Fima record in un mercato grigio

In Spagna nel 2011 le immatricolazioni di trattori sono scese al minimo storico: 9.971 unità
TV_12_18_fima.jpg

Il nuovo consigliere aragonese dell’Agricoltura, Modesto Lobón, ha definito la 37esima edizione della Fima (Fiera internazionale di macchine agricole di Saragozza) «la prima fiera d’Europa», forse sull’onda dell’entusiasmo dei 200 milioni di euro che, secondo Manuel Teruel, presidente della Fima, ha portato alla capitale aragonese.

Tra i tanti temi e dibattiti che si sono sviluppati durante la fiera, da segnalare la celebrazione del Congresso sullo Sviluppo Rurale, l’Incontro Nazionale degli operatori dei cereali e la seconda edizione di Med-Winds, durante la quale i principali rappresentanti delle imprese più importanti del settore hanno parlato di soluzioni e proposte per l’agricoltura nel Mediterraneo.

Questa edizione della Fima è stata segnata anche dalla celebrazione del programma delle Missioni Commerciali, che durante la fiera sono servite a migliorare l’esportazione dei prodotti spagnoli e alla quale hanno partecipato 197 aziende provenienti da 32 paesi.

 

LE PERFORMANCE DEI BIG

Il 2012 sarà un anno carico di celebrazioni per John Deere, a cominciare dai 7 premi ricevuti al Concorso per le Novità tecniche, la sua miglior prestazione nella storia della fiera, ma anche per i 175 anni dell’azienda. Josè Antonio Vicente, direttore generale della fiera, al momento della consegna della targa commemorativa ha commentato che per la fiera era motivo di orgoglio contare sull’appoggio di aziende con una storia come John Deere. La multinazionale, che ha chiuso il 2011 con un fatturato di 25.150 milioni di euro, ha come obiettivo il superamento dei 38 miliardi nel 2018, puntando su due elementi chiave: la presenza nei mercati di Cina, Brasile e India e il costante investimento in ricerca e sviluppo, che come riferito da Germán Martínez, responsabile di John Deere Spagna, ammonta a 3,8 milioni di euro al giorno.

Fiat Industrial ha chiuso il 2011 con un fatturato di 18.527 milioni di euro, di cui 10.813 corrispondono alle vendite di New Holland Agriculture, il che implica un aumento del fatturato rispetto agli ultimi due anni e un importante incremento del margine operativo. Con questi numeri ha aperto la conferenza stampa Carlo Lambro, vicepresidente Europa di New Holland Agriculture. Oltre al lancio di tutta la gamma Tier IV nei trattori ad alta potenza e nelle mietitrebbie, New Holland ha come obiettivi 2012 il mantenimento della sua posizione nei trattori di gamma media, mentre per mietitrebbie e macchine da raccolta in generale l’obiettivo è recuperare quote di mercato. Se il mercato europeo dei trattori ha chiuso il 2011 a quota 174.322 unità (contro i 153.150 del 2010), quello spagnolo ha registrato il suo record negativo con meno di 10.000 unità. Per la precisione sono stati 9.971 i trattori venduti e, a parte John Deere con una quota del 28,4%, New Holland ha registrato un 17,2% di quota, un trend discreto grazie soprattutto al recupero nell’ultimo trimestre dell’anno, secondo quanto riferito da Riccardo Angelini, direttore di New Holland Agriculture in Spagna. Come mietitrebbie, senza dubbi New Holland ha perso la leadership, che invece viene indiscutibilmente mantenuta nelle vendemmiatrici (56% di quota) e nelle presse (42% di quota). Le previsioni del mercato spagnolo 2012 dei trattori sono all’insegna della stabilità (intorno alle 10.250 unità) e New Holland ha un obiettivo del 18% di quota mercato. Per le mietitrebbie, invece, stima un mercato di circa 390 unità e approccia il 2012 con il chiaro obiettivo di essere il numero uno in questo segmento.

Case IH non sente la crisi. Secondo le cifre presentate in occasione della Fima dal direttore di Case IH in Spagna, Xavier Autonell, tutti i mercati delle macchine agricole sono cresciuti nel 2011 rispetto al 2010, con Case IH che ha guadagnato quote di mercato in tutte le aree del mondo. In Spagna, Case IH ha fatto registrare il 6,4% di quota (terzo marchio del mercato), in aumento per il quinto anno consecutivo. L’altro settore dove Case IH ha lavorato molto nel 2011 è stato quello dei ricambi, con un incremento del 47% del fatturato. Il marchio si trova nel pieno di un piano strategico di crescita che ha come obiettivo l’aumento del suo fatturato del 50% da qui al 2015. Nel caso della Spagna Case IH ha fissato come obiettivo una quota dell’8% sia nel mercato dei trattori sia in quello delle mietitrebbie (dove nel 2011 ha registrato solo il 2%).

Lodovico Bussolati, direttore generale del gruppo Same Deutz-Fahr, ha aperto la conferenza stampa alla Fima con uno di quei dati che segnalano un importante sviluppo dell’agricoltura. Secondo i dati riportati dal gruppo, il settore agricolo mondiale ha fatturato 47.946 milioni di euro nel 1999 e ci si attende che questa cifra nel 2015 raddoppi. Davanti a questa previsione, Sdf cerca una buona posizione sulla scena, scommettendo sugli investimenti nei suoi centri produttivi, sull’acquisizione di altri marchi (vedi Gregoire) o sullo sviluppo di una gamma propria di prodotto in ciascuna regione. Nel complesso, senza contare le acquisizioni esterne, il gruppo prevede di investire 204 milioni di euro da qui al 2015, e il 60% di questi sarà destinato allo sviluppo di nuovi prodotti. Franco Artoni, vicepresidente esecutivo delle Vendite, marketing e post-vendita del gruppo, si è concentrato sugli obiettivi per quest’anno: aumentare il fatturato al di fuori dell’Europa dal 13 al 25%, raddoppiare la produzione di mietitrebbie fino a 600 macchine nel 2013 e aumentare il fatturato dei ricambi fino a 210 milioni di euro. Nel mercato spagnolo dei trattori i tre marchi del gruppo hanno totalizzato una quota mercato del 12,4%, in calo di due punti percentuali rispetto all’anno scorso. Come previsioni 2012, si stima che il mercato si manterrà sulle 10mila unità e l’obiettivo della filiale iberica è di tornare a un 13% di quota nei trattori, di aumentare le vendite di mietitrebbie (fino a 24 unità) e di aumentare il fatturato dei ricambi fino a 13,6 milioni di euro.

La filiale spagnola di Agco può vantarsi di crescere nel peggior momento del mercato. La somma dei suoi tre marchi presenti sul mercato spagnolo (Fendt, Massey Ferguson e Valtra) raggiunge una quota del 12,4%, esattamente come Sdf, ma con la differenza che Agco veniva da un 2011 dove la quota era dell’11,6%. Secondo José Ramón González, responsabile dei marchi Fendt e Valtra per la filiale iberica, che il mercato si stabilizzi o cali ancora, nel 2012 Agco Iberia si aspetta di crescere ancora come quota di mercato nei trattori.

Davanti a una situazione di mercato dei trattori ai minimi storici (-5,2% sul 2010), Alberto Piñero, direttore marketing e sviluppo di Kubota Spagna, ha messo in evidenza che il marchio di origine giapponese si è comportato molto positivamente, «mantenendo la terza posizione nella classifica generale di vendita dei trattori e piazzandosi al secondo posto nel segmento dei trattori specialistici».

Infine, venti favorevoli spirano anche per la multinazionale tedesca Claas, che ha chiuso il 2011 con un fatturato record (3.304 milioni di euro), e la sua filiale iberica, che concentra il grosso del suo mercato, come confermato dal direttore marketing Arturo Castaño, nelle macchine per la raccolta, che hanno subito un calo molto più contenuto rispetto ai trattori. In quest’ultimo caso, comunque, sono riusciti ad aumentare la loro quota di mercato, anche se avrebbero desiderato crescere di più, e si sono posti come obiettivo 2012 una quota superiore al 3%.

In conclusione, nonostante l’incertezza che sta generando la situazione economica della maggioranza dei paesi mediterranei, nonostante la restrizione del credito – che ha spinto la maggior parte delle aziende a migliorare le offerte in questo senso – e nonostante il fatto che nel migliore dei casi la soglia dei trattori venduti in Spagna raggiunga le 12mila unità nel 2012, ci sono degli spiragli di luce in questo percorso e uno di questi è che, come è stato ribadito in tante conferenze stampa, l’agricoltura non morirà. Anzi, è il business del futuro.

 

Articolo estratto da Vida Rural
1/Abril/2012


Pubblica un commento