Fieragricola: Internazionale, sostenibile e attenta agli operatori

All’edizione n° 110 dell’esposizione veronese previste 45 delegazioni di buyer esteri.
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Fieragricola è pronta a tagliare il traguardo delle 110 edizioni. Cifra tonda, che proietta Fieragricola in un mix di grande storia e innovazione. Le date, da appuntare sul calendario, sono 2-5 febbraio 2012. Con una raccomandazione: dal sito della manifestazione (www.fieragricola.com), i visitatori possono acquistare il biglietto online, evitando code e risparmiando, come si dice, al botteghino. Questioni preliminari, di servizio, sul primo evento internazionale dedicato all’agricoltura dell’anno 2012, che occuperà ben dieci padiglioni del quartiere fieristico veronese, con un evento rivolto trasversalmente a tutti gli operatori del sistema Agricoltura.

Alle anticipazioni ci pensa Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere e stratega di un rilancio di Fieragricola in chiave sempre più internazionale. La prossima edizione di Fieragricola sarà infatti caratterizzata da una massiccia presenza di delegazioni straniere. «Rispetto al 2010, anno in cui Fieragricola registrò un rafforzamento delle presenze estere sia come espositori che come visitatori, nel 2012 siamo ancora più forti. Un dato su tutti, suscettibile peraltro di miglioramento: le delegazioni di buyer esteri saranno 45, dieci in più sull’edizione precedente. E questo nonostante i problemi causati dall’assenza dell’Ice, cancellata improvvisamente lo scorso luglio. Verona, d’altronde, si trova in una posizione geografica ideale. Siamo nel cosiddetto “Quadrante Europa”, ma al contempo siamo proiettati nel Bacino del Mediterraneo, ponte naturale fra il Made in Italy e tutti i Paesi dell’Unione europea, del Maghreb e del Medio Oriente, ma anche dell’Europa Centro-Orientale e Balcanica».

L’agricoltura, poi, si presta come tematica sovranazio-nale…

«L’agricoltura, pur rappresentando l’economia reale, dunque fortemente connessa al territorio, è senza dubbio il settore che riveste elevate caratteristiche di internazionalità. Basti pensare alla Pac, la prima e fino a pochi anni fa l’unica materia oggetto di una vision comune. Ma l’agricoltura ha elevatissime doti di internazionalità anche se ci concentriamo sui flussi del trading. E, non ultimo, se prestiamo attenzione al fenomeno del land grabbing, che ha acceso i riflettori sulla corsa alla terra».

Parliamo di Pac. Qual è il ruolo di una fiera in questi frangenti?

«Una manifestazione fieristica è innanzitutto un momento di business. Non dimentichiamo che il sistema fieristico italiano genera volumi d’affari che si aggirano intorno ai 60 miliardi l’anno. Fieragricola, pertanto, in primo luogo è una vetrina delle ultime novità dedicate all’agricoltura e un’occasione per concludere affari. Tuttavia, se spostiamo l’attenzione sulla Pac, il ruolo di Fieragricola è altrettanto centrale, anche se in termini di dialogo, di scambio di idee. È soprattutto durante manifestazioni come Fieragricola, in grado di attrarre oltre 130mila persone in quattro giorni, che si riesce a cogliere gli stati d’animo degli addetti ai lavori. E quest’anno, proprio sulla riforma della Pac, Veronafiere si candida a essere un momento di confronto dialettico e di crescita, a livello internazionale, ma anche di formazione verso gli operatori. Sono molti, infatti, gli aspetti innovativi della recente proposta del commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, che dovranno essere approfonditi e ridiscussi: il capping, il greening, ma anche il sistema degli aiuti diretti e dello sviluppo rurale. Se ne parlerà ampiamente con i principali player dell’Unione europea durante Fieragricola, nel convegno inaugurale, che quest’anno non poteva non essere dedicato al tema portante dell’agricoltura comunitaria, la riforma della Pac».

Oltre al rafforzamento dell’internazionalizzazione, quali sono i pilastri sui quali poggia la tradizione ultracentenaria di Fieragricola?

«Oltre agli aspetti di internazionalizzazione, Fieragricola si caratterizza per una valorizzazione completa di tutti i settori dell’agricoltura. Crediamo che questo sia il ruolo di una manifestazione che si appresta a tagliare il traguardo delle 110 edizioni: avere una visione ad ampio raggio del comparto, in modo da rivolgersi concretamente a tutti gli operatori del mondo agricolo. È questa la sfida. Essere fortemente qualificati per l’alto tasso di innovazione, tecnologia, macchine e persino nella sezione convegnistica, in modo da sostenere la necessaria spinta alla specializzazione, ma allo stesso tempo desideriamo rivolgerci a tutti gli operatori del sistema agricolo, senza escludere nessuno. Per questo Fieragricola propone una rassegna in grado di attrarre gli imprenditori e i contoterzisti, i veterinari, gli allevatori e le industrie mangimistiche, i costruttori di macchine e attrezzature agricole, gli agrituristi, senza dimenticare i produttori di energia da fonti rinnovabili. L’agricoltura d’altronde, se considerata come serbatoio della più ampia filiera agroalimentare, rappresenta la seconda voce del Pil nazionale. Solo l’export dei prodotti agroalimentari made in Italy supera i 25 miliardi di euro, con un potenziale ancora più dirompente se venissero applicate regole di tutela più severe in materia di contraffazione».

Fieragricola sarà una manifestazione dinamica, aperta a tutti gli operatori del vasto mondo agricolo, ma anche sostenibile…

«La sostenibilità sarà uno dei temi portanti dell’edizione numero 110. Non dimentichiamo che la sfida per il futuro sarà proprio quella di produrre di più, in maniera più sicura, rispettando l’ambiente. Fieragricola farà in modo di rendere concreti i principi correlati alla sostenibilità, sul piano sociale, occupazionale, ambientale e produttivo. Non esiste un solo modo di approcciarsi alla sostenibilità e soprattutto, dobbiamo allontanare l’idea che la sostenibilità rappresenti solamente un costo e non invece un’opportunità per le imprese e il mondo agricolo. Quanto alla dinamicità dell’evento, anche all’appuntamento di febbraio i visitatori troveranno le aree dedicate alle esibizioni dei mezzi e alle prove dei trattori, con la simulazione delle condizioni di lavoro in agricoltura. È un servizio in più che caratterizza Fieragricola fin dal 2006 e che rappresenta un ottimo sistema di contatto immediato fra espositori e utenti finali».

Come sarà organizzata Fieragricola 2012?

«Le sezioni portanti della manifestazione saranno cinque, come da tradizione ormai consolidata. Avremo così l’Agrimeccanica, dedicata alle innovazioni tecnologiche e di processo nel campo della meccanica, macchine e attrezzature agricole, che occupa ben cinque padiglioni dei dieci totali; Agriservice, sui servizi innovativi per lo sviluppo dell’agricoltura; Zoosystem, che riguarda le tecnologie e le attrezzature per l’allevamento da reddito, i prodotti per la nutrizione e la salute animale, i centri di fecondazione e società per la commercializzazione del seme, strumenti ed apparecchi veterinari; Bioenergy Expo, vero e proprio salone dedicato alle energie da fonti rinnovabili in agricoltura, e Agripiazza, sui mezzi tecnici per l’agricoltura».

Quali saranno le principali novità?

«Per una panoramica aggiornata e approfondita consiglio di visitare il sito www.fieragricola.com. Gli obiettivi di Veronafiere sono quelli di sostenere nel business i propri espositori, ed è anche per questo che abbiamo puntato molto sulle delegazioni estere, e contemporaneamente di aiutare i visitatori a delineare il proprio quadro di operatività. Così, se è vero come è vero che il futuro dell’azienda agricola sarà sempre più all’insegna della multifunzionalità, Fieragricola illustrerà una ricerca di Nomisma, proprio sulle opportunità di diversificazione e di reddito. Inoltre, il settore della zootecnia, oltre ai confronti delle razze bovine sul ring e l’esibizione degli animali da reddito di Italialleva, proporrà gli ultimi risultati in tema di genetica e di ricerca. Il comparto della meccanizzazione per sua natura concentrerà numerose innovazioni, la maggior parte delle quali saranno rivolte al contenimento dei costi produttivi e a una maggiore tutela dell’ambiente e del risparmio energetico. Importanti novità caratterizzeranno anche le sezioni legate alle energie da fonti rinnovabili, che hanno proiettato l’Italia fra i primi Paesi produttori di green energy al mondo».

L’economia globale sta attraversando un momento di grave difficoltà. Eppure Fieragricola si conferma fra le più importanti manifestazioni internazionali dedicate all’agricoltura. Qual è il merito del successo?

«L’attenzione agli operatori, siano essi visitatori o espositori. E il fatto che Veronafiere è ormai un polo riconosciuto a livello mondiale per l’offerta fieristica nel segmento dell’agroalimentare, dalla produzione primaria al prodotto finito. Le presenze significative dei più importanti gruppi mondiali della meccanica agricola confermano, se mai ce ne fosse bisogno, che Fieragricola è tornata a ruggire…».


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