Contrazione del numero delle imprese agricole, 4% in un anno

STATISTICHE
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Sono 778.857 le imprese agricole italiane così come censite al 30 settembre 2013, dall’Osservatorio AgriOsserva da Ismea e Unioncamere.

Il dato conferma che prosegue la contrazione del numero delle imprese agricole: -4% in un anno e -10% negli ultimi quattro anni.

Per quanto riguarda le forme giuridiche delle singole imprese agricole si rileva che la forma preponderante è quella della ditta individuale con 693.145 soggetti, mentre le società di persone sono 58.183 e quelle di capitali 14.200 e 13.290 riferibili ad altre forme giuridiche.

La riduzione delle imprese agricole segue l’andamento generale degli altri settori produttivi. Questo ulteriore calo del numero di imprese registrato fra il 2013 e il 2012, sarebbe un ulteriore segnale che ancora non è stato raggiunto il punto di equilibrio.

Al sud calo inferiore

Dalla disaggregazione dei dati a livello territoriale si evince che il Nord-Est è l’area più colpita dal trend di arretramento della base produttiva agricola, subendo una contrazione tendenziale del 5,2%, pari a un calo di 9.532 unità produttive. Il Centro registra invece le dinamiche meno negative, con una riduzione annua del 3,1%. Nel Sud e nelle Isole flessione meno intensa rispetto alla media nazionale con -3,6%, mentre nel Nord-Ovest la flessione è leggermente più elevata: – 4,2%.

I dati dell’Osservatorio registrano al contempo la “vitalità” del settore agricolo rispetto agli altri settori produttivi del Paese: nel corso del 2013, infatti, sono nate ben 11.485 nuove imprese agricole, il 10% di tutte le nuove imprese registrate.

Il 17% dei titolari di nuove imprese agricole è costituito da giovani di età inferiore a 30 anni. Così come è interessante rilevare che è il Sud a mostrare maggiore interesse per l’agricoltura forse essendo più difficile trovare lavoro in altri settori come quello industriale o dei servizi. Infatti circa il 50% delle nuove imprese è localizzato nel Sud, il 24% nel Nord-Est, il 14% nel Centro e il 12% nel Nord-Ovest.

Il settore agricolo si caratterizza poi per un’importante presenza femminile in quanto il 29% delle imprese è diretta da donne. Il contributo delle donne alla conduzione delle imprese agricole si dimostra maggiore nel Centro-Sud, mentre è significativamente più basso nel Nord-Est. A livello di singole regioni, è da notare il Molise con la più alta incidenza di imprese agricole femminili (39,5%) mentre il Trentino-Alto Adige registra la percentuale più bassa, il 16,6%.

Calano le imprese, ma cala anche il reddito. Lo sottolinea il Centro Studi di Confagricoltura che archivia il 2013 come un anno da dimenticare. Crisi economica e calamità naturali sono i fattori principali che hanno fatto perdere reddito e occupazione alle imprese, anche se dall’export dell’agroalimentare non mancano segnali positivi. Secondo il Centro Studi il 2014 potrà essere l’anno della riscossa nelle campagne, della ripresa di reddito e occupazione,«a patto che tutti lavorino per raggiungere questo risultato, che deve invertire quanto avvenuto nei primi 9 mesi del 2013, in cui il valore aggiunto agricolo è sceso dell’1,4%».

Nello stesso periodo dell’anno «gli occupati agricoli complessivi sono scesi del 4,3% e del 3,3% quelli dipendenti, un dato che annulla il buon aumento di un +3,6% di occupati dipendenti registrato dal 2011 al 2012».

Non ci resta che l’export conclude Confagricoltura: «Nei primi dieci mesi del 2013 le esportazioni dell’agroalimentare italiano hanno registrato un +5,5%, facendo lievitare la quota complessiva dall’8% del 2011 all’8,5% del 2013». 

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