Giro di vite sul recupero dei contributi Inps

L'Inps trasferisce a Equitalia le procedure per il recupero dei mancati pagamenti
paesaggio_DallAglio.jpg

Giro di vite per la riscossione dei contributi Inps anche per gli agricoltori. L’Istituto previdenziale infatti trasferisce a Equitalia le procedure per il recupero dei mancati pagamenti. L’Inps invierà un avviso bonario e subito dopo arriverà la cartella esattoriale. Se non si procederà entro 40 giorni alla regolarizzazione scatteranno i pignoramenti.

Con la circolare 67 del 30 aprile/2009, l’Istituto recepisce infatti la legge 33/2009 che affida agli agenti della riscossione la prosecuzione «dei procedimenti esecutivi relativia crediti in gestione prezzo gli uffici legali dell’Istituto, già oggetto di procedimenti civili di cognizione ordinaria di esecuzione».

La finalità della norma – spiega la circolare –  è quella di ricondurre a unitarietà le procedure coattive di recupero nei confronti di debitori già conosciuti e di ottenere una maggiore efficacia dell’attività di esazione coattiva in virtù delle più ampie possibilità di azioni attribuite, in base alle disposizioni vigenti, agli Agenti della Riscossione (A.d.R.).

La nuova procedura per quanto riguarda l’agricoltura si affiancherà allo strumento già operativo della compensazione dei debiti con i premi Pac che ha consentito all’Istituto previdenziale di recuperare già 76 milioni. Il meccanismo prevede che l’Inps invii all’Agea l’elenco degli agricoltori non in regola e sulla base di tale lista l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura provvede a trattenere la quota che non risulta versata e a trasferirla nelle casse dell’Istituto previdenziale. Ma questa modalità di recupero  sta creando molti problemi alle imprese e  la questione sarà posta tra i temi  in discussione al tavolo sulla riforma della previdenza e del mercato del lavoro avviato al ministero del Welfare.


Pubblica un commento