Coprob, bilancio 2012 da record

Bieticolo-saccarifero
barbabietola

Se non fosse per questa maledetta primavera, che ha tagliato le superfici 2013, i visi in casa Coprob sarebbero davvero sereni.
La cooperativa di produttori bieticoli, leader italiana del settore saccarifero con una quota di 284mila tonnellate di zucchero, ha chiuso il bilancio 2012 con numeri record, tanto da far dire al presidente Claudio Gallerani che «siamo di fronte al migliore risultato della nostra storia».
In effetti Coprob ha chiuso il 2012 con un fatturato di 342 milioni di euro (+19% rispetto ai 288 milioni del 2011), con un patrimonio netto migliorato da 135 a 148 milioni di euro e, soprattutto, con un utile rilevante, passato dai 2,7 milioni del 2011 ai 16,6 milioni del 2012.
Ma ciò a cui tiene maggiormente Gallerani è il fatto che i buoni risultati della cooperativa siano stati trasferiti sui bieticoltori. «L’assemblea – evidenzia – ha deliberato un ristorno record per i soci conferenti, 17,3 milioni di euro, di cui 8,4 milioni come erogazione diretta e 8,9 milioni indirizzati a sostenere la capitalizzazione della cooperativa attraverso l’aumento delle quote sociali.
E così il valore medio del ristorno per tonnellata di bietola conferita dai soci supera i 13 euro, valore nettamente migliore a quello già rilevante del 2011: 6,4 €/t. Considerando una produzione di 48,2 t/ha si arriva a 635 €/ha».
Il vero dato-boom rimane comunque il prezzo pagato da Coprob ai propri soci: nel 2012 si è arrivati a 61,35 € per tonnellata di bietola, quando nel 2011 erano stati poco più di 48 €/t.
Certo il mercato mondiale dello zucchero, sensibilmente rialzista nel 2012, ha aiutato parecchio, ma è altrettanto evidente che Coprob si è messa nelle condizioni di intercettare questo andamento, investendo negli stabilimenti di Minerbio e Pontelongo (150 milioni di euro in cinque anni), riducendo i costi fissi, lavorando con i bieticoltori per aumentare le rese (le 10 t/ha di saccarosio non sono più un’eccezione, ma quasi una norma) e ridurre le tare.
«A ciò si aggiunge – precisa il direttore generale Stefano Montanari – una sensibile diminuzione del debito di Coprob (-13% nel 2012) e una riorganizzazione dello stesso, con l’allungamento delle scadenze. Questo significa che la cooperativa ha messo le basi per affrontare il futuro».
Ora si parte con un 2013 azzoppato dal taglio delle semine: si stimavano 35mila ettari nei due bacini Coprob. Ne sono stati seminati, causa piogge ripetute, circa 25mila. «Speriamo – conclude Gallerani – che questo fresco continuato sia di buon auspicio a rese elevate».


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