Dalle eccellenze agli affari

EXPO 2015
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Raggiungere quota 60 miliardi, raddoppiando,
nell’arco di 3-4 anni, quote e
valore del nostro export. Questa la sfida
dell’industria agroalimentare italiana, che
vede nell’Expo di Milano un’occasione d’oro
per sfruttare a livello economico il potenziale
qualitativo del made in Italy e colmare quanto
più possibile il gap che ci separa dai nostri più
temuti e vicini concorrenti, in testa Francia e
Germania.

In questa ottica si inserisce “Cibus è Italia”, il
Padiglione Expo di Federalimentare, una delle
strutture più grandi dell’intera esposizione
con i suoi 5000 mq, frutto di un investimento
di 15 milioni di euro e della collaborazione tra
imprese, Fiere di Parma, Mipaaf e Ice.

Un luogo immaginato come vetrina delle nostre
eccellenze, come percorso di intrattenimento
ed educazione alimentare, ma anche e
soprattutto come “piazza degli affari”, centro
nevralgico da cui far decollare il business. Lo abiteranno circa 200 soggetti (tra aziende,
consorzi, rappresentanze) per un totale di
quasi 500 imprese e oltre 1000 marchi, suddivisi
in 15 zone tematiche rappresentative di
altrettante filiere: latte e formaggi, filiera della
carne bovina, riso, pasta, dolci e snack, pomodoro e vegetali, design e comunicazione,
carni suine e salumi, aceti e condimenti, olio,
tecnologie di produzione sostenibili, bere italiano,
filiera avicola, nutriceutica, territori.
A questi mini cluster si affiancheranno altri
anelli della catena del valore alimentare, come
i produttori di macchine agricole.

Le imprese non potranno vendere prodotti
(per questo ci sarà una piattaforma di ecommerce
realizzata in collaborazione con
eBay), ma avranno l’onore di raccontarli, di
far conoscere la loro storia, le caratteristiche
del territorio da cui provengono, i valori che
rappresentano, la cultura e le tradizioni che si
portano dietro. L’obiettivo è insomma far venire
l’acquolina in bocca agli stranieri, creare
interesse e incentivare accordi. «Questa non
è una fiera – ha ricordato Paolo Zanetti, vicepresidente
di Federalimentare con delega
all’Expo – è l’occasione per far innamorare il
mondo del modello italiano». E possibilmente
per venderlo.

Per farlo è stato messo in piedi un serrato
programma di incoming di operatori stranieri,
realizzato dall’Ice con il supporto del
managment di Cibus. Ad oggi il piano prevede
l’arrivo di circa 2000 operatori e 11 delegazioni
provenienti da 30 Paesi, «con focus
particolare – ha precisato Riccardo Monti,
presidente Agenzia Ice – sulle componenti
commerciale e distributiva, sulle quali siamo
ancora deboli». Ciascuna missione seguirà un
format prestabilito: visita al Padiglione Cibus,
al Padiglione Italia e al Padiglione del Paese
di appartenenza; partecipazione a workshop
e incontri b2b; spostamento mirato lungo lo
Stivale per visitare le imprese italiane e conoscere
di persona non solo il luogo da dove
nasce il prodotto, ma anche processi e tecnologie
alla base del risultato finale.

Il ministro Maurizio Martina ha ribadito la
necessità di non sprecare un’occasione che
avrà riflessi ben oltre i sei mesi di evento. Di
sicuro più di sei mesi durerà la struttura del
Padiglione Federalimentare: a fine Expo sarà
smontata e portata a Parma dove diventerà
la sede della Borsa merci agroalimentare.


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