Alcol ad alto rischio di abuso

OMS
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L’uso dell’alcol o meglio l’abuso di alcol desta ancora molta preoccupazione in tutto il mondo e a rivelarlo è l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che ha diffuso il Global status report on alcohol and health (anno 2012).

Secondo il rapporto nel 2012, l’uso dannoso di alcol ha causato nel mondo 3,3 milioni di morti. Il consumo di alcolici, infatti, non solo crea dipendenza, non solo genera violenza e incidenti, ma accresce anche il rischio di sviluppare oltre 200 patologie tra cui cirrosi epatica e cancro, e rende le persone maggiormente suscettibili alle malattie infettive come per esempio la tubercolosi e la polmonite.

In media ogni persona nel mondo di età maggiore ai 15 anni, consuma 6,2 l di alcol puro ogni anno. Ma è solo il 38,3% della popolazione globale a bere alcolici, per cui di fatto chi beve davvero consumano una media di 17 l di alcol puro all’anno.

In Italia si assiste ad un fenomeno in controtendenza (v. fig). Le donne bevono comunque meno degli uomini (7,2 l/pro-capite contro 11,9 degli uomini).

L’Europa conferma il triste primato del più alto consumo pro-capite, stabile negli ultimi 5 anni, così come anche in Africa e nelle Americhe anche se alcuni aumenti sono stati riportati nel Sud-Est asiatico e aree del Pacifico occidentale.

I dati del rapporto sulla mortalità sottolineano che la percentuale dei decessi per cause correlate all’uso e abuso di alcol è più alta tra gli uomini rispetto alle donne e cioè il 7,6% contro il 4%, anche se l’evidenza mostra le donne come soggetti più vulnerabili ad alcune patologie legate al consumo alcolico.

Grave anche la diffusione del consumo eccessivo episodico, il binge-drinking. Circa il 16% dei bevitori appartiene spesso ai gruppi più a basso reddito quindi i più esposti alle conseguenze sociali del consumo di alcol.

L’Oms stimola quindi i Governi a intervenire con diverse azioni:

– sviluppare linee politiche nazionali sull’alcool per ridurre l’uso dannoso;

– aumentare la consapevolezza del problema;

– investire nei servizi sanitari per prevenire e curare.

Dal documento dell’Oms emerge che alcuni Paesi stanno già rafforzando le misure per proteggere la popolazione dai rischi alcol-correlati aumentando, per esempio, le tasse sulle bevande alcoliche, limitando la disponibilità di alcol con l’aumento del limite d’età e regolando il marketing di questi prodotti.


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