Frutta, il caldo spariglia le carte

OSSERVATORIO
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Le elevate temperature dei primi tre mesi del 2014 hanno provocato forti anticipi nelle fioriture dei frutteti. Ma non è detto che avranno anche ripercussioni indesiderate sui calendari di raccolta, come le sovrapposizioni tra l’offerta del Nord Italia e quella del Sud che qualche operatore commerciale temeva; infatti un certo anticipo delle fioriture non c’è stato solo nel Settentrione ma anche nel Meridione.

La discussione si sta spostando piuttosto su un’altra questione: bisogna ridisegnare le previsioni sulle epoche di raccolta e quindi sui calendari d’offerta. E non si esclude che si presentino nuove situazioni in grado di aprire scenari interessanti proprio dal punto di vista commerciale.

È quanto suppone Silvio Pellegrino, direttore del centro ricerche Creso di Cuneo, che spiega: «Qui in Piemonte il pesco è fiorito 20-21 giorni prima di quanto fece nel 2013 e l’albicocco 8-11 giorni prima. Non si stimano anticipi altrettanto sostenuti per i periodi di raccolta anche se dovrebbero rimanere importanti: si prevede che sia per il pesco sia per l’albicocco i frutteti risultino pronti per le raccolte 7-10 giorni prima che l’anno scorso. Per esempio la raccolta delle nettarine Big Top potrà forse iniziare già verso il 10 luglio, invece che come come da copione verso il 20 luglio; e potrà arrivare a conclusione anche prima della fine di luglio. In ogni caso un sensibile arretramento dei calendari d’offerta ci sarà. E gli uffici commerciali delle aziende frutticole della nostra regione iniziano a interpretare la cosa come un’opportunità: non nascondono di sperare di trovare, proprio grazie a questa decina di giorni di anticipo, maggiori probabilità di successo sui mercati dell’Europa centro – settentrionale».

Fioriture prima del tempo a causa del caldo si sono verificate anche nel Sud Italia, si diceva. Le drupacee del Metapontino per esempio, comunica Carmelo Mennone, diret- tore dell’azienda sperimentale Pantanello di Metaponto (Mt), hanno anticipato la fioritura di 10-12 giorni. E gli agrumi di un paio di settimane. «Ma questo non vuol dire che automaticamente saranno anticipate anche le produzioni, dipenderà dalle condizioni ambientali delle prossime settimane».

C’è piuttosto un timore diffuso tra chi opera nel commercio delle pesche e albicocche di questa parte d’Italia, continua il tecnico lucano. Timore che deriva da un’altro tipo di situazione: «L’inverno mite non ha permesso alle nostre drupacee di soddisfare il proprio fabbisogno in freddo. Conseguenza: le fioriture di queste frutticole sono risultate lunghissime, sono durate 20-25 giorni, ossia 7-10 giorni in più del normale. Questo fenomeno comporta disformità della fruttificazione, con frutti da diradare e frutti dalla pezzatura ridotta. Ci aspettiamo anche cicli di raccolta più lunghi del solito e non escludiamo di ottenere minori quantità prodotte».

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