e l’unica via per soddisfare i fabbisogni dei
nostri clienti – ha detto inaugurando la giornata
il vicepresidente Same Deutz-Fahr Aldo
Carozza
–. Il 2014 è stato l’anno in cui abbiamo effettuato il massimo investimento, soprattutto
per ampliare la gamma Deutz-Fahr,
e noi cerchiamo di sviluppare gamme di prodotti
che possano essere costruite per le vere
esigenze. Nel nostro reparto R&D lavorano
300 persone e credo che anche la giornata di
oggi vada nella stessa direzione, ossia quella
di una sempre maggiore conoscenza».

L’impatto della nuova riforma

Due in particolare i temi forti che hanno fatto
da traino per radunare il mondo degli agromeccanici,
per la prima volta presenti
sotto il cappello di Cai, cioè Coordinamento
Agromeccanici Italiani (frutto del protocollo
di intesa tra Unima e Confai), ovverosia Pac
e ruolo del contoterzismo. Smentendo seccamente
le voci che danno la Pac rinviata di
un anno, Angelo Frascarelli, dell’Università
di Perugia, ha fatto luce sui principali punti
attorno ai quali ruota la riforma recentemente
approvata. Sono tre gli strumenti principali
della Pac: i pagamenti diretti (52% delle
risorse), le misure di mercato (8%) e lo sviluppo
rurale (40%). Ma è ormai evidente che sul
mercato ci saranno sempre meno interventi
e che l’agricoltore dovrà farcela da solo, per
cui l’unico giudice sarà il mercato. Per riformulare
i pagamenti diretti sono stati seguiti
3 criteri, ha spiegato Frascarelli: spacchettamento
in 5 tipologie di pagamenti, regionalizzazione
(cioè aiuti per ettaro uniformi a livello
“regionale”) e convergenza interna (processo
per avvicinare progressivamente il valore dei
pagamenti diretti tra agricoltori all’interno di
una stessa “regione”). Le 5 tipologie di pagamento
scelte dall’Italia sono: base (58%),
ecologico (greening, 30%), per i giovani agricoltori
(1%), accoppiato (11%) e per i piccoli
agricoltori.

Le decisioni italiane in merito al calcolo dei
nuovi titoli, ha spiegato Frascarelli, hanno
previsto quindi la regionalizzazione applicata
a livello nazionale, la convergenza basata
sul cosiddetto “modello irlandese” e il valore
del pagamento greening individuale, calcolato
come percentuale del valore di ciascun titolo del pagamento di base. I “nuovi titoli”
saranno assegnati agli agricoltori attivi sulla
base della domanda unica al 15 maggio 2015
e verranno calcolati sulla base dei pagamenti
percepiti nel 2014, anziché in base al valore
dei titoli detenuti dall’agricoltore al 15 maggio
2014. Questa scelta implica che i pagamenti percepiti sui titoli in affitto vengono conteggiati
a favore dell’affittuario e che i pagamenti
percepiti tengono conto anche dei pagamenti
dell’Art. 68, anche se solo in alcuni casi.

Come detto, l’Italia ha destinato al sostegno
accoppiato l’11% del massimale nazionale,
che è pari a 429 milioni di euro per il 2015 ed è
destinato a 8 settori produttivi e a 17 misure
di intervento. La maggior parte delle risorse
sono destinate alla zootecnia (211,8 milioni,
pari al 49,3%), mentre il sostegno ai seminativi
(34% delle risorse) interessa sette settori: riso,
barbabietola, pomodoro da industria, grano
duro (centro-sud), soia (nord) proteoleaginose
(centro), leguminose da granella (sud). Infine,
l’olivicoltura riceve il 16,4% delle risorse, pari
a 70,39 milioni di euro. Particolare enfasi è
stata data alla superficie interessata al greening
per le aziende a seminativi (vedi Tab. 1) o
a prati e pascoli permanenti. Le parole chiave
per l’agricoltura 2020, ha concluso Frascarelli,
saranno competitività, beni pubblici, produttività,
sostenibilità e selettività, il tutto in uno
scenario caratterizzato da volatilità dei prezzi,
aumento della domanda alimentare e cambiamenti
climatici.

Contoterzismo in crescita

Altrettanto atteso è stato l’intervento di Stefano
Baldi
, project manager di Nomisma,
che ha presentato i risultati dell’indagine sul
contoterzismo in Italia, condotto appunto da
Nomisma, sponsorizzato da Bkt e promosso
da Unima e Confai, in collaborazione con
FederUnacoma, Enama e Unacma. Per poter
scattare una fotografia del settore con la maggior
definizione possibile sono stati impiegati
diversi strumenti di indagine: una survey sugli
operatori, il calcolo dei costi di esercizio per
alcuni cantieri di lavorazione agricola e l’analisi
sui dati dell’ultimo censimento agricoltura.
L’incrocio dei risultati ottenuti ha permesso di
comprendere come il fenomeno del contoterzismo
sia in aumento non tanto in termini di
aziende servite quanto di numero di giornate
dedicate per azienda agricola; questo aumento
della “intensità del contoterzismo” in
agricoltura fornisce una prova del crescente
bisogno delle imprese agricole di ricevere
supporto per la realizzazione di specifiche
operazioni colturali e in alcuni casi per la gestione
completa dell’azienda. Generalmente,
si è osservato come l’aumento della domanda
di tali servizi sia legata prima di tutto ad aspetti
economici; le ridotte dimensioni medie
dell’azienda agricola italiana in molti casi non
lasciano spazio per gli investimenti necessari
a costituire alcuni cantieri di lavoro. Inoltre, il ricorso
al contoterzismo non si configura semplicemente
come una questione economica,
ma anche di qualità. La qualità e i tempi delle
lavorazioni in campo rappresentano senz’altro
un punto cruciale che può essere raggiunto in
presenza di macchine e attrezzature adeguate,
manodopera qualificata, tecnologia e innovazione.
Sono questi tutti elementi che spesso
l’azienda agricola non è in grado di concentrare
e per cui trova nel contoterzista un
adeguato supporto. L’impresa agromeccanica,
soprattutto se di dimensioni medio-grandi,
impiega trattrici e macchine tendenzialmente
nuove e quindi in grado di garantire efficienza,
qualità e sicurezza. Il servizio tuttavia che questo
settore rende all’agricoltura non è esente
da criticità, ha concluso Baldi, rappresentate
anche in questo caso principalmente da fattori
economici: tempi di pagamento, prezzi dei
fattori produttivi e accesso al credito.

Due sono stati anche gli interventi “istituzionali”
nel corso della giornata. Il primo è stato
affidato a Carlo Feletto, consigliere nazionale
di Unima, che ha annunciato la nascita del progetto
Cai Giovani, tra i cui obiettivi vi è quello di
crescere nuovi amministratori con capacità e
conoscenze manageriali e imprenditoriali e di
sensibilizzare l’aggregazione fra contoterzisti
con attenzione alle nuove dinamiche di lavoro.
Attualmente sono più di 50 i giovani aderenti
max under 40 ed è già attiva la pagina facebook
“Cai Giovani” per iscriversi al progetto. Il
tema della formazione è stato infine affidato
a Marco Speziali, presidente di Confai Academy,
un ente formativo senza scopo di lucro
che si propone come moderna accademia
d’impresa per il settore agromeccanico, agricolo
e agroindustriale. I campi d’azione sono
soprattutto l’aggiornamento tecnico, gestionale
e professionale delle imprese agricole e
agromeccaniche. Tra i temi trattati nel 2014
si segnalano gli aiuti diretti nella nuova Pac, la
salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la circolazione
delle macchine agricole e l’alimentazione
della bovina da latte.

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