Emilia-Romagna, arrivano 6 milioni
per rottamare gli impianti irrigui obsoleti

IRRIGAZIONE
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La Regione Emilia-Romagna guarda avanti e, sia pure dopo una delle primavere più piovose degli ultimi 100 anni, ma memore di un’estate 2012 estremamente torrida, lancia una serie di provvedimenti e iniziative per contrastare il problema della siccità e per razionalizzare l’uso della risorsa irrigua.
In occasione dell’incontro “Irrigazione in Emilia-Romagna” del 17 giugno scorso l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni ha annunciato l’uscita entro l’estate di un bando che mette a disposizione 6 milioni per finanziare la “rottamazione” di impianti irrigui obso- leti. Allo stesso tempo è aperto fino al 1° luglio un bando con 7,7 milioni per la realizzazione di laghetti interaziendali per la raccolta dell’acqua.
Inoltre, in collaborazione con i Consorzi di Bonifica, è stato avviato un piano d’interventi che dovrebbe avvalersi dei 200 milioni di euro previsti dai due Piani irrigui nazionali.
«Si sta lavorando – ha detto Rabboni – per ridurre i consumi, recuperare le perdite, introdurre coltivazioni meno idroesigenti e contemporaneamente portare l’acqua dove scarseggia. Sono in corso investimenti e azioni che in pochi anni dovrebbero portare a un recupero di oltre 200 milioni di metri cubi di acqua, l’equivalente di alcuni gradi invasi, ma con un rapporto costi-benefici decisamente più vantaggioso. Nello stesso tempo 23mila ettari verranno irrigati in Romagna con l’acqua del Canale Emiliano-Romagnolo. Per la collina sono previsti invasi irrigui interaziendali cofinanziati per il 70% dal Programma di sviluppo rurale. Sono poi in programma invasi irrigui nelle cave esaurite per oltre 21 milioni di metri cubi e derivazioni irrigue dagli invasi idroelettrici montani».
Sul fronte dei servizi, accanto al già collaudato Irrinet (consiglio irriguo via internet ed sms), la Regione lancia ora iColt, messo a punto dall’Arpa.
Basato su immagini satellitari che fotografano le colture in atto e sui dati meteo a tre mesi, iColt permette di stimare le potenziali esigenze irrigue, sia a livello consortile che regionale.
Intervendo all’incontro, il sottosegretario alle Politiche agricole Maurizio Martina ha sottolineato l’importanza delle iniziative dell’Emilia-Romagna «che rappresentano un significativo esempio a livello nazionale». Il sottosegrertario ha anche evidenziato l’impossibilità di reperire i fondi per un nuovo piano irriguo nazionale. Disponibilità finanziare per l’irrigazione potranno altresì essere individuate nell’ambito dei pagamenti agro-climatico-ambienta- li della Pac 2014-2020.


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